Linea d'ombra - anno XIV - n. 115 - maggio 1996

li fiorire dei sogni 11 UNO SPAZIOPERL'AUTENTICO" POESIE MarianneMoore Marianne Moore (1887-1972) autrice di poesie e saggi. A quella violenza interna che per lei è la poesia dedicò la vita, distillandola in un'opera segnata ovunque da una vocazione esigente per la forma perfetta. La poesia Neanche a me piace. A leggerla, però, con totale disprezzo, vi si scopre, dopo tutto, uno spazio per l'autentico. La mente è una cosa che incanta è una cosa incantata, come lo smalto sopra un'ala di locusta, suddiviso dal sole finché le trame sono una legione. Come Gieseking che suona Scarlatti; come il punteruolo che l'apteryx ha per becco, oppure come lo scialle da pioggia del kivi, fatto di piume filiformi, la mente tenta la strada come fosse cieca e cammina tenendo gli occhi a terra. Ho l'orecchio della memoria, che sa udire senza dover udire. Come I' inel inazione del giroscopio, che è davvero univoca perché imperante certezza la governa, è un potere di forte incantamento. È come il collo della colomba, animato dal sole; è l'occhio della memoria; è incoerenza coscienziosa. E strappa il velo; squarcia la tentazione, la nebbia che il cuore porta addosso, gliela strappa dagli occhi - se pure il cuore ha un volto; dissipa lo scoramento. È fuoco nell'iridescenza del collo della colomba; nelle incoerenze, di Scarlatti. Ordine sottopone a prova il suo disordine; non è un giuramento di Erode, che non può mutare. Come una fortezza Sicura. Stretta da quel potere che l'ha in pugno - un paradosso. Stretta. Assediata duramente, tu ti assumi la colpa e sei inviolata. Finalmente umiliata? Non tu, investita da tempesta. Compressa; irrobustita dagli scoppi finché compatta, come una fortezza contro il fato; tra salve di piombo, salutata dal piombo? Quasi spiegando al vento la bandiera a stelle e strisce. Eppure tu hai visto una fragola che ha dovuto combattere; là dove i frammenti si sono radunati, c'era un porcospino o una stella di mare, tale era la moltitudine dei semi. Quale cibo migliore dei semi della mela - il frutto dentro il frutto - compatti e chiusi come due nocciole strette nel guscio curva contro curva? Il gelo, che uccide le piccole foglie lattiginose sugli steli del kok-saghyz, non può ferire le radici; ed esse crescono nel terreno ghiacciato, senza sosta. Una volta, là dove una foglia del fico d'India si aggrappava al filo spinato, germogliò una radice che s'immerse per due piedi nel suolo sottostante; e le carote formano mandragole o qualche volta una radice simile a un corno d'ariete. La vittoria non verrà a me se io non vado a lei; e un viticcio verde si avviluppa e fa nodi su nodi fino a quando non si sia annodato trenta volte - così il ramo legato sopra e sotto è imprigionato e non può più muoversi. Ciò ch'è debole vince la minaccia che porta in sé, e ciò eh' è forte vince se stesso. C'è qualcosa che uguagli la saldezza? Che linfa è mai salita per quell'esile filo a tingere di rosso la ciliegia! 23 Tratte da Poesie a cura di Lina Angioletti e Gilberto Forti, Adelphi 1991

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