Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

58 STORIE/ DEVI massimo guadagno possibile. Malchand e Milniji, gli altri due proprietari di boschi della zona, sono anch'essi felici della buona notizia. Il figlio di Prasad, Banwari, è il primo a darsi da fare e si mette a cercare acquirenti a Daltonganj e a Chhipador. Il frutto dei suoi sforzi è Tehsildar Singh. Per prima cosa l'uomo individua gli alberi da abbattere. Poi cominciano a discutere. "Un legno di sai di questa qualità! Come faccio a cederlo a un prezzo simile!" esclama Prasad. "Perché vendere allora? Aspetti di poterci guadagnare." "Mi faccia una proposta ragionevole." "Prasadji !Banwari è un amico. Lavora a Chhipador, e io sono un mediatore. Perché negarlo? Gli alberi sono maturi, e il legno è solido." "Li hanno piantati i bianchi." "Sì. Ma io dovrò far tagliare i tronchi qui! Gli autocarri non arrivano nella foresta. Una volta, al tempo dei bianchi, avrei potuto chiedere degli elefanti alla forestale e far portare gli alberi a Tohri. Adesso dovrò organizzare il trasporto a Murhai. Quanti pneumatuci si distruggeranno sulle strade non asfaltate? E poi prima devo far segare tutto quanto, ha pensato alle mie spese?" "Ma ci guadagnerà anche un bel po' di quattrini!" "Certo. E chi lavorerebbe senza profitto? Però ci guadagnerà di più lei. Ha comprato il bungalow per una miseria, e si è ritrovato un bosco di sai bell'e pronto! Per lei è tutto guadagnato. Non ci ha investito nemmeno un soldo. Non è granturco, per cui occorrono bufali e aratro, e mano d'opera per il raccolto. E nemmeno si tratta di anona o guava, da difendere dagli uccelli e dai pipistrelli. È bosco, bosco di sai, hai gli alberi e li vendi, ecco tutto." Intervengono anche Lalchand e Mulni. "Non fare troppe storie, fratello. Cosa faremo se ci pianta in asso? Sarà forse lui a sentire il rumore del mare quando il vento soffia tra gli alberi? Te ne starai lì a guardare quando queste piante fioriranno senza dare alcun frutto? Lui ha intenzione di comprare e noi venderemo." Anche il mediatore vuole concludere l'affare. Che alberi hanno piantato i bianchi! Le cime forano il cielo, i tronchi sono grossi come locomotive. Perché limitarsi alle piante di Prasad? Comprerà quelle dell'intera regione. Ogni cinque minuti saranno pronti alcuni sai, e io li acquisterò. Un due tre. È una zona ancora vergine, e mi conquisterò il monopolio del legname. Così la cosa è decisa. Prasadji si rende conto in seguito che l'argomento spese di trasporto non è del tutto corretto. Perché i camion arrivano oltre Murhai, vicino a Kuruda. Da quella parte il terreno è piatto e roccioso. Nessun problema per gli autocarri. Il mediatore si accampa là. E vengono due esperti ad abbattere gli alberi. Tehsidar Singh comincia ad assumere la mano d'opera necessaria. Arrivano uomini e donne, Oraon e Munda, da sei villaggi: Kuruda, Murhai, Seeho, Thapari, Dhuma, Chinadoha. Incredibile. Soldi sulla soglia di casa. Gli uomini abbatteranno i sai, dodici anna al giorno, le donne riceveranno otto anna per tagliare i rami e trasportare il legname sul camion. E nel pomeriggio, un pranzo a base di granturco. Incredibile! Persino il sale e la paprika. Il prete e gli anziani del villaggio si incaricano di procurare lavoratori. E ogni settimana un sacco di sale per ogni villaggio. E l'onore delle donne che parteciperanno ai lavori? chiedono gli anziani. "Saranno trattate come madri e sorelle. E chi se lo dimenticherà sarà licenziato!" li rassicura l'appaltatore. La velocità degli autocarri e l'efficienza del lavoro fa una grande impressione sugli anziani, e nessuno dubita della verità di quelle parole. Ma non tutti possono essere fratelli e