Del quadro e la sua idea. Materia, come Si chiama ciò di cui una cosa è fatta E quello che essa mostra, e il modo in cui La sua storia si svolge. Nella vita Quei due sensi sono strettamente Connessi e intricati, in pittura, Quando essa sia una cosa altrettanto Viva della vita, e non invece Esangue e disseccata, parimenti Sono legati fra di loro come Nel frutto la polpa e il suo nome. Disegna come il Piccio. A poco a poco, Per il gioco dell'immaginazione Che ci trascina, specie nell'infanzia, Il dolce e malinconico pittore Aveva incarnato un fratello Maggiore, tratto fuori dalla schiera Dei morti che ci segue nella vita Di cui sempre nuovi richiamati Ricompongono i ranghi, e qualcuno, Affiorando dall'ombra, prende posto Accanto a noi con il ruolo di guida, Di protettore e angelo custode. Forse si potrebbe indovinare Il destino di ognuno osservando Chi gli si pone accanto al tempo dei Primi passi del mondo. A lui, Ruggero, Foto Richord Bouwens. Tratto da PhotographyYearBook 1963. FRAMMENTIITAUANI/SAVINIO 23 S'era affacciato questo stralunato Ed effusivo artista bergamasco. Fu il primo di una serie. A mano a mano Si alternarono i mentori, i pittori Si cambiavano nella loro funzione Di mediatori. Si era immaginato Via via diversi interlocutori E numi tutelari. Finché, giunto Alle soglie ormai della vecchiaia, Si dové congedare dall'estremo, Più intrinseco di loro. Perché noi, Arrivati alla fine della vita, Nel tempo dei congedi, ci dobbiamo Separare da tutto, anche da questi Compagni più segreti, e restare Finalmente da soli. Se avesse potuto penetrare Nelle sale che chiudono il segreto Dei suoi primi trasporti, non esenti Da allarme, avrebbe ritrovato quelle Telette che l'avevano invitato Per prime nell'incerto territorio Dove l'ombra e la luce si confondono In una luminosità serale, o nella lridazione della perla. Intorno C'erano i paludati esemplari Di una storia - ava, gli occhialini
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