Linea d'ombra - anno XIV - n. 114 - aprile 1996

16 FRAMMENTI ITALIANI/AMARI Archivio Farabolafoto. snelle, ma che offriva i bei seni e le spalle all'ammirazione e all'adulazione. A cena Yussuf le offrì del vino, disposto a berne anche lui, malgrado la proibizione coranica, per dovere d'ospitalità, più forte in questo caso del comandamento religioso. Ma la ragazza disse che era troppo presto per bere alcol. Poi chiese a Yussuf d'accompagnarla in una discoteca. Qui cominciò a bere, mescolando spiriti diversi. Ballava molto bene, si muoveva come un salice scosso dal vento, perfino i fianchi stretti e le cosce magre diventarono belli in quel movimento. Era il povero Yussuf che non riusciva a muoversi, legnoso, impacciato, ondeggiava a destra e a sinistra come l'albero di una nave in tempesta. E il frastuono che gli rompeva i timpani fino a farlo star male era vento per il salice, ma uragano per la sua povera feluca. Poi arrivarono amici e amiche della ragazza che si perse nel gruppo. Yussuf se ne uscì alla chetichella. Non aveva scambiato una parola in quella tempesta. Una serata penosa. La gente del posto non sembrava avere molto tempo per Yussuf. Perugia non è curiosa, pettegola e chiacchierona come le cittadine del Veneto. Si direbbe che i perugini non riescano a credere che a qualcuno interessi d'imparare l'italiano seriamente. Così gli studenti stranieri vivono per conto loro e gli indigeni si son fatti una fama d'esser sospettosi, diffidenti e attaccati al denaro; montanari, insomma. A Yussuf parlavano una lingua semplificata, non coniugavano i verbi, ma anche tra questi scambi essenziali trapelava ogni tanto l'anima innocente di Yussuf, e i suoi interlocutori, incapaci di cordialità, lo trattavano almeno con rispetto. Qualcuno cercò perfino di fare conversazione inglese con lui. Yussuf non era un grande anglista. Non aveva mai imparato a scrivere bene l'inglese, però a scuola gli era stato impresso dai suoi insegnanti un accento il più possibile simile a quello delle public schools come Eton o Harrow, e che ha una grande attrazione snobistica tra gente superficiale. "Come parla chiaro! Come si capisce bene!" dicevano le ragazzine della facoltà di lingue. Ma sto divagando. La storia dell'inutile scoperta di Yussuf comincia con l'arrivo nella pensione perugina di uno studente americano di nome Joseph Saputo che si installò nella camera accanto a quella di Yussuf. Joseph si presentò subito come Joe. La sua cordialità era completamente disinteressata e infettiva; intuì le difficoltà di Yussuf e lo prese sotto la sua protezione. Joe sapeva già bene l'italiano. L'aveva studiato alla Northwestem University ed era stato in Italia altre volte. Diventarono molto amici. Joe aveva il dono di saper comunicare i propri entu-

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