PeterSellersin /'m A//RighiJ, ack(Nudiallameta) 1959. diano molto diverso nel 1968, in The Party (Hollywood Party) di Blake Edwards. La miscela di Sellers di gentile malinconia e furtiva malizia qualche volta richiama Alee Guinness. È interessante tentare di immaginare con quali differenze (o con quali somiglianze) i due uomini avrebbero potuto interpretare le rispettive parti. Guinness, per quanto irriverente o furfantesco, trasudava una sorta di rispettabilità, o addirittura religiosità, triste e una sorta di sofferenza, mentre Sellers era più infido, più sardonico. Guinness fac~va ve~ire in mente un sacrestano malinconico, Sellers un piazzista. S1 tratta di una differenza sociale, tra due classi medie ideologicamente differenti; ma forse si tratta anche di qualcosa che ha a che fare con due diverse "generazioni". La loro "mezza generazione" di differenza (sette anni) include la Grande guerra, il grande spartiacque culturale. Guinness ha un personaggio alla Sellers in The Lady killers (La signora omicidi, 1956), e applica un sarcasmo alla Sellers al suo indiano, il guru eccentrico di A passage to India (Passaggio in India, J 984) di David Lean. Dal canto suo, Sellers si sposto verso il territorio di Guinness con i ruoli multipli dei film con Kubrick, dove le sue improvvisazioni erano tanto imprevedibili e proficue che Kubrick teneva fisse su di lui tre macchine da presa, per cogliere ogni sfumatura dall 'angolatura migliore. I film della Pantera Rosa portarono a Sellers il divismo. Con il personaggio dell'Ispettore Clouseau, Sellers inaugurò un nuovo stile nella, commedia cinematografica. È una specie di "slapstick lento", ripreso in campo lungo. Non è troppo diverso dallo stile dell'Hulot di Tati, ma forse più "interiorizzato", meditato. Tati trasmette l'estraneità del mondo attraverso il suo personaggio, ma tutto quello che conosciamo di lui, in realtà, è questo smarrimento "astratto"; è gradevole, ma molto esile. Ma i film di Clouseau ci trasmettono sia l'imbarazzo che Clouseau dovrebbe provare sia il suo precario oblio di questo. È tutto un gioco sul- ! 'imbarazzo sociale. E questa non è un'emozione "superficiale". SPETTACOLO/DURGNAT 47 Al contrario: la pubblica vergogna, il pubblico imbarazzo sono terrori opprimenti, dominano il nostro comportamento e ci reprimono. Sono emozioni forti. troppo spesso eclissate dai dogmi freudiani sul "rimosso" e la sessualità e dai dogmi cristiani sul1 'anima e le colpe segrete. Ma certamente le emozioni "superficiali", interpersonali, sociali, come la vergogna, l'orgoglio, la dignità, il rispetto e i problemi di status e di "sopravvivenza sociale", sono tutti altrettanto potenti e altrettanto istintive della sessualità e della coscienza. L'espressione "morire di vergogna" è molto eloquente. Blake Edwards inventa le situazioni imbarazzanti e Sellers ci dà le risposte di Clouseau, follemente ipnotiche: una pseudo-consapevolezza sofferente, un bluff paralizzante, un aplomb idiota. Clouseau è un piccolo borghese, timidamente, rigidamente autoritario e con un brutto complesso di inferiorità che lo costringe ad atteggiarsi a detective onnisciente, incastrato con tutta la sua catastrofica maldestrezza in un mondo alla moda e sofisticato. L'idea era azzeccata per gli anni Sessanta, dal momento che il benessere aveva elevato praticamente tutti allo stile di vit~ più ricco, più lussuoso, più levigato che avessero mai avuto. E più o meno in questo periodo che la "commedia di costume", sul savoir-faire sociale, diventa uno dei generi dominanti. I film della Pantera Rosa Sono esemplari splendidi del filone "clownesco" del genere. Anche se più "intimisti", come si conviene alla vita moderna, Edwards e Sellers resuscitano lo slapstick, e i momenti migliori della serie valgono Lloyd, Keaton e Chaplin. Se Clouseau mescola lo slapstick con la commedia di costume, What's New Pussycat? (Ciao Pussycat, 1965, scritta da Woody Allen) è una commedia sconclusionata sugli eccentrici del jet-set. I loro problemi principali sembrano di natura sessuale, ma in qualche maniera suonano fasulli, come se tutto, in realtà, ruotasse intorno al savoir-faire sociale e a relazioni personali congenitamente frettolose. Purtroppo, dobbiamo limitarci a chiederci a cosa avrebbe potuto portare un 'ulteriore collaborazione tra Allen e Sellers. Per esempio, mi sarebbe piaciuto vedere Sellers in una delle "commedie serie" di Allen, insieme ad Allen, perché Sellers era proprio l'uomo capace di colmare il divario tra il lato "burlesco" di Allen e quello più triste, da commedia di carattere. Provate a immaginare Hannah and Her Sisters (Hannah e le sue sorelle) con Sellers al posto di Michael Caine. Forse, Allen e Sellers avrebbero potuto fare coppia fissa, nella commedia sofisticata: "Peter e Woody", come "Martin e Lewis" o "Grant e Hepburn". Dal 1965, Sellers sembra perdersi in una specie di "terra di nessuno" transoceanica, un destino condiviso da altri inglesi, come O'Toole e, più tardi, Caine. Eppure Sellers non aveva perso la sua lucidità di giudizio. Per anni, tentò di comprare i diritti per la riduzione cinematografica di Being There, bombardando il suo autore, Jerzy Koszinski, di lettere e telegrammi firmati con il nome del protagonista. Il film di Ashby è il "tramonto" agrodolce del genio di Setters. Una mente vuota è difficile da interpretare. Il "vuoto" non è giusto una lacuna; è un problema di pensieri vaghi e irrilevanti e di risposte che guizzano sul viso. Sellers cattura ogni guizzo di sciocca contentezza e di compiaciuta semplicità, e Io trasmette con delicatezza. In un certo modo, è già Forrest Gump, ma infinitamente più gentile e più sottile. Edwards, aveva appena iniziato The Trai! of the Pink Panther (Sulle orme della Pantera Rosa, 1982) quando Sellers morì, questa volta permanentemente. La sua carriera finisce con il_tocco_d!una farsa di cattivo gusto, come può accadere ai grandi com1c1. Edwards rappezzò un Sellers "postumo" con una
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