46 SPETTACOLO/DURGNAT di Groucho (!), Giuseppe, Cedric, Izzy Gozzunk e Crystal Jollibottom. I personaggi erano "sciocchi" quanto i loro nomi, e le battute ancora più sciocche. Io lo vidi in un tetro campo militare sperduto in una brughiera squallida, e le risate, da "veterani scafati", giovani coscritti e ufficiali potenziali, avevano quel calore e quella partecipazione rara di risate causate non da una convenzione comica, ma da una scoperta comica. Questi silly shorts nel 1960 condussero Peters Sellers a produrre e Dick Lester a dirigere The Running, Jumping and Standing Sri/I Film, subito un cult "Highbrow/lnterzone". È interpretato da Bruce Lacey, creatore di sculture "robot" tristemente umoristiche, e un altro abitante dell '"interzona". È una specie di controparte live di un cartone animato, The Do-lt-Yourself Cartoon Kit (1961) di Bob Godfrey. Entrambi i film prendono in giro: I) la concezione di sé che hanno gli inglesi, e 2) il mezzo cinema in se stesso, in una sorta di "autocoscienza" derisoria. Questa è una vena ricca dell'umorismo britannico, difficile da rintracciare nelle mappe culturali perché sospesa tra diversi ambiti: contemporaneamente cult, popolar-madernista e pseudotradizionalista, gioviale e amara, conviviale e malinconica, ambigua eppure genericamente diffusa. Sellers approdò alla "commedia di carattere" nel 1956 con The Smal/est Show on Earh (La pazza eredità) di Dearden. Appartiene al "realismo comico", nel senso che gli spettatori identificano subito i personaggi come "gente comune", non troppo diversa da loro, e si identificano. Sellers interpreta il proiezionista ubriacone e disilluso di un vecchio "pidocchietto", che lotta per non essere chiuso. Il personaggio è un "parente" del vecchio cockney canterino di Sellers, ma così ben costruito che, alla fine, ruba il film a tutti gli altri. Il primo accenno di celebrità arrivò con il suo ritratto velenoso, in The Naked Truth (La verità ... quasi nuda, 1957, di Mario Zampi), di un conduttore televisivo la cui affabilità pubblicanasconde un'esplosiva misantropia. E la celebrità esplose nel 1959, con/' m Ali Right, Jack (Nudi alla meta) dei Boulting, una commedia industriale nella quale egli interpreta un delegato di fabbrica militante, un tipo importante nella storia britannica. Infatti, indietro, negli anni Trenta, le esitazioni del partito laburista diedero spazio all'interno delle fabbriche agli estremisti di sinistra. Il Movimento dei delegati di fabbrica intimorì gli industriali, mise in soggezione i governi e, triste a dirsi, fece infuriare il pubblico per i successivi quarant'anni (fino alla recessione e a Mrs. Thatcher). L'esasperazione pubblica nei confronti degli scioperi ispirò uno dei guizzi del film: la moglie del leader dello sciopero partecipa a uno sciopero di casalinghe, contro lo sciopero del marito. I fratelli Boulting erano stati militanti di sinistra fino a poco prima (il loro Fame Is the Spur metteva in guardia contro l'affievolirsi dello zelo riformista del partito laburista), ma poi si erano spostati verso il partito liberale (moderatamente di centro sinistra). Secondo i pettegolezzi del mondo del cinema, i Boulting vollero Sellers per la sua sgradevolezza di bassa lega e per il bagliore di fanatismo all'angolo dei suoi occhi innocenti. Ma Sellers insistette per interpretare il "compagno Kite" come un idealista, machiavellico e testardo, ma anche ostinatamente illuso, simpaticamente goffo, capace di suscitare la nostra simpatia dispiaciuta, come la nostra rabbia. In un film successivo dei Boulting, Heavens Above! (Lassù. qualcuno mi attende, 1963), Sellers interpreta una specie di "cugino" spirituale di Kite, un pastore di umili origini il cui radicalismo cristiano si dimostra disastroso per tutti. È una specie di indizio precoce dello spostamento a sinistra della chiesa anglicana, costantemente sulle prime pagine fin dai primi anni Ottanta. Queste "tipologie topiche" rendono le commedie dei