Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

FotoRobertoKoch/ Contrasto mo: stanno costruendo una strada. Vada di persona a Chhipador. Parli direttamente con i grandi gruppi. E non si arrenda con facilità." "Hai ragione." Mary parla nello stesso modo anche agli anziani di Kuruda. "Dodici anna! Otto anna! Nemmeno i facchini che portano le valigie dei signori alla stazione accetterebbero tariffe simili." "E cosa dovevamQ fare?" rispondono gli anziani. "Se avessimo rifiutato, gli abitanti del villaggio si sarebbero infuriati. Chi ci pagherà mai tanto? avrebbero detto." "Tehsildar ha sentito l'odore dei soldi adesso" spiega Mary. "Tornerà tra cinque anni. E allora ci faremo dare due o tre rupie. E sarà costretto a cedere. Come potrebbe far venire qui qualcuno di fuori?" "Senza strade non c'è lavoro, lo sai." Mary pensa di aver reso la pariglia al mediatore: lui l'ha guardata in quel modo e lei ha rivelato a tutti astutamente la vera natura di quell'uomo. Ma Tehsildar Singh non riesce a dimenticarla. Pochi giorni dopo, mentre lei torna dal pascolo sulla groppa di un bufalo, le va incontro. "Come sei bella" le dice. "Sembri Hema Malini." "Cosa?" "Sembri Hema Malini." "E tu sembri una scimmia." Questo commento imbaldanzisce molto Tehsildar Singh, e lo incoraggia ad avvicinarsi di più. Mary non ferma il bufalo. Tira fuori l'affilato machete e con un tono indolente apostrofa il mediatore: "Di quelli come te, pantaloni stretti e occhiali scuri, se ne trovano a dozzine sulle strade di Tohri, e io mi limito a STORIE/ DEVI 59 mostrargli il machete. Vai a chiederglielo se non ci credi". Tehsildar trova davvero intrigante quel suo modo di parlare. Durante la cena Banwari afferma: "Mary ha offeso il mio amico". Si rivolge al padre, ma è Mary a rispondere: "E come l'avrei offeso?" "Gli hai parlato rudemente." "Stavolta se l'ècavatacosì. Se cerca ancora di fare il cascamorto con me gli stacco il naso con un colpo di machete." Banwari è spaventato anche lui. "Si è forse comportato male?" si informa. "Attaccare discorso con me è male. Che parli con te, se gli va di parlare." "Chiedigli di lasciarla stare" interloquisce Prasadji. "Queste faccende non hanno niente a che vedere con il commercio di legname." "E Mary non dovrebbe chiacchierare tanto della vendita dei sai al mercato di Tohri. Vendere i sai è illegale se crescono sulla tua terra. Quegli alberi appartengono al governo." "Ah, lasciamo perdere la legge. Qual è il proprietario terriero che la rispetta qui e chi non vende sai da queste parti?" "Ho forse parlato della vostra vendita al mercato di Tohri?" chiede Mary guardando dritto in faccia Banwari. "Ho forse detto che l'hai fatto? Ti ho solo chiesto di non parlarne." "Non cerchi di incastrarmi." Mary esce. "È scorretto" commenta Prasadji. "Diglielo al tuo amico. Lei sta a casa nostra, come una figlia, e io mi considero oltraggiato se qualcuno l'abborda per la strada." "È proprio una bastarda, se ne frega di tutti, non ha rispetto per nessuno" dice Banwari a Tehsildar. "E chi vuole il rispetto?" "E poi il suo matrimonio è già deciso." "Con chi?" "Un ragazzo musulmano." "Santo cielo! Non ci sono uomini nella sua tribù?" "Se l'è scelto lei il marito." Tehsildar non si rassegna a farsi snobbare da una qualsiasi Mary Oraon in un villaggio sperduto come Kuruda. E le rimane sempre al le costole, mentre gli alberi vengono marcati e abbattuti, tagliati e portati via. Che Mary non lo degni di uno sguardo e voglia invece sposare un musulmano lo intestardisce ancor di più. Perciò porta a Mary un sari di nylon da Daltonganj, e dolci per Prasadji. "lo vado e vengo" si giustifica con Prasad "e lei mi prepara il tè. Così le ho preso questo sari." Prasad non vuole accettarlo, ma Tehsildar insiste. Mary è andata a Tohri. Quando torna viene a sapere del regalo. Prima presenta a Prasadji i conti del mercato di Tohri, poi va in cucina a bere una tazza di té con una fetta di pane tostato. Quindi esce con il sari sotto il braccio. Tehsildar è seduto nella tenda, sta pagando uomini e donne. C'è un sacco di gente. Mary entra insultandolo e gli butta addosso l'involto. "Mi credi una puttana di città? Pensi di conquistarmi con un vestito? Stammi ancora addosso e ti taglierò il naso." E se ne va a testa alta, facendo dondolare le braccia. Tehsildar perde la faccia di fronte a tutti. Vorrebbe dire: "Le ho portato un regalo senza secondi fini ..." Gli anziani lo ammoniscono: "Non lo faccia più." "È davvero una brava ragazza? Se lo fosse sposerebbe un musulmano?" "Non dica un'altra volta una cosa simile." All'improvviso Tehsildar si rende conto della situazione. Lui e i suoi uomini sono in minoranza, gli altri sono molti di più. E

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