Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

portata può essere riassunta nel titolo di un suo scritto: Freud capostipite di una nuova epistemologia. Anche le sue attuali considerazioni partono dalle scoperte freudiane? Direi che è stato Freud il primo, almeno che io sappia, ad aver parlato di atemporalità, nella storia della scienza (soprattutto nelle scienze della natura, includendo in esse le scienze umane, visto che l'uomo appartiene alla natura). Freud afferma che i processi del sistema inconscio sono atemporali, la qual cosa è un'apparente contraddizione. Perché un processo, per definizione, è qualcosa che si svolge nel tempo. Pertanto, dire che i processi inconsci sono atemporali è una contraddizione, è un'antinomia; ebbene, negli esseri umani e anche nel mondo esiste questa antinomia. Per questa ragione, quando Freud asserisce l'atemporalità del!' inconscio dice il vero. Mi spiego meglio: nell'inconscio, in un certo senso, si conosce il tempo. Infatti l'inconscio può conoscere ciò che viene prima e ciò che viene dopo. Ma in alcuni aspetti tratta tutto come se non esistesse il tempo e quindi è antinomico, perché mentre ci sono momenti in cui l'inconscio rispetta le leggi della logica classica o cosiddetta aristotelica, in altri ne fa piazza pulita. Questa fondamentale scoperta freudiana non solo è abbastanza sconosciuta a chi è estraneo ali' esercizio della psicoanalisi, ma oserei dire che nemmeno gli psicoanalisti che conoscono molto bene la sua esistenza, sono arrivati a sfruttarla in tutte le sue potenzialità. La ragione è che adoperare e sfruttare un'antinomia è cosa molto difficile. Dunque affermare che nell'inconscio esiste il tempo e contemporaneamente non esiste equivarrebbeadaffermare un'antinomia ... È così. Perché l'antinomia si definisce come la coesistenza di due conclusioni ugualmente legittime, alle quali si è arrivati tramite i nostri metodi di ricerca, cioè per vie legittime percorse correttamente: e le due conclusioni di cui abbiamo parlato sono incompatibili tra loro. L'inconscio freudiano, accanto ai paradossi di Zenone e al concetto matematico di infinito rappresentano lo scandalo più forte all'interno della nostra epistemologia attuale, che si basa sul principio di non-contraddizione. Freud scrive: "Nel sistema inconscio non esiste la negazione, non esiste il dubbio, non esistono i gradi di certezza". Se non esiste la negazione non può esistere il principio di non-contraddizione ... E lei vede come ciò che Freud trova-e dappertutto lo si osserva nei suoi studi - propone un problema logico-epistemologico fenomenale. Ma è passato del tutto inosservato. È una rivoluzione logica ed epistemologica e dorme lì da tutti questi anni, quasi un secolo. Nei miei studi degli ultimi trent'anni io mi baso su queste scoperte freudiane. Ha avuto molta importanza nella sua vita la letteratura? Sì, certamente. Attualmente non le dedico molto spazio, perché sono troppo preso da altro. Ma per quanto riguarda l'ambito letterario, il posto più importante, nella mia vita, l'ha avuto la poesia. Mi parli di qualche nome a lei caro ... Il più importante per me è Amado Nervo, un poeta messicano dell'inizio di questo secolo. È grandissimo sia come filosofo che come poeta. So a memoria tanti suoi versi. Purtroppo, per quel che ne so, niente di lui è stato mai tradotto in italiano, ma mi piacerebbe che lo fosse. Non si parla più molto di lui, ma tutti coloro che conoscono la storia della poesia spagnola sanno chi è Amado Nervo. Anche Paul Valéry ha avuto molta importanza per me: non lo conosco a fondo, ma ciò che ho letto mi ha profondamente coinvolto. Quanto a Pablo Neruda, mio compatriota, lo apprezzo molto nelle sue opere più riuscite come, per esempio, Machu Pichu (che INCONTRI/ MATTEBLANCO 33 trovo davvero una meraviglia); ma nelle sue composizioni di tipo politico il suo estro poetico decade molto. Riescefacilmente a conciliare fede religiosa e psicoanalisi? Mi considero cattolico apostolico romano. Credo che se avessi detto le cose che penso sulla religione ai tempi dell'Inquisizione avrei probabilmente fatto la fine di Giordano Bruno. Comunque recentemente a Barcellona, dove sono stato invitato ad un Congresso internazionale dell'Associazione Internazionale Medico Psicologica Religiosa (di cui non sono membro), ho letto un lavoro che s'intitola: Psicoanalisi e religione: l'avvenire di un'amicizia (come lei si ricorderà, Freud ha scritto L'avvenire di un'illusione). Trovo che alcuni aspetti dell'inconscio freudiano abbiano chiaramente un ambiente in comune con il contesto religioso. Per esempio? Diciamolo così. Si racconta che qualcuno chiese a Pasteur come mai egli, un grande scienziato, fosse riuscito a conservare la sua fede. E lui rispose: proprio perché ho studiato ho la fede di un bretone. Se avessi studiato di più avrei la fede di una bretone. Ebbene, la religione cattolica propone come dogmi cose che sono incomprensibili alla nostra ragione ... Che lei non ha problemi ad accettare? Ringraziando Dio, no. Perché dovrei averne, considerando che le ricerche psicoanalitiche propongono cose come l'antinomia costitutiva, che è incomprensibile all'essere umano? Anche il dogma della trinità è incomprensibile. Penso che la riflessione su questo dogma possa portare a nuove conoscenze epistemologiche. Per finire, anche il dogma della presenza di Cristo nell'ostia e, se questa è chiusa, la sua permanenza in ogni piccola parte di essa, è completamente incomprensibile, ma non è un assurdo. Credo sia possibile arrivare ad una maggiore comprensione senza mai colmarla. Questa riflessione, ricavata dai miei studi sul rapporto tra mente e spazio (di cui parlo nel!' Inconscio come insieme infinito), mi ha spinto a concludere che esistono fenomeni psichici che, se espressi in termini geometrici, portano a paradossi. Perdi ria semplicemente con un paragone, se un triangolo ABC, spazio bidimensionale, è espresso in uno spazio unidimensionale, abbiamo allora la linea ABCA. Vediamo che il punto C, O-dimensionale, compare due volte. In entrambi i casi è il punto C. Se si sale verso esseri spaziali di dimensioni superiori, allora può darsi che un oggetto di molte dimensioni possa comparire come molti oggetti tridimensionali. Insomma, ciò che intendo dire è che sebbene sia incomprensibile per noi che Gesù rimanga per intero in ogni pezzettino di ostia questo potrebbe apparire non come comprensibile ma nemmeno come assurdo ...Pensare cioè a Dio come infinitamente dimensionale che nell'Ostia si "sdoppia" in infinite ostie tridimensionali. Mi rendo perfettamente conto che il discorso è lungo e difficile da sviluppare. Volevo soltanto dire, ripeto, che qualcosa può essere incomprensibile per la nostra limitata ragione senza essere un assurdo. Negare questo mi sembra sciocco. Qual è, per lei, l'identità dell' "uomo psicoanalitico"? L'identità che vorrei per l'uomo psicoanalitico, includendo me stesso è la piena autenticità. Ma ciò vale per tutti gli esseri umani. Non me la sento di parlare di un'identità psicoanalitica che non sia essenziale nell'identità umana. La ragione è che se si è troppo fieri di essere psicoanalisti si può cadere in un dogmatismo che inibisce il progresso della comprensione. Lo psicoanalista, secondo lei, dovrebbe essere tale anche al di

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