Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

lgnacio MaHe Bianco CATTOLICOAPOSTOLICO ROMANO IncontroconDorianoFaso/i Colui che incontravalgnacio Matte Bianco (scomparso a Roma di recente) non poteva non rimanerne affascinato. Per la sua vivida intelligenza innanzitutto, per la vigorìa e la serenità che la sua persona emanava, per i 'agevole atmosfera che accoglieva e avvolgeva chi con lui entrava in contatto, imprimendo al dialogo un carattere di assoluta spontaneità, e, ancora, per la sua simpatica pignoleria che lo induceva più volte a rivedere i propri lavori.fì.n quando non riusciva a ottenere una certa trasparenza di pensiero che lo lasciava più o meno soddisfatto. Di.formazione cattolica, lo psicoanalista Matte Bianco nacque nel 1908 a Santiago del Cile presso la cui Università statale si laureò, nel 1930, in medicina. Dopo essere stato titolare di Fisiologia dell'Università Cattolica del Cile, effettuò il training psicoanalitico presso l'istituto di Psicoanalisi di Londra, divenendo poi membro della Società Psicoanalitica Britannica. Nel l 94 l si trasferì negli Stati Uniti dove, dopo aver lavorato al Johns Hopkins, fu lettore alla.facoltà di Psichiatriadell' Università di Duke. Tornato in Cile due anni più tardi, fondò nel l 946 il Centro Studi Psicoanalitici, diventato, nel l 949, la Società Psicoanalitica Cilena, internazionalmente riconosciuta. Da circa trent'anni ormai risiedeva in Italia, dove si considerava "ben acclimatato". Nel suo Paese non andò mai più, e pur provandone la nostalgia non sentiva però la spinta a ritornarvi. L'idea di.farlo, ammetteva, gli provocava molta emozione "e siccome già sono vecchio preferisco non espormi a queste cose ... ". D'altra parte è l'Europa ad aver sempre rappresentato, per Matte Bianco, il centro dei suoi interessi. Egli visse in un periodo particolarmente.fecondo della Società Psicoanalitica Britannica, incontrando e avendo diversi maestri (ritenuti figure centrali della storia della psicoanalisi): ebbe ad assistere ai seminari di Melanie Klein (dal cui genero, l'austriaco Walter Schmideberg, si sottopose ad analisi didattica); con Anna Freud.fece supervisione del caso di un bambino; e, ancora, ecco EdwardGlover, EllaSharpe, Marjorie Brierley, fohn Riviere, fohn Rickman, James Strachey, Bion (che gli apparve "come un misto di immagine paterna e l'immagine di un fratello maggiore") ... Winnicott, da lui conosciuto quando questi era un giovane analista. In Italia, due libri editi dalla Teda - Il pensiero e l'infinito ( a cura di Pietro Bria) e Inconscio e matematica ( a cura di Marcello Turno) - offrono importanti contributi alla ricerca di Matte Bianco; e vogliamo inoltre segnalare che lo psicoanalista Eric Rayner, autore del volume Gli indipendenti nella psicoanalisi britannica (Cortina Editore), ha da poco dato alle stampe -nella collana The New Library of Psychoanalysis presso la casa editrice Routledge di Londra - uno studio sulla bi-logica di Matte Bianco con il titolo Unconscious Logie. Questa intervista a Matte Bianco fu raccolta nel 1988 in occasione dell'uscita in Inghilterra del volume Thinking, Feeling, and Being. Il libro è uscito ora, tradotto in italiano da Pietro Bria - che ne ha fatto anche un'eccellente introduzione - per le edizioni Einaudi, con il titolo Pensare, sentire, essere. Ma il suo lgnocioMotteBianco.FotoGiovanniGiovannetti/Effigie. significato lo capiamo meglio dal sottotitolo, che dice Riflessioni cliniche sull'antinomia fondamentale dell'uomo e del mondo. Allora Professor Matte Bianco, nel libro che le ha dato.fama internazionale.L'inconscio come insieme infiniti. Saggio sulla bilogica (apparso prima in Inghilterra nel 1975 e poi tradotto in italiano nel 1981 per Einaudi), lei propose una.formulazione delle caratteristiche del/' inconscio in termini di logica simbolica. A tale proposito le.faccio notare che la gente s'inibisce davanti al parlare di logica e di matematica, arrivando a lamentare il fatto, per esempio, che quel libro è pieno di.formule ... Ma non è affattovero, nonesiste una sola formula né nell 'Inconscio come insieme infiniti né nell'attuale. E come si pone quest'ultima sua opera rispetto al lavoro precedente? Ne è la continuazione. Pensare, Sentire ed Essere è l'approdo di più di trent'anni di riflessioni. Con esso credo di fare un ulteriore passo in avanti perché propongo l'antinomia costitutiva e le strutture bi-logiche che non avevo proposto nel precedente libro, e lo vedo come il secondo d'una trilogia. Al saggio successivo sta già lavorando? Sì,ma non so sepotrò realizzarlocompletamente data lamiaetà. Si tratterebbe, comunque, di un libro di epistemologia, puramente filosofico e metodologico. Lei ha affermato, in diversi lavori, che le scoperte di Freud non sono state ancora utilizzate in tutte le loro potenzialità e.forse la loro

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==