Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

Foto Dovid Turnley/ Detroit Free Pressi Block Star/ G. Neri. contatto con i bian~hi alla frontiera e per non avere problemi con il passapo1to v_erde.E risaputo che sentinelle armate pattugliano di cont111uole nve del fiume e non si fanno scrupoli a sparare. Queste sono alcune delle ragioni che rendono indispensabili le guide. Poi, esse devono prendere qualche forma di accordo con gli ispettori di dogana, che dovrebbero far passare i bagagli senza troppe domande. Sono necessarie anche trattative preliminari con le persone sull'altra riva del fiume per stabilire dove farti stare intanto che si asciugan? i vestiti, nell'attesa di recuperare i bagagli. Tutti sanno che, specialmente quando le guide non hanno ricevuto un adeouato . . b compenso, s1v~sempre 111controaqualche incidentee allascomparsa d1 oggetti d1 valore. L'intera procedura diventava sempre più dispendiosa. Le tornò alla mente l'episodio determinante in cui decise di seppellire per sempre il documento verde e giurò di fare qualunque cosa ~eraverne u~oman-one.Ricordòcon amarezza che fu tutto per quell orrendo_rec111tod1filo sp111ato.Chi avrebbe mai pensato che gli ufficiali b1anch1di questa riva avrebbero addirittura eretto un recinto di filo spinato lungo i meandri del fiume Caledon? Proprio così I Solo per obbligare al contatto. Un gruppo di raoazzi curiosi e urlanti l'avevano aiutata per prima cosa a farle attrav:rsare il fiume in piena; poi l'avevano issata su un recinto di filo spinato alto più di due metn e cont111uandoa sghignazzare, ovviamente divertiti e contenti all'idea di maneggiare con tanta cura parti anatomiche, di solito 111accessibili,di una donna in abiti legoeri ! Ora i suoi documenti di viaggio marroni erano nella borsetta~ il calvario era finito grazie a Dio. ' Ripensò agli occhi dell'impiegato bianco. Poco dopo le sei di sera, il treno arrivò sul primo binario della STORIE/TLALI 71 stazione di Bethlehem sbuffando con regolarità. A est, dalle montagne dei Drakensberg, spirava un forte vento che soffiava oocce di pioggia sui visi dei passeggeri, in frenetica corsa verso le n~leodoranti sale d'aspetto per i non bianchi a una ventina di metri dal binario, appena fuori della stazione. "Queste dalle a me, sorella" disse la voce del giovane gentile prendendole due valigie. "Grazie" rispose lei. Si unirono alla fiumana di passeggeri, apparentemente interminabile, diretta verso le sale d'aspetto. _ Alle sette in punto l'annunciatore africano iniziò a fare il giro, facendo oscillare un grande megafono e urlando di tanto in tanto nel microfono: "Ba eang Gauteng ba ee ho binario tre' Ba eang Gauteng ba ee ho binario tre 1___" __Sempre accompagnata da quel giovane sconosciuto così dispornbile, la ragazza seguì la lunga processione su per il ponte anousto. Al terzo binario due capotreni chiacchieravano in piedi ~icino alle panchine di legno. La ragazza disse al giovane: "Voglio chiedere al capotreno di cambiarmi il biglietto dalla terza alla seconda classe, ma lofaccio malvolentieri. Ho viaggiato a piedi e in pullman per tutto il giorno e sono stanca. Non ce la farei a stare in piedi tutta la notte fino a Johannesburg". "Da dove vieni, sorella?" "Nqechane, nel distretto di Leribe." "Oh. Non so nemmeno dov'è; io sono di Bloemfontein. Vai pure. Ti accompagno allo scompartimento e ritorno alle carrozze di terza classe." "E tu dove vai?" "Anch'io a Johannesburg." Con riluttanza e con un senso di apprensione, la ragazza andò

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