Linea d'ombra - anno XIV - n. 115 - maggio 1996

Il fiorire dei sogni 11CREATURAD'ORO PURO" LADYLAZARUESALTRPEOESIE Sylvia Plath Sylvia Plath ( 1932-1963) è una delle più grandi autrici del Novecento. La sua poesia, fondata su un sofferto autobiografismo, persegue tenacemente l'espressione precisa di una necessità interiore, facendo uso di forme metriche e di rime in tutte le possibili manifestazioni. È stato pubblicato in italiano Il colosso (1960), Alberi invernali (1971), Johnny Panie e la Bibbia dei sogni (1977). Lady Lazarus L'ho rifatto. Un anno ogni dieci Ci riesco - Una specie di miracolo ambulante, la mia pelle Splendente come un paralume nazi, Un fermacarte il mio Piede destro, La mia faccia un anonimo, perfetto Lino ebraico. Via il drappo, O mio nemico! Faccio forse paura? - Il naso, le occhiaie, la chiostra dei denti? Il fiato puzzolente In un giorno svanirà. Presto, ben presto la carne Che il sepolcro ha mangiato si sarà Abituata a me E io sarò una donna che sorride Non ho che trent'anni. E come il gatto ho nove vite da morire. Questa è la Numero Tre. Quale ciarpame Da far fuori a ogni decennio. Che miriade di filamenti. La folla sgranocchiante noccioline Si accalca per vedere Che mi sbendano mano e piede - Il grande spogliarello. Signori e signore, ecco qui Le mie mani I miei ginocchi. Sarò anche pelle e ossa, Ma pure sono la stessa, identica donna. La prima volta successe che avevo dieci anni. Fu un incidente. Ma la seconda volta ero decisa A insistere, a non recedere assolutamente. Mi dondolavo chiusa Come conchiglia. Dovettero chiamare e chiamare E staccarmi via i vermi come perle appiccicose. Morire È un'arte, come ogni altra cosa. Io lo faccio in un modo eccezionale. Io lo faccio che sembra come inferno. Io lo faccio che sembra reale. Ammetterete che ho la vocazione. È facile abbastanza da farlo in una cella. È facile abbastanza da farlo e starsene lì. È il teatrale Ritorno in pieno giorno A un posto uguale, uguale viso, uguale Urlo divertito e animale: "Miracolo!" È questo che mi ammazza. C'è un prezzo da pagare Per spiare Le mie cicatrici, per auscultare Il mio cuore - eh sì, batte. E c'è un prezzo, un prezzo molto caro, Per una toccatina, una parola, O un po' del mio sangue O di capelli o un filo dei miei vestiti. Eh sì, Herr Doktor. Eh sì, Herr Nemico. Sono il vostro opus magnum. Sono il vostro gioiello, Creatura d'oro puro Che a uno strillo si liquefà. Io mi rigiro e brucio. Non crediate che io sottovaluti le vostre ansietà. Cenere, cenere - Voi attizzate e frugate. Carne, ossa, non ne trovate - Un pezzo di sapone, Una fede nuziale, Una protesi dentale. 15

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