sia concesso l'orrore; tutti i particolari debbono mirare a un solo scopo e così accrescere l'interesse; il finale deve corrispondere all'inizio, naturalmente! "Inventate mezzi che possano avvincermi", dice Boileau. Ma come si fa a inventare tali mezzi? "In tutti i vostri discorsi la passione eccitata deve cercare il cuore, scaldarlo e commuoverlo". Ma come si fa a scaldare il cuore? Le sole regole quindi non bastano: non si può fare a meno del genio. Ma anche il genio non basta. Secondo il parere dell' Académie Française, Comeille non capisce nulla di teatro. Geoffroy ha denigrato Voltaire. Racine è stato schernito da Subligny. Le Harpe sbuffava quando si menzionava Shakespeare. La critica antica li disgustava. E ancora: ... "Dapprima ci occuperemo della prosa", disse Bouvard. "Si raccomandano anzitutto i classici. È su di essi che ci si deve formare. Peraltro, anch'essi hanno tutti i loro difetti, hanno trasgredito non soltanto lo stile ma anche il linguaggio." Una considerazione del genere non mancò di fare impressione su Bouvard e Pécuchet, ed essi cominciarono a studiare la grammatica. ( ... ) L'umanità è vano cercarla nei grammatici. Ciò che gli uni dichiarano esatto, gli altri lo ritengono errato. Da un lato, essi ammettono principi delle cui conseguenze nulla vogliono sapere, e dall'altro proclamano conseguenze di cui respingono i principi; s'appoggiano alla tradizione, respingono i maestri e hanno tutti cavilli singolari ... Sicché, giunsero poi a questa conclusione: la sintassi è fantasia e la grammatica illusione. 33 Ma la scienza chiamata estetica avrebbe forse risolto la loro disputa. Un amico ..., professore di filosofia, inviò loro un elenco di libri, che trattavano di questa materia. Ciascuno si mise a lavorare per conto proprio, e si scambiarono le loro idee. Che cos'è, anzitutto, il bello? Per Schelling è l'infinito, che trova espressione nel finito, per Reid una qualità segreta; per Jouffroy qualcosa di non scomponibile, per De Maistre ciò che piace alla virtù; per il padre André ciò ch'è ragionevole. Esistono dunque parecchie specie di bello ... Si occuparono poi di ciò ch'è elevato. Determinate cose sono di per se stesse elevate: lo scroscio del ruscello, la tenebra profonda, un albero stroncato dalla tempesta. Un carattere è bello quando trionfa, ed elevato quando lotta . "Capisco adesso", disse Bouvard, "il bello è il bello e l'elevato è ciò ch'è molto bello. -Ma come si farà a distinguerli l'uno dall'altro?" "Per mezzo del tatto", rispose Pécuchet. "E da dove viene il tatto?" "Dal gusto". "E che cos'è il gusto?" Viene definito come una particolare capacità di distinzione, un giudizio rapido, la superiorità di ravvisare determinati rapporti. In breve il gusto è il gusto - ma come si faccia ad acquistare il gusto, nessuno lo dice. Ma com'è stata dunque trattata sul serio la letteratura e com'è giunta a noi, travagliata da quali metodi e rovesci di fortu- ~~ 1~ ri/jana 21-22 Maggio 1996 Incontro con gli scrittori: James Berry (Jamaica) - E. Kamau Brathwaite (Barbados) - David Dabydeen (Guyana) Wilson Harris (Guyana) - George Lamming (Barbados) Mayra Montero (Cuba) - Olive Senior (Jamaica) - Zoé Valdés (Cuba) Derek Walcott (St. Lucia) Premio Nobel 1992 In occasione del convegno sarà allestita una mostra di ritratti del pittore Guido Villa Università degli Studi di Milano Palazzo Greppi - Sala Napoleonica - Via Sant' Antonio 12 per informazioni 02•86339451
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