60 SULVIAGGIO/BOTTIGLIERI sono quelle che dichiarano in partenza l'artificio fondazione di villaggi turistici, restauro di antiche città, di oasi nel deserto, viaggi di circumnavigazione per mare, a piedi, in mongolfiera attorno al mondo, seguendo Jules Verne oppure il diario di un grande esploratore e così via. Le agenzie più prestigiose propongono viaggi sulle orme del Gran Tour in carrozza o a piedi, ricostruiscono i vagabondaggi di grandi filosofi e scrittori, ricordano i fasti dell 'Orient Express, sanno trasformare la dolorosa esperienza dell'erranza attraverso una natura ostile in una vera e propria gara di sopravvivenza da cui uscire sani e salvi, imitano gare di automobili come la Pechino-Parigi, rotte marine come quella del rum. Tutte le forme di avventura, scoperta e viaggio che vengono divulgate e banalizzate, dichiarando in partenza l'imitazione, risultano più autentiche di quelle che propongono la ricerca di una natura incontaminata. Ma vi è una forma di viaggio contemporaneo che merita più di tutti gli altri attenzione: il pellegrinaggio. Essendo viaggio di imitazione, è una esperienza autentica, pur essendo molto di più: è la radice profonda del turismo di massa. Possiamo dire, anzi, che il pellegrinaggio medioevale è l'unica forma di turismo di massa dell'ultimo millennio. La società di massa non condivide solo vestiti, cibi e luoghi di svago, ha bisogno anche di cultura e di forme di identità comuni. Nel corso del Novecento, in Italia, questa cultura si è espressa, in politica, attraverso il fascismo, nell'egemonia democristiana e nel berlusconismo, mentre le forme culturali che le sono congeniali sono soprattutto il calcio, il turismo, il consumismo e la televisione, queste ultime da sempre estranee alla cultura di sinistra! , Se il turismo di massa è diventato un vero e proprio pellegrinaggio laico, converrà riflettere sulle loro analogie profonde. Infatti, i pellegrinaggi sono diventati dei veri e propri viaggi turistici, siano essi diretti a Santiago de Compostela, a Fatima, a Lourdes oppure a Roma (o a Civitavecchia) in cui spesso viene compreso nel prezzo - e ciò sia detto senza spirito blasfemo - oltre alla remissione di tutti i peccati, se si è fortunati, anche il miracolo da riprendere con la telecamera e far vedere agli amici. È che i confini fra sacro e profano sono diventati sempre più labili. Si pensi alla festività religiosa divenuta ormai "tempo libero", mentre la domenica, il giorno del Signore una volta dedicato all'anima, si è trasformato in un giorno dedicato al corpo, allo sport, al viaggio del weekend. Così come il tempo del pellegrinaggio era un tempo sacro durante il quale il pellegrinaggio si spogliava di ogni legame e concentrava tutta la sua riflessione su questa esperienza interiore, allo stesso modo oggi il turista, durante il sacro periodo delle ferie, è disposto a sbarazzarsi di ogni impedimento, genitori ammalati, figli piccoli, animali domestici, pur di vivere questa esperienza che non darà ricompense nel paradiso bensì una lunga gratificazione durante il corso dell'anno. I viaggi rituali dei turisti, siano essi pellegrinaggi brevi come i weekend o lunghi come le ferie, hanno sostituito la ricerca del benessere dell'anima con quella del corpo; i pellegrinaggi che una volta si dirigevano ai luoghi sacri della cristianità ora si dirigono verso i luoghi sacri della mondanità, verso mete consacrate da scandali, spettacoli canori, amori celebri, presenza di vip, film. E se nel Medioevo era la parola che sacralizzava il luogo - il Vangelo per Gerusalemme, gli Atti degli Apostoli per Roma, la lunga tradizione orale per i pellegrini diretti a Santiago - la funzione che il libro sacro e l'oralità ricoprivano allora viene oggi svolta dalla stampa scandalistica, dal