Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

72 STORIE/TLALI FotoPeterTurnley/BlockStor/ G. Neri. verso i due capotreni che la fissavano con aria interrogativa mentre si avvicinava. All'improvviso si ricordò di avere le scarpe con la zeppa. Rallentò. Non doveva correre il rischio di inciampare, pensò. Era contenta che i larghi pantaloni di cotone a zampa di elefante le nascondessero le ginocchia che continuavano a urtarsi. li suo passo, di solito elegante e sicuro, era incerto ... Ripensò all'impiegato bianco di Ficksburg. Non sapendo a quale dei due uomini bianchi rivolgere la sua richiesta, mostrò loro il biglietto e chiese: "Kan ek hierdie kaarljie verander tot tweede-klas asseblief? "5 • E, senza aver l'aria di prestare troppa attenzione, l'uomo alla sua destra disse, indicandole la vicina carrozza col cartello "Riservato - Non bianchi": "Gaan in clie 'C' Kompartement" 6 . Obbedì con grande sollievo e con un sorriso sul viso. Era stata fortunata ... Ripensò agli occhi furiosi dell'impiegato di Ficksburg. Mentre andava a prendere posto, passò davanti allo scompartimento "B" dove c'era solo una signora africana, che sorrise e annuì trepidante quando lei la salutò. La ragazza esitava. Si fermò e le domandò: "Ci sono altri passeggeri qui con te, Madre?" "No, figlia mia, sono da sola. Non ho visto arrivare nessun altro." Ha detto proprio "C" pensò lei, perplessa. Andò nello scompartimento attiguo, vuoto anch'esso. Appoggiò le borse sulla cuccetta verde imbottita. Si guardò attorno. Era tutto pulito e confortevole-un cambiamento gradito rispetto alle carrozze di terza classe dove era stata in piedi da Ficksburg. C'era solo quel familiare odore stantio di disinfettante col quale, ormai lo sapeva, bisognava imparare a convivere. Era assai intenso e sembrava parte integrante dei pesantissimi pannelli di legno degli scompartimenti. Come quelle fotografie insignificanti di paesaggi del ridente Sudafrica, inserite nelle pareti, che sembravano far di tutto per abbellire lo scenario circostante dove c'erano, quasi sempre, solo orrori e atrocità. Decise di andare a parlare con la signora anziana lì accanto. Dopo i normali convenevoli, disse: "Mi domando perché il capotreno mi ha detto di andare nel "C" quando tu sei da sola. La prassi corrente è di lasciare le donne nello stesso scompartimento e gli uomini in un altro, vero?" "Anch'io mi sono chiesta perché eri andata nel 'C', ma poi ho pensato che ci fossero altre donne con te, figlia mia." "No. Sono da sola." Sorrisero entrambe. La signora incrociò le braccia sul petto e, sospirando ancora col sorriso sulle labbra, disse, contraendo gli angoli della bocca e alzando le sopracciglia: "Forse ti vuole venire a trovare". "A trovare?" domandò sorpresa la ragazza ... Ripensò all'impiegato di Ficksburg e si rese conto che l'immagine dei suoi occhi crudeli e grigi le sarebbe rimasta impressa a lungo. Replicò: "Non credo lo farà". "Perché, figlia mia?" La ragazza alzò le spalle con decisione e rispose: "Non lo so. Ma per un motivo o per l'altro sembrano non rendersi conto che siamo esseri umani come loro". "Sei ancora molto giovane, vero?" e si affacciò al ,finestrino, puntando l'indice. "Lo vedi il treno su quel binario? E pieno di soldati. Tutti quei soldati bianchi lì, li vedi?" "Sì. Quelli con la pistola che salgono con gli zaini sul treno. E allora?" "Sì. Sono soldati. Non so a chi fanno la guerra e perché. Un

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==