in cui dovrà abbandonare la professione per la logica interna del personaggio e quella della storia. Che fa~ne? am_mazzarlo? Credo che la soluzione si troverà nella prossima stona. Ne faro una fioura verosimile di spia postmoderna, come dire ... una spia b . . . . che opera dopo la caduta dei muri, non adatta a1 serv1z1se~r~t1 del romanzo classico. Si muoverà all'interno delle guerre c1vil1 attuali, come quelladell' acqua tra Spagna e Portogallo, i conflitti etnici ... Carvalho sarà una sorta di Smiley spagnolo, con una corta ironizzazione della guerra, del prossimo secolo o dei servizi segreti. Altri autori spagnoli scrivono anche letteratura di genere, in Italia questa figura di intellettuale non esiste. Il romanza d'inchiesta ca.meforma espressiva che descrive una realtà di crisi è limitato al fenomeno della Transizione? Esiste i I palar francese di Pennac e Daeninckx, per esempio. Vincolato al trozkismo, esprime una teoria della letteratura che vede il romanzo poliziesco ideologico come l'unico possibile oggi. Credo che si sia prodotto un fenomeno di meticciato intorno alle diverse forme espressive. La sintesi più esemplare è italiana: Leonardo Sciascia. Le componenti letterarie della sua opera sono Manzoni, Kafka e i I romanzo poi iziesco che contiene un discorso politico. In Europa Le Carré o Graham Greene rappresentano la tradizione del romanzo di genere, con un retroterra culturale europeo. In Spagna sarebbe stata improponibile l'imitazione retorica e formale della fiction americana, si è resa necessaria anche una violazione del codice classico che avrebbe implicato l'adattamento del modello americano al retroterra culturale, storico e ideologico della Spagna reale. Ma la Spagna degli anni Settanta-Ottanta è di fatto l'Europa reale, così come la Transizione non è un fenomeno locale, ma europeo, dal 1968 al pessimismo storico di oggi. Per questo, credo, Carvalho è diventato un simbolo, tipo antiero_e letterario europeo: perché la realtà immediata è spagnola, ma il problema di fondo, questa malinconia etica e politica, coinvolge tutta l'Europa. Il disprezza per la cultura ostentato dagli alter ego Carvalho e Strangolatore contrasta con la personalità immaginata dell'autore. Vuole parlare di quesa ambivalenza? Il pazzo de Lo strangolatore è un Carvalho un pochino più radicale. Il rapporto con la cultura è caratterizzato dal I' ambiguit~. Sono un prodotto culturale, ma a volte penso che la cultura sia diventata un filtro eccessivo, che impedisce di reagire alla realtà. Questa potrebbe essere una riflessione di Carvalho e, nel s~o caso il decalooo tra cultura e realtà è più forte. Io sono più , b passivo, sono un uomo di cultura, il detective è un uomo d'azione e questa contraddizione può diventare critica per lui. Che cosa legge? Tutto e niente. Tutto ciò che ho deciso di leggere e molto per scrivere. Nel caso de Il pianista (Selle rio, 1991, n.d.c.) ho avuto un bisogno terribile di documentarmi per capire l'atmosfera culturale dell'epoca e la musicologia del 1936, un argomento specialistico. Quando ho scritto lo Franco (Frassinelli, 1992, n.d.c) sono stato costretto a ritornare su tutta la letteratura franchista e antifranchista dell'epoca e, naturalmente, per Lo strangolatore ho lavorato su psichiatria e antipsichiatria. Francisco Franco è morto da ventun anni, dopo ventisei di assolutismo. Le sue vittime, gli sconfitti trovano sempre spazio nell'opera di Montalban. Ritiene che esista una r(fl.essione INCONTRI/ MONTALBÀN 31 completa sul.franchismo, oppure la Spagna ha rimosso? Credo che la riflessione sia stata fatta troppo tardi, ali' epoca del la morte di Franco è stato stabi I ito un patto di non aggressione sulla memoria storica, tra franchisti e antifranchisti alla ricerca della democrazia. La riflessione è iniziata vent'anni dopo, con il risultato che le generazioni successive potrebbero pensare che Franco sia vissuto nel pleistocene. È paragonabile alla rimozione del popolo tedesco? No, è diverso, esiste tuttora una memoria critica antinazista, molto superiore a quella antifranchista. Le industrie culturali americana ed europea hanno tramandato il significato e l'importanza dell'olocausto, Franco appare come una sorta di dittatore di provincia, ma bisogna ricordare che è stato un uomo di una crudeltà straordinaria. Matisse diceva "Lavoro come un artigiano", Picasso si paragonava a un operaio che timbra il cartellino, lei come lavora? Non ho un orario di lavoro rigido. Dipende dallo stato di eccitazione che mi provoca l'opera che ho in mano oppure dalla necessità di portare a termine un lavoro già commissionato con un contratto. In Spagna si dice con una certa lucidità che "Montalban è un intellettuale di sinistra con il portCtfogliodi destra" ... Come concilia ideologia e benessere economico? Picasso era di sinistra e aveva un portafoglio più pieno del mio. In ogni caso traggo beneficio dal fatto di essere uno scrittore letto ali' interno delle condizioni di un mercato culturale che non ho scelto io. Montalban è un vincitore che scrive con l'amarezza di uno sconfitto e il sense ofhumour di un depresso. Qual è la battaglia perduta? Questo è vero, una sintesi curiosissima. Uno scrittore spagnolo ha detto che sono un pessimista attivo o un nichilista attivo. Ha ragione, ma per me ha ancora senso la speranza, non intesa come virtù teolooale, ma come volontà di costruire il futuro, quasi come una tetigione del futuro o il futuro di una religione. Una piccola parte di me si affida alla speranza non teologale, alla possibilità di credere ancora, di cambiare le cose. Leggendo la sua opera si ha sensazione che i sentimenti interiori vengano scritti subito, senza mediazione, ancora acerbi. Quando lascia sedimentare gli stimoli? quando li elabora? come interpretare i.frequenti e ripetuti r(ferùnenti autobiogrCtfici? Al contrario, lascio trascorrere molto tempo. Per esempio ne Lo strangolatore parlo di un'esperienza personale di carcere che risale al 1962 che, sino a questo romanzo, non avevo affrontato con profondità. Lascio che tutti gli aspetti personali si sedimentino. Non credo in una letteratura confessionale, ritengo che la sincerità non abbia alcun valore in questo campo. Lo scrittore non sente come gli altri e ha tempo di sedimentare ogni emozione, poi ha i I tempo di consultare il dizionario etimo logico, magari per parlare della morte di suo padre. Ha sentito la morte del padre, ma può manipolare l'esperienza personale. Un uomo, una donna normali non possono. Io credo di lasciare riposare, sedimentare, molto a lungo ... ... il rancore, per esempio? quello passa al chip.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==