sorelle. Concluso l'accordo, l'appaltatore regala sei bottiglie di liquore locale di prima qualità ai sei anziani. Quelli di Kuruda dicono agli altri: "Tornate al villaggio, raccontatelo al campo, e offrite preghiere al tempio. Tempi prosperi stanno arrivando". L'appaltatore convoca anche il macchinista del treno. Il treno si ferma a Murhai. Possono mettersi d'accordo per farlo fermare anche a Kuruda, se necessario. Si procureranno un container. Anche il macchinista riceve una bottiglia di liquore. E gli vengono offerte quindici rupie perogni albero di sai. Nessuna spesa può intaccare i favolosi guadagni di Tehsildar. Venderà a metro cubo. Ha regalato una radio a Banwari. Senza le sue informazioni non avrebbe mai scoperto di poter trovare sai di tale qualità in una zona di alberi nani.L'intera impresa promette profitti straordinari. Sia lode all"assoluta ignoranza dei suoi compagni di casta, Prasad, Muini e Lalchand. Quegli idioti non sospettano neppure di quali merci si stiano disfando. In segreto ha promesso a Banwari una rupia per albero. Ma neppure questo mette in pericolo i suoi margini. Un numero infinito di piante sarà pronto per il taglio nei giro di pochi anni. Bisogna tenere Prasad di buon umore. Ben presto la zona sarà collegata a Tohri da una parte e a Nirlaghat dall'altro. Stanno costruendo le strade. E con le strade i costi di trasporto scenderanno. Non passa molto tempo che il mediatore va in visita a casa di Prasad con una scatola di dolci e un barattolo di burro chiarificato. "Mary! Abbiamo ospiti" esclama Prasad. "Porta un po' di tè". Mary ha fatto il bagno oggi. Ha la pelle morbida e pulita, i capelli cosparsi d'olio raccolti in una treccia. Un lembo del sari fantasia le copre il seno, all'orecchio e al polso porta gioielli di ottone. Entra reggendo il vassoio del tè e dei rinfreschi; Tehsildar si rizza sulla sedia. Mamma mia! Che bocconcino! In questa giungla! · A Prasadji non sfugge la sua reazione. Appena Mary è uscita, "È la figlia della mia cameriera" spiega. "Quando la madre era giovane come lei, allora ..." Rivela il segreto della bellezza di Mary, e poi conclude: "Mia moglie la considera una figlia, e lei ci rispetta come dei genitori". "Ma certo" commenta Tehsildar Singh. "Altrimenti perché la gente la definisce un grand'uomo? Un grand'uomo ha il cuore grande." E questo affare del legname si fa sempre più interessante, pensa. Mary può rendergli il soggiorno proficuo anche in altri sensi. Ma è Mary a mantenere i contatti tra il mondo esterno di Tohri e Kuruda. Alla sera, portando a Prasadji l'acqua calda per le sue medicine "Quel bastardo l'ha imbrogliata", gli dice. "Ha tenuto tutto il guadagno per sé. Tutti ridono, da Tohri a Chhipador." Prasadji si toglie la dentiera e la mette in una ciotola d'acqua. Poi prende la medicina. Quindi aggiunge: "Cosa vuoi farci, Mary? Senza una strada, posso forse sperare di vendere a qualcuno con un buon profitto? Così accade quando si vive nella giungla. È stato Banwari a portarlo. Banwari è un asino, assomiglia a sua madre. [o avevo detto di no, ma poi Lalchand e Mulni se la sono presa con me. E persino a casa mi hanno messo i bastoni tra le ruote". "Anche Banwari ne approfitta." "Tu lo sai per certo?" "Ne sono sicura." "Che vergogna." Prasad j i sospira e le al lunga una rupia. G I iene regala qualcuna di tanto in tanto. 'Ti dai talmente da fare perché nessuno mi imbrogli nemmeno su un frutto o su una pannocchia" le dice. "Mio figlio non capisce niente. Cosa posso farci? Come se non lo sapessi che venderà tutto e se ne andrà quando morirò!" "La prossima volta che vende gli alberi non li dia a quell'uo-

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==