Linea d'ombra - anno XIV - n. 114 - aprile 1996

28 FRAMMENTI ITALIANI/SAVINIO Le viene dall'avere ospitato Molti pittori della cosiddetta Scapigliatura. Evidentemente Il bizzarro pittore e i suoi colleghi Più giovani, e seguaci, in cui continua E prende corpo la storia di una Malinconia italiana hanno diviso Non solo gli anni ma anche la casa. Nella stessa strada aveva studio Al tempo dell'arrivo di Ruggero A Milano, all'inizio degli anni Sessanta, un pittore di cui allora Era amico, e non solo. Per la sua Maggiore età e per il magistero Che gli riconosceva allora Ruggero L'aveva eletto a guida, a maestro. E oltre a insegnargli i segreti Della pittura - a volte elementari Ma tuttavia fondamentali, un giorno Gli disse: La pittura a olio si fa Con l'olio, e quest'ovvio ammonimento Servì a trarlo d'impaccio nelle secche In cui si dibatteva, e che sono Sempre problemi tecnici, e spesso Ci tengono lontano dall'incerto Ideale che guida il lavoro - Oltre a guidarlo dunque in pittura Gli faceva da guida per Milano. L'idea della città nasceva in lui Dalle sue passeggiate con l'amico. Quella austera tristezza, riservata E intima insieme che è la cifra Della città lombarda la scopriva Col suo amico pittore. Innanzitutto Proprio lì nel suo studio in via San Primo Con l'angoscia neoclassica e imperiale Di una stretta scala elicoidale. C'erano poi i pasti in latteria, Le soste nei giardini al sole, l'ombra Che si annidava fra le case, il lustro Baluginante del vetrocemento Fra edifici cadenti, un'unione Di tempi e stili tale da creare Un fantastico urbano e un'incertezza Scoraggiante e poetica. Più tardi Ruggero tornò a Roma. A Milano Aveva abbandonato tante cose Della sua vita, e anche un'amicizia Che non aveva retto al tempo come Spesso avviene, purtroppo, nella vita. E poi i viaggi a piedi. Camminava Dimentico di sé e d'ogni cosa Che non fosse il suo sguardo vorace Sulla natura. Un giorno era partito Col pittore Trécourt per la Francia. L'intesa era di arrivare in Francia Attraverso la Svizzera. L'umore Solitario lo vinse e abbandonato Il compagno nel corso del cammino Lo ritrovò soltanto a Parigi. Un 'altra volta col giovane amico Faruffini partirono per Roma. Alla dogana pontificia i due Viaggiatori destarono il sospetto Dei doganieri per il loro aspetto Male in arnese. Furono frugati E gli si ritrovò in tasca una copia della Gerusalemme liberata. Quell'aggettivo insospettì le guardie E finirono in carcere. Soltanto Con qualche pena furono lasciati Proseguire per Roma. C'era stato Molte altre volte, sempre a piedi. In quale Di quei viaggi si sarà fermato Di fronte al lago del Giardino dove Stava adesso Ruggero con la bimba Pensando al suo pittore? Il disegno Che scoperse nel libro e rappresenta Villa Borghese a Roma col laghetto E il tempio d'Esculapio fra le acque E le fronde non porta una data. Ma di qualunque sia di quei viaggi Si potrebbe vederlo, perché lui Si ritrasse per tutta la sua vita. Si fece circa un autoritratto All'anno. Così noi lo vediamo Dalla fervorosa giovinezza In un disegno del MilleottocentoVentisette alla calma dignitosa Che non esclude però la passione Di un artista romantico del Trenta. Poi, man mano, la liscia politezza Della pittura si corrode e sgrana, La luce lotta con il volto, apre I solchi delle ombre. Alla fine La luce trionfa, accarezza Con strie luminose e un polverìo Di ali di farfalla la sinopia Di un viso di vegliardo. La figura Allampanata, magra, avviluppata Nell'ermetica veste nera. Mani Grandi, o piuttosto, come lui diceva Con compiacenza, michelangiolesche. Un buffo di provincia, un tipo strano Come ci appare nella statuetta Di Cesare Maironi o nel disegnoCaricatura del Bignami. Secco, Con l'andatura sghemba. Un don Chisciotte Bergamasco. Ma ecco che ci viene Incontro in un altro autoritratto, In piedi, mentre avanza in un paesaggio D'acque e d'erbe. Si è fermato a un tratto Un piede avanti all'altro, col famoso Ombrello stretto sotto il braccio, in mano Un calepino dove va notando Con i suoi segni rapidi e nervosi Una veduta che l'ha innamorato. A destra foto Aart Klein, tratto da PhotographyYearBook 1963.

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