Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

Manuel Vélzquez Montalbéln LOSPAGNOLOTUTTOFARE IncontroconAntonellaViale La saga di Pepe Carvalho - alter ego amato-odiato da Montalbém - ha ormai ventidue anni. Il detective è invecchiato accompagnando il lettore lungo il cammino di una società impegnata a imparare la libertà, la democrazia ambigua della Transizione. Con Tatuaggio ( Fe/trinelli, 199 J) Manuel Vazquez Montalban inaugurava un nuovo realismo critico, che sembra rappresentare il passaggio obbligato di ogni società liberata da un regime totalitario e ansiosa di metterlo in prospettiva. Questa.forma di letteratura testimoniale avrà un grande seguito in Spagna, quasi il romanzo d'inchiesta.fosse il solo strumento adatto a.fondare un nuovo genere di scrittura-coerente con la nuova estetica espressa da ogni campo creativo - che si evolve contemporaneamente alla società. Manuel Vazquez Montalban è debitore riluttante e consapevole al suo detective di un successo a livello almeno continentale. Ma il successo è d(fficilmente perdonabile e l'autore, che in Spagna ha intascato il sostanzioso, prestigiosissimo premio della critica per Lo strangolatore (Feltrinelli, 1995), viene accusato di flirtare con il potere, di essere un intellettuale di sinistra con il portafoglio di destra e, in Italia - dove in cinque anni è stata pubblicata l'opera di un quarto di secolo - è sospettato di tuttologia, vocabolo tra i più odiosi di questa.fine secolo priva di.fantasia. Montalban appare più sensibile alle critiche italiane che a quelle dei suoi connazionali. Risponde volentieri sui temi generali e sta sulle sue per ciò che riguarda la sfera personale. È tradito dalla buona conoscenza dell'italiano (nel periodo della censura franchista non poteva pubblicare nulla, né collaborare con la stampa e si guadagnava da vivere con le traduzioni di Pavese, Vittorini, Gramsci ...) che reinventa e personalizza nel corso dell'intervista. La traduzione sottrae inevitabilmente al testo l'immediatezza del linguaggio, qualche immagine scoppiettante e ardita. Ecco la sua blanda autodifesa e le sue tesi sulla letteratura e la storia. Monta/han poeta, giornalista, storico, narratore, autore di pamphlet ha un'opinione su tutto e la esprime sempre. Non teme che gli venga attribuita una.forma di megalomania intellettuale? che cosa la spinge ad affrontare tutti i generi? Si tratta di strumenti. Non è megalomania intellettuale, non ho preteso di offrire la cosmogonia di un sapere totale. Mi servo di generi diversi perché credo che questo appartenga alla tradizione degli scrittori di tutti i tempi a partire dal Rinascimento. La creazione dello scrittore specializzato è molto recente. Manuel Vazquez Montalban. Foto Giovanni Giovannetti/ Effigie Preferisco questo pluralismo di possibilità esclusivamente strumentale. Sarà il pubblico a scegliere la forma espressiva che preferisce. Passo dal romanzo al saggio alla poesia per una questione molto personale, una questione di ossessione. Per esempio, stavo scrivendo un romanzo della serie Carvalho che si chiama Il premio, e un mese prima di finirlo, benché fosse vincolato dal contratto con una casa editrice, ho provato il bisogno ossessivo di portare a termine un libro di poesie che avevo iniziato dieci anni fa. Ho abbandonato il romanzo per le poesie. Non so spiegarmi meglio di così, ma non ritengo di essere soggetto a un'ambizione smisurata che mi abbia reso megalomane. Ogni romanzo con Carvalho è concepito come la descrizione di un.frammento di realtà. La totalità dell'opera rappresenta la descrizione di tutto ilprocesso della Transizione. Perché uccidere il detective? Lo.farà? si sente oppresso da una sorta di alter ego, oppure considera finita la Transizione e piatto lo scenario attuale? La vita di Carvalho sarà limitata perché la serie contempla l'utilizzo di tre tempi diversi: narrativo, storico e quello chiuso, convenzionale di un romanzo che è sempre la cronaca della realtà nel tempo biologico del detective. Non come Maigret, ad esempio, che mantiene la stessa età e la stessa psicologia per trent'anni. Carvalho è un personaggio biologico: nel romanzo del 1974 ha la psicologia di un trentenne, negli anni Novanta quella di un quasi sessantenne. Negli anni Sessanta era una sorta di atleta sessuale, oggi sarebbe impossibile. Arriverà il momento

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