44 asini nei campi non smettono mai di ragliare, e i cani bastardi per strada non fanno altro che abbaiare - che: "Gli highbrow detestano i lowbrow! E i lowbrow detestano gli highbrow!" - mentre invece gli highbrow dipendono totalmente dai lowbrow, e i lowbrow hanno altrettanto bisogno degli highbrow; e gli uni non potrebbero mai esistere senza gli altri, perché gli uni sono complementari, e l'altra faccia degli altri! Come si è mai potuta concepire una tale menzogna? Chi avrà messo in giro questo pettegolezzo malevolo? Nemmeno su questo ci sono dubbi. E tutta opera dei middlebrow. Che è gente, devo confessare, che molto di rado tratto con sincera cordialità. E gente che fa sempre da intermediaria; sono persone intriganti che corrono da un posto all'altro, combinando con le loro chiacchiere ogni possibile misfatto - i middlebrow, dicevo. Ma allora, mi chiederete voi, che tipo è un middlebrow? E questa, a dir la verità, non è una domanda facile. Perché non è né carne né pesce. Non è né come gli highbrow, che hanno le sopracciglia alzate; né come i lowbrow che le hanno abbassate. Le loro sopracciglia sono un po' a metà strada. Non abitano né a Bloomsbury, che è un posto di alto rango, né a Chelsea che è di basso rango. Dovendo pur vivere da qualche parte, staranno probabilmente a South Kensington, che si trova un po' a metà strada. Il middlebrow è un uomo o una donna di media intelligenza, che si muove e si agita senza scopo da una parte ali' altra, senza interessarsi a niente di particolare, né solo all'arte, né solo alla vita, ma a tutte e due le cose, che mischia orribilmente e confusamente al suo desiderio di denaro, di successo, di potere, o di prestigio. Il middlebrow cerca di accattivarsi allo stesso modo il favore degli highbrow e quello dei lowbrow. Va dai lowbrow e gli dice che, anche se non è esattamente uno di loro, è, però, una specie di loro amico. Un attimo dopo va a telefonare a un highbrow e gli chiede, con altrettanta giovialità, se non voglia per caso andare a prendere un tè da lui. Ebbene, ci sono highbrow - e io stessa ho conosciuto duchesse highbrow, che, come certe domestiche a ore, mi hanno detto, con lo stesso tono di determinazione che così spesso assimila l'aristocrazia alla classe lavoratrice, che preferirebbero passare assieme un pomeriggio in cantina accanto al carbone, piuttosto che ritrovarsi in un salotto a prendere il tè in compagnia di un middlebrow. Anche a me è capitato di essere invitata da uno di loro - mi consente, solo per brevità, di tradurre questa situazione, che è solo in parte fittizia, in fo1ma di racconto?-Anch'io, dicevo, sono stata invitata a "fargli visita": che strano piacere hanno di farsi "vedere"! Mi telefonano ali' incirca verso le undici del mattino, invitandomi a prendere il tè da loro. Allora mi dirigo verso l'armadio e mi metto a pensare, in maniera piuttosto lugubre, al vestito giusto da mettermi. Noi highbrow possiamo essere eleganti, o trasandati; ma non abbiamo mai il vestito giusto da metterci. E poi, mi domando subito dopo: quali saranno le cose giuste da dire? Quale coltello si dovrà usare? Di quale libro converrà parlar bene? Tutte queste sono cose che non so capire da sola. Noi highbrow leggiamo quel che ci piace, facciamo quel che ci pare e parliamo bene soltanto di quel che ci piace. Però sappiamo bene anche ciò che non ci piace: per esempio il tè con le tartine imburrate. Mangiare tartine imburrate coi guanti di capretto bianchi mi è sempre sembrata una delle cose più complicate della vita. Un'altra cosa che non mi piace assolutamente sono i classici ben rilegati e tenuti in vetrina. Inoltre non posso non diffidare della gente che usa il diminutivo "Bill" sia per Shakespeare che per Wordsworth, abitudine, questa, che oltretutto non può che creare confusione. Invece, in materia di vestiario, mi piacciono o le persone che vestono benissimo, o quelle che vestono malissimo: detesto i vestiti giusti. Poi c'è lo