44 _ e SPfflACOLO , ,~ Raymond Durgnat PETERSELLERSELACULTURA DELPARADOSSO La retrospettiva sul cinema inglese che ogni anno il Bergamo Film Meeting organizza, grazie ali' impegno e alla sagacia di Emanuela Martini, è ormai diventata una tradizione, di quelle di cui non si può più fare a meno.Quest'anno la rassegna era dedicata a uno degli attori più amati e sottostimati (se non per le sue memorabili imprese come Ispettore Clouseau) del cinema, Peter Sellers. Dal catalogo della manifestazione, ripubblichiamo per gentile concessione della curatrice il saggio di Raymond Durgnat, integrato qui delle sue preziose note. Peter Sellers si affacciò al nostro panorama mentale intorno al 1951, come stella di un programma radiofonico settimanale della Bbc intitolato Crazy People. Presto il programma diventò The Goon Show, che proseguì per nove serie, dal 1952 al 1960. con occasionali revival celebrativi come, nel 1972, il televisivo The Last Goon Show of Ali. Il Goon Show non è invecchiato troppo; le cassette sono ancora in vendita e alcune di loro mi colpiscono ancora come classici della radio popolare. Ma le persone della mia generazione, persino quelle più erudite, fanno fatica a spiegare quello che il Goon Show significò allora per loro. Così, so qual è la punizione che mi attende all'inferno. Passerò l'eternità tenendo lezioni sui doppi e tripli significati del Goon Show, sulle sue allusioni storico-sociali, a un consesso di professori giapponesi di semiologia, ma per le elezioni indosserò gli occhiali sbagliati, i miei pamphlet saranno scritti in arabo e la mia mente sarà vuota. Considerate, per esempio, il titolo di uno dei primi film di Sellers, Down Among the Z Men ( 1952). Per cogliere il gioco di parole, bisogna sapere due cose, slegate tra loro: I) è un gioco di parole su Down Among the Dead Men, una canzone di fervente patriottismo, che veniva insegnata durante l'ora di musica a scuola; e, 2) gli ZMen erano riserve tecnico-specialistiche dell'esercito, molto seccate di essere strappate alla loro vita privata e rimesse in uniforme allo scoppio della guerra di Corea nel 1951. I compagni-Goons di Sellers erano Spike Milligan, Harry Secombe e, all'inizio, Michael Bentine. Ognuno di loro coltivò anche la propria carriera personale, in svariati media, e ognuno di loro fu molto amato, per le proprie qualità, dal pubblico. Ali 'interno del Goon Show, ognuno di loro aveva voci molteplici, per i suoi molteplici personaggi. Sellers ne aveva otto o nove, che andavano da un ufficiale dell'esercito attaccabrighe, il maggiore Bloodnok, a un anziano poveraccio dalla voce tremolante (mi sembra si chiamasse Henry Crum). Uno dei maggiori successi dei Goons si intitolava Major Bloodnok's Rock' n' Roll Cali. Il gioco di parole a probabilmente intraducibile. Infatti, fonde due frasi (rock' n' roll e roll-cali), la cui associazione è incompatibile (disordine giovanile, disciplina militare). Tutto ruota intorno a un maggiore alla Blimp, che tenta di reclutare i giovani facendo eseguire Rock Around the Clock a tempo di marcetta militare. Un altro episodio famoso era sul povero Crum che tenta tristemente di cantare in bagno, punteggiando tutto di lunghi silenzi e penetranti esitazioni. I Goons erano perfetti come caporali marziali, ufficiali compiaciuti, volontari esaltati. Noi ascoltatori non sapevamo (né ci interessava sapere) quale Goon faceva cosa. Lo spirito di gruppo gioiosamente caotico faceva parte del divertimento. Milligan scriveva i testi, ed era probabilmente il loro motore e la loro guida (con Sellers come ispirato complice). Milligan, con i suoi show televisivi successivi, i suoi libri per bambini (qualcosa alla Edward Lear), le sue memorie, buffe ma amare, si è dimostrato un esponente maggiore di una sorta di "interzona" culturale, spesso trascurata, ma ugualmente strategica. Troppo popolare per essere "cultura alta", troppo abile per essere "bassa", troppo modernista per essere "media". È un territorio abitato da menti come John Lennon, Ivo Cutler (un poeta-performer, una specie di "zio" di Spike, minore e più triste), Marty Feldman e i Monty Python'. È un "territorio di confine" tra la cultura di massa, la cultura-cult studentesca, la poesia leggera e lo specifico modernismo del pop. I suoi divi sono artisti-attori-intrattenitori, affini a certi intellettuali. (In Weekend di Godard l'ingorgo di traffico tragicomico ha questo spirito). Questi personaggi sono per lo più anarco-individualisti, irrispettosi, addirittura sovversivi, ma più sentimentali che rivoluzionari. Non amano troppo il capitalismo, ma non ne disdegnano le comodità. Milligan aveva portato I 'irriverenza alla radio, ma fu per un sacco di tempo il comico favorito del principe Carlo. Clinicamente maniaco-depressivo, ha alternato il mondo dello spettacolo a lunghe puntate negli ospedali psichiatrici. La sua comicità mescola abilmente allegria sfacciata, disperazione satirica e l'insolenza spietata nata dal dolore dalla sfiducia nel mondo. Di lontano ceppo irlandese, Milligan era un "figlio dell'esercito", cresciuto nell'India britannica, in Birmania e a Ceylon (le mescolanze culturali tendono a incoraggiare una visione complessiva svitata). La sua scrosciante voce roca addolcisce nel brio i suoi pensieri più malvagi. È famoso per le improvvisazioni inaspettate, che prendono alla sprovvista i suoi stessi compagni come la lettura, insieme alle sue battute, di tutto quello che c'è scritto nella sceneggiatura, comprese le indicazioni di scena e il numero delle pagine. Harry Secombe è un gallese incessantemente gioviale, una figura tondeggiante la cui voce stridula negli sketch contrasta con la voce profonda che tira fuori nel canto, e con gli occhi ridenti. Come cantante, anima regolarmente i programmi religiosi televisivi di qualsiasi confessione, nei quali il suo aspetto spicca come una lieta benedizione. Michael Bentine è un Goon "solista", con una mente normalmente lucida, ma follemente metodica. In Z Men, racconta una storia sconnessa tenendo in mano un pezzo di legno, rigido e piuttosto informe. Con nostra sorpresa il pezzo di legno assomiglia a tutti gli oggetti che Bentine nomina: un'arpa, un aratro, le mammelle di una mucca. L'oggetto diventa il "disegno" di tutto quello che viene in mente. L'incolore fisionomia impiegatizia, piccolo-borghese, di Sellers era la più difficile da catalogare. I suoi occhi inespressivi spesso erano compiacentemente zelanti, ma spesso mostravano anche un luccichio maligno, un presagio di disegno demente. Il lato maniacale di Milligan era altrettanto malevolo, ma in qualche maniera liberatorio e amabile, come quello di Harpo Marx. Ma il lato maniacale di Sellers aveva un proposito segreto, penetrante, perfido. Quando Secombe parodiava qualcuno, la sua colossale presa in giro della follia umana avvolgeva la sua vittima in una specie di abbraccio scherzoso. Ma le imitazioni di Sellers erano fatte per uccidere e, in una certa maniera, egli era un "cugino più anziano" degli angry young men.
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