Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

74 STORIE/TLALI l'uomo?" "Il tuo nyatsi" ripetè, accentuando la parola. "Abbiamo fatto il viaggio insieme da Ficksburg. Mi ha aiutato a portare i bagagli; ero in ritardo. Per poco il treno non mi lasciava giù. Sono stata fortunata a incontrare una persona gentile." "Perché eri in ritardo? Stavi facendo la civetta, immagino." "No. Stavo supplicando l'impiegato delle prenotazioni di vendermi un biglietto di seconda classe ma non ne voleva sapere." "E allora il tuo amico è venuto a consolarti?" e utilizzò la parola troos, consolare, mentre già si muoveva verso di lei. Le domandò: "Perché non lo lasci fare a me, allora? Vorrei confortarti.Mi piacerebbe molto" disse avvicinandosi mentre la ragazza si scostava, pietrificata. "Non aver paura, ti prego. Dai, basta che ti alzi in piedi. Dai, su; non essere così pigra. Basta che ti alzi in piedi così passiamo il tempo. Dai, divertiamoci un po"' implorò il capotreno, toccando e accarezzando delicatamente le spalle esili della ragazza. "Vieni. Non mordo mica, ti prego. Dai, stringimi forte, forte!" chiese con insistenza prendendo le mani della ragazza e incrociandole dietro di sé. La ragazza allentò la stretta, ma Iui glielo impedì. "No, per piacere. Va bene, basta che mi stringi forte a te e sarà soddisfatto." Le teneva il viso tra le mani e lo premeva contro il suo corpo caldo e impetuoso, sollevandole il mento. La ragazza chiuse gli occhi. "Non chiudere gli occhi, per favore. Sono così belli. Guardami. Guardami negli occhi, per favore." La ragazza tenne gli occhi chiusi. Pensava agli occhi ossessionanti e furiosi dell'impiegato di Ficksburg. Lui spense la luce. "Dai, avvicinati. Alzati. Presto saremo a Johannesburg. Ti prego. Sei cocciuta, non cedi mai. Perché?" le domandò. Guardò l'orologio nel buio. Le lancette verdi e il cerchio dei puntini erano brillanti e luminosi. "Aspettami un attimo, arrivo. Siamo vicini a una stazione." La ragazza si sedette tremante e colpevole. Si rimproverò aspramente, dovrei gridare aiuto o fare qualcosa. Si sedette ad aspettare. Si sorprese di se stessa. Era stata come un osservatore interdetto, impotente. Si era abbandonata tra le braccia di uno sconosciuto, un bianco che non conosceva nemmeno il suo nome. Un esperto che sapeva di certo quello che faceva. Era sconcertata dalla reazione di una parte di se stessa su cui non aveva controllo. Si sentiva come uno spettatore che assisteva alla scena. Aspettò avvilita. Rimase ad ascoltare. Fuori era tutto tranquillo. Il temporale si era placato. Qui non c'era il nubifragio. Sembrava che avessero tagliato il torrente di pioggia con un coltello. Sentì la voce, ora familiare, del controllore. Urlava: "Union !". Il treno scivolò lento fuori dalla stazione. Un attimo dopo, il capotreno salì furtivo i due gradini con un solo passo. Si infilò piano nello scompartimento appena illuminato. Senza dire una parola e con un poderoso strattone trasse a sé il corpo morbido della donna e si trovarono faccia a faccia. Le soffiò teneramente le parole nell'orecchio: "Dai, adesso, ti prego!". Con braccia tremanti e ritrose cinse lentamente il collo caldo del capotreno. Rimasero così e si baciarono. Mentre le accarezzava la schiena sentiva i muscoli possenti di lui muoversi. Le sue mani le esploravano il ventre e scendevano sempre più giù. Sembrava che le gambe non lo reggessero e si inginocchiò sul bordo della cuccetta. Mentre la mano sinistra le sfiorava il capezzolo turgido, la destra trovò a tentoni l'interruttore e lo spense. L'oscurità li avvolse completamente, isolandoli dal resto del mondo. Ripensò agli occhi di fuoco e senza fondo dell' impiegato al la stazione di Ficksburg. Quasi in un bisbiglio, il respiro caldo che si riversava come vapore sul corpo nudo della ragazza, la supplicava: "Kom" diceva "Kom nou, Loe,kom. Dis net die twee van ons; loemaar. Dis nel ons twee; kom"~. Al buio, gli occhi ben chiusi, sbavava verso l'ombelico della giovane con la sua lingua calda e sinuosa; la lingua affondò, dopo averlo individuato, nel calore della cavità. "Dio, aiutami. Fai che succeda qualcosa ..." La coscienza del la ragazza, la sua anima, rimaneva lontana, intatta, ammonitrice. Il cuore le martellava veloce, ma solo per un senso di colpa. "E se i miei genitori, mio marito ... E se ... ? Oh no, no, no!" Sempre in ginocchio e sbavando come il cane di Pavlov, l'uomo continuava a implorare trepidante: "Kom nou, kom ... ag 10g... asseblief; kom ..."9 . Lei fece un respiro profondo, sollevò il viso e guardò in alto nel buio, aspettando qualcosa, un miracolo. In caso di pericolo, sembra sempre che qualche forza invisibile e onnipotente aspetti di venire in aiuto dei bisognosi, dei deboli, degli indifesi. Non fu con un cannone che Davide sconfisse Golia. La ragazza cercava di ricordare ... Da qualche parte nelle scritture cristiane si racconta che una giovane aveva nascosto una pozione nel petto e non voleva essere perquisita. Le parole le entrarono nella mente e lei le pronunciò in modo meccanico: "Ntate se nkame hobane ke silcifetse..." Le sue labbra dolci e incerte farfugliarono la supplica ... "Padre, non mi toccare perché sono impura ..." Allora, ripetendole ad alta voce, indietreggiando e respingendo l'uomo in ginocchio, disse senza fiato: "Se nkam.e hobane ke silqfetse ... ke metse mokoala! Non mi toccare perché ho una malattia venerea!". "Mokoala!" ... Una di quelle parole abominevoli e minacciose. L'effetto fu rapido, impietoso, sconvolgente e subito disarmante. Come quando si brancola in un vicolo buio e all'improvviso ci si accorge che è cieco. Rimase immobile ad ascoltare il rumore del respiro che si placava. Raggiunse la cuccetta sopra di lei e abbassò la luce. Osservò la figura diabolica ritirarsi e tirò un sospiro di sollievo. Note I) ·'Potrebbe farmi un biglietto di seconda classe per Johannesburg, per favore?" "Hai la prenotazione?'' ·· o, io...'· ··se·, allora no. No, non posso proprio 1•• 2) Cittit al confine tra il Lesotho e la Repubblica sudafricana. Per i neri entrare in Sudafrica è sempre stato una specie di braccio di ferro, spesso traumatico. 3) In afrikaans: domestica 4) In afrikaans: padrone 5) "Mi potreste cambiare il biglietto in uno di seconda classe, per favore?" 6) "Vai nello scompartimento ·C"' 7) Corso d'acqua in seccacon un letto piuttosto profondo (parola comune a varie lingue del gruppo guni) 8) '•Vieni, vieni, dai. Saremo solo noi due... solo noi due; vieni." 9) ·'Dai, vieni, vieni ... ti prego, vieni ..."

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