Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

Gitta Sereny SPEERO L'ESTINZIONE DELLAMORALE IncontroconMartinoMarazzie AlbertoSaibene In lotta con la verità. La vita e i segreti di Albert Speer, amico e architetto di Hitler (Rizzali, pp. 830, L. 55.000) è il titolo dell'ultima fatica di Gitta Sereny, già autrice del memorabile In quelle tenebre (1974; ed. it. Adelphi, 1975), la biografia di Franz Stangl, comandante del campo di sterminio di Treblinka. La Sereny, nata a Vienna da padre ungherese e oggi poco più che settantenne, ha vissuto la seconda guerra mondiale nella Francia occupata, lavorando come interprete di un' organizzazione che si prendeva cura del/ 'ù1fanzia abbandonata (Bambini invisibili, Mondadori,1986). !/frequente contatto con leforze di occupazione tedesche le permise di rendersi utile alla Resistenza francese. Divenuta troppo pericolosa la sua posizione, fu fatta fuggire negli Stati Uniti dove cominciò il lavoro di giornalista. Ebbe occasione di vedere per la prima volta Speer durante il processo di Norimberga, rimanendo colpita dall'atteggiamento di imperturbabilità che l'ex ministro di Hitler tenne in quei giorni. . • La Sereny venne raggiunta nel 1977 da una lettera di Speer in cui l'ex gerarca nazista, autore a sua volta di importanti volumi sulla storia del nazismo, le chiedeva di poterla conoscere. Perché Speer scelse di entrare in contatto con lei? Speer volle ertrare in contatto con me perché lesse In quelle tenebre, l'altro mio libro sul Terzo Reich, intuendo forse che avrei potuto procedere con lui nello stesso modo in cui avevo lavorato con Stangl. Provò una forte curiosità nei miei confronti, curiosità d'altra parte ricambiata. Accadde dopo che ebbe letto la recensione che feci sul Sunday Tùnes del libro "revisionista" su Hitler e gli ebrei di David lrving, articolo che gli offrì l'occasione di scrivermi. Raccontando la vicenda di Speer, lei sceglie di inserire il percorso biografico nella più ampia cornice della storia tedesca di quegli anni. Nulla è dato per scontato eforse per questo motivo il libro risulta lungo più di 800 pagine. Perché questa scelta? Il libro fin dal!' inizio non intendeva essere una biografia di Speer. Il filo rosso del libro è l'incontro "umano" molto particolare che ho avuto con lui, ma ho sempre inteso scrivere anche dell'ambiente, delle persone che gli stavano attorno, della loro vita. In particolare era Hitler a interessarmi. Sapevo che quanto più avessi compreso la personalità di Speer, tanto più mi sarei avvicinata a Hitler. Speer era la chiave per comprendere Hitler. Gitto Sereny. Foto G. Giovannetti/ Effigie. In fondo, pur possedendo buone biografie di Hitler non siamo ancora riusciti a comprenderne appieno la personalità. Ho rintracciato quindi i non molti testimoni superstiti. C'è qualcosa nel Terza Reich che lo differenzia da altri regimi totalitari di questo secolo? Si ha l'abitudine di dipingere la Germania di quegli anni come una specie di regno del male. Questo periodo ha rappresentato qualcosa di speciale per lei? Ciò che rende unici gli orrori del Terzo Reich è la detenninazione con cui furono portati a termine. Altri aspetti non sono propri solamente del Terzo Reich: di fatto la radice del crimine sta nel fanatismo. Ma iIfanatismo, ho cercato di metterlo in Iuce nel libro, non è purtroppo caratteristica solo del Terzo Reich. Per quanto riguarda il mio personale coinvolgimento, va detto che non sono ebrea e che, durante la seconda guerra mondiale, godevo dello status di neutralità perché nel 1940 mi trovavo in Francia a studiare come cittadina ungherese, e l'Ungheria era allora neutrale. Così mi trovai in un paese invaso con lo status di cittadina neutrale. Io allora mi occupavo di infanzia abbandonata come interprete e questo mi offriva la possibilità di frequenti contatti con i tedeschi che detestavo senza averne un particolare motivo. Può sembrare stupido, ma amando la Francia, odiavo gli invasori tedeschi. li contatto con i tedeschi risvegliò la mia curiosità nei loro confronti, sia come esseri umani che come nemici. Padre Casalis, il cappellano protestante del carcere di

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