Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

56 STORIE/ DEVI ancora cristiana. Ma quando a vivere nel bungalow dei Dixon arrivò Prasadji di Ranchi e si rifiutò di darle un lavoro, Bhikni abiurò il cristianesimo. Mary porta a pascolare le vacche dei Prasad. È una pastora molto in gamba. E poi vende guava e anona coltivate nei frutteti dei padroni, e contratta accanitamente con i Kunjara, i commercianti di frutta. Sale sul treno per Tohri carica di verdure dell'orto. Tutti dicono che Prasadji è molto fortunato. Solo Bhikni prende lo stipendio. A Mary toccano vitto e alloggio, i vestiti e altre piccole cose, il bungalow dei Dixon è stato costruito per i bianchi. Allora, tra bambinaie, domestici e camerieri, c'erano almeno dodici servitori. Ma con Prasadji è Mary da sola a tenere pulita l'enorme villa. Mary ha innumerevoli ammiratori al mercato di Tohri. Scende alla stazione come una regina. Siede al posto che le spetta di diritto in mezzo alle altre bancarelle. Accetta sigarette dagli altri ambulanti, beve tè e mastica bete/ a loro spese, ma non incoraggia nessuno. Lei ha scelto Jalim, il boss degli ambulanti, un ragazzo sveglio. Si sposeranno quando saranno riusciti a mettere insieme cento rupie. Mary ha permesso a Jalim di farsi avanti a patto che la sposi. Benché figlia di una Oraon, è diversa da quelli della sua razza, e ha una statura eccezionale. Perciò non ha trovato un fidanzato tra la sua gente. Il colore della pelle di Mary è come una barriera per i giovani Oraon. La signora Prasad si era messa a cercarle un marito. Il figlio del giardiniere. "Potrete vivere alla villa", le aveva detto. Bhikni rimase estasiata da quella proposta. Mary rifiutò. "No. La padrona l'ha detto per non perdere i suoi servitori." "Ti darà una casa." "Una baracca." "Lui è un bravo ragazzo." "No. Abitare in una baracca, sfamarsi a stento, il marito sempre ubriaco, niente sapone né olio, né abiti puliti. Non voglio fare questa vita." Mary non ne volle sapere. È bene inserita nella società del villaggio. Le donne le sono amiche, e quando c'è una festa è lei la ballerina più brava. Però questo non significa che voglia vivere come loro. Sarebbe piaciuto a molti diventare suoi amanti. Mary sollevava il machete. Gente di fuori. E se l'avessero abbandonata, come Bhikni, con un bambino nella pancia? Una volta al mercato di Tohri ci fu una rissa per causa sua. Ratan Singh, un camionista addetto al trasporto di legname, si ubriacò e cercò di trascinarla via. Allora intervenne Jalim e picchiò Ratan Singh. Dopo quel- !' episodio Mary si mise a vendere verdure, noccio Iine e granturco seduta accanto a Jalim. Ma non è mai stata in camera sua. No, prima il matrimonio. Jalim la rispetta molto quanto a questo. Sì, c'è qualcosa di autentico in Mary, la forza del sangue australiano. E c'è sfiducia. Non si fida completamente nemmeno di Jalim. Lo sanno persino gli ambulanti di Tohri: lo sposerà appena avranno raggranellato cento rupie. La versione di Jalim è che sarà lui a metterle da parte. Ma andrà bene se anche lei porterà qualcosa. Perciò Mary ha lasciato a Jalim la responsabilità di risparmiare. Non è facile per lui. Al villaggio ha i genitori, i fratelli e le sorelle. Qui dovrà affittare una stanza, comprare pentole e piatti. Non ce la farà a sostenere tutte queste spese. E poi vuole regalare a Mary dei vestiti, e anche una saponetta. Però è Mary la prima a fargli un regalo. Un gilet di cotone colorato. "Per me? Da parte tua?" Jalim è al settimo cielo. "No. Te lo manda tua cognata" risponde Mary ironica. Da quella volta anche Jalim