rotocalco, dalla televisione, mentre le reliquie sono state sostituite dai souvenir tipici e riproducibili. Il luogo diventa sacro dopo un miracolo o una visione. Attraverso di essa al fedele viene comandato di divulgare al mondo l'importanza del luogo, facendolo diventare meta di pellegrinaggio. Niente di meglio che riflettere sul ruolo dei pittori dell'Ottocento e dei fotografi nel divulgare in Europa località come Paestum, Capri, la costiera amalfitana, il lago Averno o altri luoghi del Mediterraneo, pieni di luce e di spiritualità artistica. Fondamentale per la consacrazione del "luogo sacro" è sempre stato il ruolo della donna: la Madonna per Gerusalemme, Sant'Elena, la madre di Costantino, per Roma. Essa, nel suo pellegrinaggio a Gerusalemme, aveva scoperto la croce, la scala santa e i chiodi del supplizio e li aveva portati a Roma, legando il suo nome alla città caput mundi. Anche in tempi più recenti, nomi di donne sono legati a luoghi di culto. Fatima e Lourdes ricordano Bernadette, Lucia, le pastorelle che videro la Madonna. Anche i luoghi sacri del turismo hanno un'anima femminile: questo è evidente con il ruolo avuto da Brigitte Bardot per far conoscere Saint-Tropez, Ingrid Bergman per la costiera amalfitana, Jacqueline Kennedy per la Grecia, Elsa Morante per Sabaudia, Anita Ekberg per la fontana di Trevi eccetera. Come dice Leed nel libro La mente del viaggiatore a proposito dei pellegrinaggi, "la realtà sacra viene creata mediante la sua rappresentazione, la sua riproduzione nella letteratura, negli oggetti, nelle reliquie e nei souvenir, così come si fa concreta in stanze, aree recintate, templi e itinerari". Dunque la realtà geografica di un luogo diviene autentica dopo che essa comincia a essere rappresentata nei libri, nei disegni o nelle foto, ossia dopo che è stata creata la copia o il falso. Il vero diventa più vero, quando cominciano a circolare i falsi e il luogo geografico autentico si oppone alla sua riproduzione. Se questo era vero fino alla prima metà del secolo Ventesimo, a partire dal 5 marzo 1954, in Italia, il rapporto tra luogo autentico e sua rappresentazione comincia a sfumare. Attraverso la televisione i confini diventano più labili. I luoghi remoti entrano nelle nostre case e li conosciamo senza esserci mai stati. Bisognerà riconoscere che la vera rivoluzione culturale dell'ultima parte del secolo è la moltiplicazione delle immagini. Come ricorda Jacques Attali il vero miracolo del nostro secolo è la moltiplicazione delle immagini, come nel Vangelo è la moltiplicazione dei pani e dei pesci, l'unico miracolo riportato per intero nei quattro libri sacri. Il Messia del futuro, perciò, sarà colui che riuscirà a fare questo tipo di miracolo, a creare, dal nulla, immagini e a moltiplicarle all'infinito in ogni casa. Se in un futuro prossimo questo Messia tecnologico non solo moltiplicherà le immagini ma riuscirà anche a materializzarle, proprio come avviene con il fax che materializza le parole, allora il suo regno sarà assicurato su tutta la terra. La moltiplicazione delle immagini - grazie alla televisione, al cinema, alla fotografia, ai giornali illustrati che rendono caotica la solitudine del mondo moderno ha creato dei simulacri geografici, ossia delle immagini di luoghi che sono una sintesi, un'essenza, un concentrato del luogo reale. Il turista non cercherà più il luogo autentico, ma quello che la riproduzione gli ha suggerito. Parigi, Londra, Roma, nell'ottica del turista di massa si possono identificare perciò con cinque o sei simulacri conosciuti attraverso la divulgazione. Questo modo di viaggiare ha trasformato il mondo in una serie di luoghi comuni, di tappe fisse e riproducibili. Quel luogo sarà vero perché somiglia alla fin-
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