Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

46 OMAGGIO AD ALVARO quell'altra che avete combattuto sotto l'insegna delle "facce di m..."; e cioè la capacità di soffrire, patire senz'altro scopo che potere e saper patire. Poiché ti accorgerai che tutti hanno una gran fretta di tirare una gran croce su tante croci, e ricominciare daccapo, le stesse persone, le stesse istituzioni, come se non fosse accaduto nulla. È facile infischiarsi delle sofferenze degli uomini pei generali e pei re. Essi sono i professionisti della guerra. Hanno sbagliato, trovano sempre clienti che li incitano a ricominciare daccapo. È facile pei governanti. Essi sono i professionisti della politica. Hanno una schiena così pieghevole, una voce così timida, non hanno altro piacere che il comando, anche se è l'illusione del comando. Ma non è facile per chi ha combattuto. Quel sacrificio, fin dalla memoria del nostro primo compagno caduto in terra straniera e in una guerra ingiusta, è stato il purgatorio per raggiungere alla fine il riscatto della libertà; anche se sia la libe1tà di morire di fame. Per abolire il grido di quei sacrifici, di quelle sofferenze, di quelle mo1ti, bisognerebbe abolire l'intera società che le volle, bruciare tutti in un medesimo ideale, rovesciare tutto dalle fondamenta. Soltanto così si potrebbe cancellare il credito di quel sacrificio: cancellando tutto. Ti accorgerai, invece, che l'opera che stanno tessendo tra governo, istituzioni, società, è per rimanere ancora e sempre a compiere i medesimi errori. Essi accettano tutte le umiliazioni. Voi non ne avete accettata nessuna. Essi implorano di combattere, quasi ci fosse bisogno di una licenza per combattere. E voi, senza licenza, combattete. Essi implorano di ricostruire. E i I popolo gl' insegna che si può ricostruire col fango e la paglia. È che essi hanno bisogno di fatti ufficiali e di concessioni per giustificare e rafforzare la funzione loro e dei loro amici e complici. Voi e il popolo non avete bisogno di diritti; ve li prendete, come fa sempre il popolo. Essi fanno ancora Mi ero Mega Un numero speciale interamente dedicato alla filosofia Cift(lc/i110 (' ('OlllllllillÌ Massimo Cacciari L'invenzione clell'i,iclivicltw Roberto Esposito l~a legf:fe clella comu,iilà Adriana Cavarero Nc,scila, o,-gasmo, polilicc, Sergio Givone I I ll'agico cieli<, libe,-L<Ì professione di furberia, ricalcando l'esempio di quel vecchio servitore del trono che addormentava il paese, e abituandolo a tutte le possibilità, a tutte le trasformazioni, a tutte le combinazioni, lo allevò alla dittatura. Tu non sai che miserabile scienza è la politica in Italia. Non sai come un uomo politico dei nostri somigli assai di rado a un animale ragionevole e dotato di anima. Non sai come la vecchiaia da noi sia malvagia, ambiziosa, e il potere un surrogato della sensualità. Essi trovano tutti i pretesti per rimandare, procrastinare. ma voi arriverete. Vi parleranno di esperienza, essi che non hanno imparato nulla dalle catastrofi che hanno provocato; vi parleranno di competenza, essi che non sono stati capaci di mettere avanti una sola capacità tecnica; vi parleranno di politica, essi incapaci di condurre, prudentemente e senza deprimere ancora il paese, una sola delle loro pratiche rivolte a ottenere vantaggi con cui scusarsi presso il paese; vi parleranno di ordine, essi che in tempi eccezionali si concedono il lusso della libertà del disordine, della pirateria sull'indifeso cittadino, e che tra nazioni chiuse in una disciplina di ferro per la guerra, fanno le loro esercitazioni di libertà, come i ragazzi fanno il chiasso mentre gli adulti lavorano. Di tutto vi parleranno per distrarvi e ingannarvi. Vi diranno che il paese è morto. Non è morto. Dorme. Lo hanno addormentato loro. Mi ricordo come mi parlavi dell'Italia. Come di una famiglia inumana che ti avesse cacciato di casa, ma il tuo ricordo ti stringeva tuttavia il cuore. Avevi fretta di tornare fra i tuoi compagni. Eri come l'emigrante. la tua patria era il ricordo del passato. Ma tornerai a casa. E io voglio che ti sposi presto, presto io veda i tuoi figli che siano la vita, la speranza, il domani. da "Aretusa", marzo 1945, pp. 46-5 I. È IN LIBRERIA Rivista trimestrale europea edizione italiana Asia: la sfida all'Occidente Daniel Beli, Paul Krugman, V. Zaslavsky Africa: un continente in bilico Breyten Breytenbach, Nelson Mandela Le nuove frontiere dell'informatica André Gauron, Hakim Bey Letteratura e impegno civile Updike, Fehér, Luzi, Siciliano I tesori nascosti dell 'Ermitage Abbonamen10 1996: annuo: L. 70.000 (privati); L. 90.000 (enti); sostenitore: L. 180.000; estero L. I 00.000; cumulativouna edizione estera L. 130.000 Versamentisul c.c.p. 00325803 intestatoa EDIZIONISCIE TIFICHE ITALIANEspa Via Chiatamone, 7 - 80121 Napoli, o con assegnoallo stesso indirizzo

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