Boulting molto più legate ai loro tempi di quanto non fossero le commedie Ealing (per quanto molto meno eleganti sul piano artistico). Ma i "tipi" di Sellers sono individui, non stereotipi o tipi "generali". Essi sono modelli esatti di qualche sottoclasse, precisa e ristretta, con la sua particolare sottocultura. Il sindacalista e il pastore sono entrambi idealisti, di origine proletaria, ma molte, molte piccola ricercatezze tracciano le loro differenti storie sottoculturali, con quella precisione sottilmente malevola che gli inglesi amano tanto3 • li miscuglio di accuratezza e sensibilità di Sellers esigeva il meglio dagli attori suoi compagni, come dagli sceneggiatori e dai registi, cosicché la sua influenza si estende sopra il complesso dei film, trasformando l'attore in uno dei loro autori. In questo senso, egli è una controparte comica di attori del "kitchen-sink" come Albert Finney e Alan Bates (anche se loro tendono alla tragedia e sono di mezza generazione più giovani). Sellers, invece, era a disagio nel dramma, tranne che, forse, in Only Two Can Play (Sesso, peccato e castità, 1961), posto che possa definirsi un dramma. Nella commedia poteva essere minacciosamente disturbante, ma quando in Never Let Go (I gangster di Piccadilly, 1960) tentò la parte di un cattivo rabbioso e violento, fece quasi ridere. La sua faccia liscia e svagata tende la sua furia sottilmente "infantile" più come il capriccio di un bambino che come la rabbia di un prepotente. Si dice spesso che ogni vero autore ha "sette anni d'oro", quando il culmine della sua ispirazione coincide con il culmine della sua popolarità. 1959-1965: furono questi gli anni di Sellers. The Baule of the Sexes (La battaglia dei sessi, 1960) era un'altra "commedia industriale", questa volta sugli impiegati. Egli interpreta un impiegato scozzese, brontolone, tradizionalista, ostinato, che continua a tentare di uccidere, senza riuscirci, un'esperta americana in rendimento, Constance Cummings. È una commedia minore, ma perfetta, appena meno caustica di Kind Hearts and Coronets (Sangue blu, 1949) di Hamer, appena più rassegnata di The White Suit (Lo scandalo del vestito bianco, 1951) di Mackendrick. Un film piuttosto gentile, non ottimista, ma tollerante nei confronti della fragilità umana. Lo stesso umore agrodolce pervade The Millionairess (La miliardaria, 1960) di Asquith, nonostante sia meno preciso dal punto di vista sociale, essendo tratto di una commedia piuttosto filosofica di George Bernard Shaw. L'eroina di Shaw, una superdonna, come i suoi superuomini, è influente, perciò egoista, perciò desiderosa di potere, ma devia dal capitalismo e da altre autogratificazioni verso ... non un vero altruismo, ma la gratificazione che deriva dal- )'utilità sociale. Sophia Loren è sontuosa come superdonna, e Sellers interpreta "l'omino" che la fa deviare verso I"'egoismo più alto". Sellers aggiorna il personaggio nella figura di un medico pakistano, timido ma ostinato, che lavora in un quartiere proletario di Londra. Il che dimostra la sua sensibilità politica: infatti, da un lato, l'immigrazione stava diventando un grave problema sociale e, dal!' altro, l'influsso dei medici asiatici (che rimpiazzavano quelli inglesi, che se ne erano andati ad arricchire in America) generava un altro significativo problema alla sanità pubblica (erano frequenti i fraintendimenti, linguistici e culturali tra medici e pazienti)•. Ma la dignità pensosa di Sellers e il suo egoismo morale erano curiosamente toccanti e il personaggio, al di là di ogni previsione, diventò una specie di eroe romantico. Il suo duetto con Sophia Loren, "Goodness Gracious Me!", diventò uno dei pezzi favoriti dei fan di Sellers e per molti anni fu trasmesso per radio. Sellers e Milligan interpretavano entrambi gli indiani con precisione irresistibile, probabilmente in seguito alle loro esperienze indiane. E Sellers interpreterà un tipo di in-
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