sport. Essendo highbrow, non lo pratico mai. Ma amo vedere in azione chi lo fa con passione. I middlebrow smorzano tutte le palle quando giocano a cricket; brandiscono le mazze a vuoto senza afferrare niente. Non c'è spettacolo più triste al mondo di un povero middlebrow che monta a cavallo mentre l 'animale si lancia all'improvviso al galoppo senza obbedire ai suoi comandi. In poche parole (tanto per andare avanti con la storia), quella visita non fu né del tutto fallimentare né un'idea troppo brillante; perché alla fine, accompagnandomi alla porta, il middlebrow (che è scrittore) mi dà una bella pacca sulla spalla e mi dice: "Le mando il mio libro!" (o ha detto "la mia roba"?). E in effetti, il suo libro inevitabilmente ani va, anche se, simbolicamente, intitolato Tienilo alla larga.2 Lo leggo distrattamente un po' qua e là (mentre faccio, come al solito, colazione a letto). Non è un libro scritto bene; ma non è nemmeno scritto male. Non è né propriamente decente, né del tutto indecente: in poche parole, è così così. Ora, se esistono libri per i quali ho veramente poca considerazione, sono proprio quelli così e così. E allora, anche se soffro un po' di gotta al mattino (perché una che per almeno due o tre secoli ha avuto degli antenati che stramazzavano a letto ubriachi fradici, deve pur meritarsi un po' di questa malattia), alla fine mi alzo. Mi vesto. Poi, debolmente, mi dirigo verso la finestra. Prendo il libro con la mano un po' gonfia e lo getto lievemente nei campi, oltre la siepe. Le pecore affamate - mi son ricordata di dire che questa parte della storia si svolge in campagna? - le pecore affamate alzano lo sguardo ma non si saziano. Ma, tanto per farla finita con la prosa, e con la sua tendenza a trasformarsi in poesia, adesso riporterò una semplice conversazione che si svolge invece in monosillabi. Davanti alle nostre focaccine al miele, chiedo spesso ai miei amici lowbrow com'è possibile che mentre noi highbrow non compriamo mai un libro scritto da un middlebrow, non andiamo mai alle loro conferenze, e non leggiamo mai le loro recensioni, tranne quando siamo pagati per farlo, essi, al contrario, prendono tanto sul serio ogni attività middlebrow. Perché, chiedo (ovviamente non per via radio), siete così dannatamente modesti? Credete veramente che se vi metteste a scrivere la vostra vita, così com'è, sarebbe una cosa troppo squallida o volgare per essere bella? E per questo, allora, che preferite la versione middlebrow di ciò che essi hanno l'impudenza di chiamare vera esperienza umana? ... che poi non è altro che un miscuglio disgustoso di sentimentalismo e giovialità, tenuto insieme dalla viscida melma di gelatina di zampe di vitello. La verità, che ci crediate o no, è di molto preferibile a ogni menzogna. E allora, continuo io, perché lasciate che siano i middlebrow a insegnarvi a scrivere? - proprio voi che quando siete spontanei scrivete tanto bene che darei entrambe le mani per scrivere come voi e, proprio perché non ci riesco, non ci tento nemmeno, e faccio invece del mio meglio per imparare l'arte di scrivere da highbrow. E poi, insisto io, levando in aria una focaccina sulla punta del cucchiaino da tè, come osano i middlebrow di insegnarvi a leggere, per esempio, Shakespeare? Leggetelo, piuttosto, per conto vostro. L'edizione di Cambridge è buona ed economica. Se trovate difficile leggere Amleto, invitatelo a prendere il tè. E un highbrow. Chiedete a Ofelia d'incontrarsi con lui: lei che è una lowbrow come voi. Parlate con loro come fate con me, e imparerete sul conto di Shakespeare più di quello che tutti i middlebrow messi insieme sono in grado d'insegnarvi; senza contare che, a giudicare da certe frasi, secondo me, a Shakespeare, e a Pope, i middlebrow non dovevano affatto piacere. A tutto questo discorso, i lowbrow replicheranno (e qui non riesco a imitare il loro modo di parlare) che in fondo loro sono
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