26 SCRITTORIINGLESI/ ARMITAGE Simon Armitage POESIE traduzione di Maria Baiocchi Simon Armitage è nato nel 1963 a Huddersfield e ha studiato al Portsmouth Polytechniceall 'Universitàdi Manchester. Lavora ad Oldham come agente di custodia. Le sue raccolte di poesie più complete sono Zoom ( 1989), Kid ( 1992) e Dead Sea Poems ( 1995). Alla Povertà alla maniera di Laycock Rieccoti vicina, ancora, e ci sei stata qui, da queste parti, per anni interi. Prendi una sedia. La riconoscerei, quell'ombra, dappertutto, profilo senza faccia e senza forma. Su, accomodati, vivremo come compagni - fianco a fianco - come gemelli siamesi, uniti per la tasca. Per troppo tempo ho cercato di guardarti alle spalle. L'inverno scorso, quando ti sei buscata l'influenza avrei dovuto darci un taglio, andarmene, lasciare a te l'agitazione, il virus. Il sangue infetto. Ritorna il freddo; vieni vicino al fuoco, alla luce, fatti vedere. In quanti modi mi hai ferito, lasciameli contare: le domeniche per mesi quando mi consegnavi alla monotonia, al buio, senza una lira, a pezzi, senza lavoro. Le settimane in fila di pane senza buITo, di letto senza cena. E quando nell'aviorimessa di Schoefield mi sono rotto tutte e due le gambe, e a Schoefield gli è toccato rompere un mobile per farmi una stecca. Tredici settimane ci hanno messo, per ritornare a posto ma che può fare il povero più che aspettare. Aspettare. Perché ti sei fissata con me? Va' a trovare la Regina, considera il dottore o il rettore, soffia sul collo del sindaco, spremi il costruttore o l'amministratore, vattene a Londra, interessati - non so - a un romanziere da succhiare, da dissanguare. Ma no, a pensarci bene, rimani pure. Ognuno vuole uno così vicino da ficcargli un coltello nella schiena. L'ha detto Robert Frost. E poi, meglio tenerti qui, sott'occhio, Simon Armitage. che aspettare di vede1ti, al mio fianco, all'improvviso, ad ogni svolta, in ogni strada, ogni città. Siediti. Siediti, ho detto! Consultando la mappa Non era mica la primà vetta della catena, e nemmeno la più lontana. Non aveva il nome più vistoso, e non era neanche la più alta o la più bella. Anzi, se gli addetti ai lavori avessero mai voce in capitolo su altitudine e spaccato, se l'avessero vinta con angoli e vettori, o salissero su coi loro strumenti, la direbbero collina più che montagna. Quanto all'aspetto, dai fianchi cadevano massi giù per i pascoli e i campi ne assediavano i pendii, l'asperità delle rocce aveva abbandonato le sue spalle. Qua e là i pini spuntavano sui primi sentieri meridionali e su quelli orientali. Se ci fosse piaciuto, credo che avremmo potuto immaginare la vista, lampante, giù dalla vetta. E invece, mentre affrontavamo il sentiero quel giorno, fu geniale da parte mia, dire e non dire, a te, quello che tutti e due sapevamo: che stava dove stava, assolutamente solo per te. Lascia perdere la qualità: pensa alle dimensioni. Ma quante volte aveva strofinato la lama di un raschietto sotto un lembo scollato
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