Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

"Quando, Mary, quando?" Gli occhi e il viso di Mary si raddolciscono. "Il giorno della festa. Rimani vicino a quella roccia. Le donne si allontaneranno per andare a caccia. Io verrò da te. Sai di quale roccia parlo! Mi guardi sempre nascosto là dietro." "D'accordo." "È il nostro patto?" "Sì, Mary." "Ma non lo dire a nessuno' Gli uomini non hanno problemi, ma per una donna può essere la rovina. Io poi sono figlia illegittima e stavo per sposare un musulmano." "Dimmi che non lo farai." "Perché dovrei farlo ormai? Abbi un po' di pazienza. E non mi venire più dietro dappertutto così." "Ho sofferto tanto per te ..." "Rimedierò a tutto. Il giorno della festa di primavera." Mary gli carezza la gota. "Sei carino, tesoro!" dice. "Non me n'ero mai accorta prima." Se ne va ancheggiando. Sa che Tehsildar non l'aggredirà alle spalle una seconda volta. Il fuoco bruciava la notte scorsa, e splende anche stanotte. Ieri il falò di primavera brillava altissimo, e il cielo ne è rimasto arrossato a lungo. Oggi fin dalle prime luci dell'alba gli uomini sono ubriachi di liquore, di canti e di colori. Le donne più anziane sorvegliano i bambini. Tutte le altre sono nella foresta. Ciascuna ha aspettato fremente di eccitazione davanti alla porta, armata di machete, con l'arco e le frecce degli uomini. Al suono del gong dal tempio acuti ululati squarciano il cielo e le cacciatrici partono di corsa. Bhikni sfreccia via con indosso la camicia di Prasadji e la sottoveste della signora Prasad. Budhni, Mungri, Somari, Sanichari: per loro sono finiti i giorni del le corse. Vanno al bungalow abbandonato dei Bomfield, portando bottiglie di liquore, cibo da cuocere, pentole, granturco fritto, cipolle alla paprika. L'acqua la troveranno là nel pozzo. Anche gli uomini cucinano e mangiano in quella casa dopo la caccia. Budhni ha detto alle altre: "Ai nostri tempi non tornavamo mai senza una preda: un porcospino, una lepre, una pernice. Vediamo cosa sapete fare voi. Come cacciate". Mary indossa un sari nuovo oggi. Un regalo di Jalim. Porta una collana. Ballando afferra Budhni e le dice: ti sposerò dopo la caccia. Io sarò il marito e tu la moglie. "D'accordo." "Ti farò ballare." "E io ballerò." Oggi Mary corre piena di gioia. Ha messo in mano alla madre dieci rupie e ha comprato quattro dei suoi polli. Adesso ce li ha Sanichari. Mary ha anche offerto due bottiglie di liquore, che va ad aggiungersi a quello chiesto e ricevuto da Tehsildar. Agli uomini Tehsildarhadato una capra oltre agli alcolici. Ha promesso di far vedere come si balla il twist in città alla sera. E si scolerà una bottiglia dopo l'altra. Il taglio degli alberi è finito, resta solo qualche pezzo di legno sul terreno. Parecchi, a dire il vero. E con grande generosità li ha regalati alla gente di Kuruda per il fuoco. "Tornerò ancora" ha detto "e assumerò solo voi a lavorare con me. E vi metterò tutti a bagno nel liquore!" Scherzando con il gruppo di Budhni, anche Mary corre via. "Guardatela" commenta Sanichari. "Oggi è bella come una sposa." "Quando se ne andrà dopo il matrimonio Kuruda resterà orba" soggiunge Budhni. STORIE/ DEVI 61 E Mungri: "Non è mai venuta al villaggio a mani vuote. Adesso ammirate lei, ma vi siete dimenticate com'era graziosa Bhikni da ragazza?" Somri cammina mezzo addormentata.D'improvviso si mette a cantare con gli occhi socchiusi. Fuochi di primavera, fuochi di festa vedendoli vieni da me, e non senza ragione ... Le altre si uniscono in coro. Quattro vecchie decrepite ben lontane dalla giovinezza cantano canzoni d'amore. Il sole è caldo, il vino dà allegria, il gong e il corno risuonano in lontananza. Mary continua la sua corsa. Le donne si inerpicano tutte su per la collina di Kuruda, entrano nella giungla, al di là del canale. Mary scoppia a ridere. Non scoveranno alcuna preda. Come tutti i giochi, anche quello della caccia ha le sue regole. Perché uccidere porcospini, lepri o pernici? Con l'esca giusta si prende la bestia più grossa. Nel sari multicolore, la blusa scarlatta, Mary prende un albero d'acacia in movimento. Un mazzo di fiori rossi che corre nel vento. Fiori rossi dappertutto. Tutto è rosso. Una lepre sfreccia via. Mary ride. Sa bene dove si nascondono le lepri. Vattene pure! Non aver paura! esclama in una risata. In un ebbro abbandono. Una sete ardente le danza nel sangue. Tehsildar, Tehsildar, eccomi. Tehsildar la vuole. AdessoJalim non è niente per lei. Con quanta violenza può desiderarla Tehsildar? Quanti gradi Fahrenheit? Il suo sangue è impazzito come quello di Mary? Altrettanto temerario? Un porcospino. Vai, vai via! Se l'avesse snidato un altro giorno Mary lo avrebbe ucciso, ne avrebbe mangiato le carni. Oggi una piccola preda non le basta. Pietra verticale, a strapiombo. Dalla cima sporge una specie di cornice. Il gitginda rampicante scende in un'intricata cortina trapunta di fiori gialli. Dietro i rami c'è un rifugio nascosto. Il sangue di Mary le scoppia nelle vene a quel pensiero. E più oltre c'è la gola, fiancheggiata da una pietraia. Nessuno sa quanto sia profonda. Nessuno è mai sceso fino in fondo. E se ci si potesse calare in quella fredda oscurità senza fine?Lei e Tehsildar! Individua la camicia rossa dell'uomo. Liquore d'importazione, sigarette, Tehsildar. "Vieni, cara." "E dove? Sopra di te?" "Sì, amore, sì." "Andiamo sull'orlo della gola. Dietro il rampicante." "Non vuoi bere prima?" "Perché soltanto bere? Dammi una sigaretta." "Ti piace?" "Molto." "Vacci piano." "Voglio ubriacarmi." "Davvero?" "Sì, completamente. Fammi bere ancora." L'alcool comincia a fare effetto. Nel cervello le vorticano stelle. Ah, una danza di punti luminosi davanti agli occhi. Puntolini luminosi e scintillanti. E al di là la faccia di Tehsildar. Altro liquore. La bottiglia rotola via. Nelle profondità della gola. Neppure il minimo suono. Quanto è profondo il burrone? Sì, quella faccia comincia a somigliare a quella di un animale da preda. Mary gli accarezza il volto, gli mordicchia le labbra. C'è il fuoco negli occhi di Tehsildar, la bocca è aperta, le labbra umide di saliva, i denti brillano. Mary guarda e guarda, la faccia cambia e si trasforma ... si trasforma ... Adesso? Sì, è diventato un animale. "Adesso mi prenderai?" Mary scoppia a ridere e lo stringe, lo

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