di carta sbiadita e aveva tirato, solo per vederlo tranciarsi, strapparsi, o assottigliarsi come le radici di un albero o la fonte di un fiume? Più di quante ne volesse ricordare. E poi era proprio domenica quel giorno. Un piccolo angolo nella parete del salotto s'era staccato e lei l'aveva ripiegato come si rimbocca un letto ben fatto, poi lo aveva afferrato e ci si era attaccata, semplicemente, con tutto il peso, e s'era piegata come uno sul surf che doppi Capo Horn, ed era venuto via e continuava a venire, da mozzare il fiato, come una vena minerale in una montagna di nessuno - dal battiscopa fin su agli stucchi dal telaio della porta fino alla finestra. Ma lui era stato inflessibile: non l'avrebbe tenuto in casa sua, nemmeno per sogno. Né nella cesta della biancheria, assolutamente. Né sul ripiano dove gonfiava il pane, non nella veranda dov'erano appesi i fagiani né sul divano, steso in qualche modo, come un coprischienale. Insomma da nessuna parte. Così finì fuori come un lenzuolo inamidato o una vecchia tenda appesa a prendere aria. Se ne parlò in giro. Proprio lei aveva strappato una roba grande come una cope1ta. Matrimoniale, aveva rincarato qualcuno, come falde d'un tetto aveva aggiunto un altro. Si incontravano al mercato ognuno con le sue storie, con le braccia allargate SCRITTORIINGLESI/ ARMITAGE 27 come se fosse stato un pesce, un luccio, quello che era scappato, o chissà quanta stoffa, o un lancio mostruoso dal campo - la palla che aveva esitato sull'orlo della buca e poi s'era fermata per cadere, dolce come una noce, affondare. Gli uomini lo leggevano sulle labbra. Dai loro lavandini e dalle cucine guardarono in alto, slacciarono i grembiuli, lanciarono le pantofole es' infilarono le scarpe, poi schizzarono fuori col secchio e lo spazzolone per lavare le soglie e controllare le donne. Stava facendo sera e le parole erano difficili da vedere. "Così grande, sorelle" diceva una ragazza, con le braccia e le mani allargate come se avesse tenuto una grande cuccia del gatto o fosse pronta a dipanare un lungo filo immaginario. Copyright dell'autore 1992 SelmaLagerlof L'ANELLO RUBATO Ritrattodi una ra• pp. 128· L. 16.000 gazzad'oggi,visione Fantasmi,malediziodiun'ami_cizia tr ge- ni, rivelazionimisteneraz1om,romanzo rioseinun racconto di una "vita vaga- di atmosferamagica bonda" attraverso egoticadaleggerela l'emarginazione, sera,accantoal fuol'ultimolibrodella co. Dellapiùgrande più nota narratrice narratricesvedese, I~\ olandese. I~\ Nobelnel1909. SAGADIEGILL J~·n~Pl"tcrJ.,,ul,~~,1 - JensPeterJacobscn IL MONCO NIELSLYH 1 E SAGADI EGlLL pp. 112- L. 16.000 pp.264- L. 24.000 ILMONCO Spedizionivichin- 11romanzocheSteghe,duellie regni fanZweigdefinivail conquistati, la ricer- \Verther dellasuagecadi principessera- nerazione che ha pite,tappetivolanti, affascinatoper devestimagiche:storia cennilettorie scrite fiabasisovrappon- toridi tuttaEuropa, gonoinquest'antica tra i qualiThomas sagaislandesesospe- Mann e Rilke. In I~•\ safraepopeaemito. 1 r ~ 1t B('I\ f A nuovatraduzione. Via Palestro, 22 - 20121 Milano - Tel. (02) 781458
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