Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

Wang Meng TI HO SOGNATO ANCORA traduzione di Annalisa Leonardi Nato nel 1934, lo scrittore Wang Meng sin dalle sue prime novelle si pose tra le fila di quegli intellettuali che si rifiutavano di porre la propria arte al servizio del partito. Ali' indomani del la fondazione del la Repubblica popolare cinese ( 1949), la letteratura, secondo il Partito comunista, fu intesa come mero strumento di diffusione dei valori socialisti. Wang Meng, al contrario, con una lucidità priva di pregiudizi, conduceva nelle sue opere un'analisi del sistema politico e sociale vigente, evidenziando tutte le contraddizioni tra i principi socialisti e la realtà dei fatti, colma di burocratismo e di inettitudine da parte della dirigenza politica. Le critiche e le denunce esposte nel le sue opere gli costarono l'appellativo di "controrivoluzionario" e di "deviazionista", e la conseguente condanna alla "rieducazione", insieme ad altri intellettuali. Dopo la rivoluzione culturale, conclusasi nel 1976, e i campi di rieducazione, il modo di fare letteratura inCina subisce una evoluzione positiva, aprendosi all'intimismo, a stili e generi importati dall'occidente. Anche Wang Meng matura in senso letterario, misurandosi con i fantasmi di una tradizione millenaria che mantengono legami solidissimi con il presente, legami che la gente non riesce a recidere e a cui non reagisce. Wang Meng, testimone di questa impotenza, descrive la realtà che muta nel suo divenire, servendosi del "flusso di coscienza" di tipo joyciano. Con maestria eccezionale nel linguaggio, utilizza aggettivi e verbi in accoppiamenti del tutto singolari, per creare un susseguirsi di flash che insieme rendono i fatti tangibili e danno spessore psicologico ai protagonisti. L'autore esprime così non solo i pregi, ma anche i difetti comuni a tutti gli uomini, che il regime ha sempre cercato di esorcizzare o di relegare entro determinate categorie sociali. li breve racconto Ti ho sognato ancora è un susseguirsi di stati d'animo di gioia, di ansia, di tristezza, di illusione che caratterizzano iI popolo cinese contemporaneo. 11successo di Wang Meng nell'utilizzare questa tecnica, aspra e innovativa, tesa a rendere uni versale una forte percezione personale, fa del l'autore una delle più importanti figure letterarie della Cina contemporanea. Dopo la nomina a Ministro della Cultura, conferitagli nel 1989, Wang Meng, in seguito agli "incidenti" di Tian'an men, si dimette dal suo incarico e decide di ritirarsi a vita privata. Da allora non sono più apparse sue pubblicazioni. 1 Da dove vieni? Dove ti ho scoperto? E quelle note di ottoni nell'aria autunnale, come potevano essere così penetranti? Il luccichio degli ottoni era il riflesso del tramonto che avvolgeva il bosco semispoglio di pioppi; il tramonto fremeva, il bosco gemeva, la musica scivolava e riscivolava sulle pareti degli ottoni, come gocce di rugiada che rifrangono i sette colori del l'arcobaleno. Il cielo ha aperto le finestre, la terra ha aperto le porte. Un piccolo folletto lucente, simile a una pallottola sparata in alto, in basso, diritto, di sbieco, riempie tutto l'ambiente autunnale e disegna sottili linee spezzate, dalla calda arroganza delle ali di cicala alla brina ghiacciata sulle verdi foglie dei cavoli. E tu, lungo le accecanti pareti degli ottoni, sei scivolata via. Il fumo della polvere da sparo ancora non si è dissolto; i soldati con l'elmetto stanno accovacciati e con le mani rimuovono l'acqua accumulata nei solchi lasciati dai carri. Tu agile, calma, taciturna come un profilo d'angelo, semplice come lo zaino color verde erba. Mi hai dato la mano, hai sorriso, sei scivolata via. Sembri un palloncino soffiato dal vento. li tramonto tinge di rosso i I bosco. Le foglie ondeggiano e cadono. Hai due piccole trecce. Esse mi fanno sorgere un dubbio: perché gli uomini non possono tenersi le trecce? I 2 Poi, c'incontriamo sull'altalena che dondola in una fiera commerciale. L'aria è colma di una intensa fragranza d'anice. Sotto di noi, la compravendita di muli e cavalli, il lavaggio e la tintura di piume, i cappelli con le piume simili a un'onda marina che si gonfia. L'altalena segue le risate e gli affanni e dondola avanti e indietro, dondola sempre più velocemente, sempre più in alto. li mercato e i torbidi canali del circondario si arrotolano e si srotolano formando la fetta di una grande torta. La torta è cosparsa di gherigli di noci e uva passa. Le persone che salgono sull'altalena sono sempre più numerose. Io dico che sopra c'è troppa gente, ho paura che l'altalena non ci regga tutti, tu non dici niente. Dico di temere che la nostra altalena urti contro la colomba che si libra in volo. L'ho appena detto ed ecco che appaiono colombe dal becco rosso; il tubare delle colombe risuona ovunque, tu non parli. Dico che non mi piace che ci siano così tante persone a guardarci, non siamo più dei bambini, abbiamo già superato l'età per dondolarci sull'altalena, tu non dici niente. Dico che voglio fermare un po' l'altalena, voglio scendere, voglio scendere a terra, soffro troppo di vertigini; vorrei scendere e bere un bicchiere di succo di frutta di sorbe bello aspro, tu non dici niente. L'altalena non solo dondola ma ruota anche vorticosamente. C'è sole ovunque. Poi fai un sorriso pieno di grazia e tutti i pesci dello stagno Taiye2 saltano fuori. Ma ... è di nuovo estate, sennò da dove verrebbero tutti questi fiori di loto! li tuo sorriso è silenzioso, etereo. Al suono delle risate, le colombe si disperdono, le stelle si dissolvono, l'uni verso diventa incomparabi Imente puro e poi non c'è più l'altalena, non c'è più la folla, non ci sono più i

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