le compra un vestito di tanto in tanto. Mary non se li mette. Li indosserà dopo le nozze. Mary lo capisce che Jalim fa ogni sforzo per risparmiare. Ma non dice niente, perché lei ha già messo da parte novantadue rupie, se non cento. Se l'è guadagnato quel denaro. Sulle terre di Prasad. Per legge i frutti degli alberi di mahua, su qualsiasi terreno forestale crescano, appartengono di diritto a chi Ii raccoglie. Sono frutti preziosi. Se ne ricava un liquore, dai semi si estrae un olio per cucinare e con la buccia si fa il sapone. È Mary a raccogliere i frutti dei quattro alberi di mahua di Prasad. Nessun altro al villaggio ha potuto nemmeno pensare di toccarli. Mary ha subito sollevato il machete. Quei frutti spettano a lei. Per questo lavora tanto per Prasad, e senza stipendio. Alla signora Prasad la cosa non piace molto, ma Lachman Prasad le dice: "Non ci fare caso. Pensa a come pulisce a fondo la casa, a quant'è brava nel sorvegliare il bestiame e nel vendere frutta, verdura e noccioline al mercato facendoci guadagnare un sacco di soldi." Mary lavora come un mulo, ma non tollera confidenze da parte di Prasadji. "E allora Mary, quanto ci hai ricavato vendendo i frutti del mahua?" "A lei cosa importa?" "Vuoi metterti a prestare soldi alla gente?" "Già, perché no?" "Devi dir grazie a me se te li lascio prendere. Appartengono al governo. Potrei pagare qualcuno per la raccolta, e non lo faccio." "Che vengano, i braccianti. Ho il mio machete, io." Mary parla in tono aspro, con un accento cupo nella voce. "C'era da aspettarselo" commenta Prasadj i. "Sangue bianco." La signora Prasad si fa massaggiare da Mary con l'olio. Da quel suo corpo flaccido e grasso contempla la figura perfetta di Mary, soda e asciutta. "E allora, che ne è del tuo matrimonio?" le chiede. "Cosa dice Jalim?" "Che può importarle delle chiacchiere della povera gente? Lo organizzerà lei il matrimonio?" "Dio me ne scampi e liberi! Con un musulmano? E dovrei essere io a fartelo sposare?" "E perché no? Quel musulmano dice che diventerò sua moglie. Suo fratello invece voleva solo tenermi qui a sgobbare." La padrona inghiotte l'offesa senza fare commenti. Bisogna pur tollerare qualche mala parola da chi lavora come una bestia, si porta venti chili sulle spalle e va al mercato, e ripulisce tutta la casa nel giro di mezz'ora. Tutti hanno paura di Mary. Mary, salute di ferro, energia inesauribile e cervello fino, spazza la casa e porta le bestie al pascolo. Nei campi si nutre di granturco fritto. Partecipa e sovrintende alla raccolta della frutta. È lei a pesare gli acquisti dei clienti. I frutti bacati, morsicati dai pipistrelli o beccati dagli uccelli li mette in un sacco e li dà da mangiare alle galline della madre. Quando arriva la stagione delle piogge si occupa di trapiantare le pianticelle nuove. Non trascura niente. Compra riso, olio, burro e spezie per i Prasad al mercato di Tohri. "Tra i soldi che le faccio risparmiare e quelli che le faccio guadagnare quanto ci ricava in un anno, signora padrona?" dice. "Perché dovrei accontentarmi di un sari a buon mercato? Voglio vestirmi bene, usare olio e sapone, e lei deve darmeli." E la signora Prasad è costretta ad accontentarla. Ogni tanto Mary va al villaggio a spettegolare un po'. Quando ci riesce. Allora si avvolge il sari intorno al ventre e si trasforma nella signora Prasad, si mette a zoppicare ed eccola diventare Prasadji, facendo ridere tutti. Si sente a proprio agio là. Quando i giovanotti le dicono: "Ehi, tu, non sei fidanzata con un

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