Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

22 SCRITTORIINGLESI/ PEARS Tim Pears BLU traduzione di Emmanuela Tandello Tim Pears è nato nel 1956. Autore di poesie e racconti di viaooio il suo primo romanzo In the Piace of Fallen Leaves è uscito nel 1993 ~ ha vinto il Ruth Hadden Memoria! Prize e il Hawthornden Prize. Capì che era morto alle tre del pomeriggio di mercoledì 29 luglio 1988, quando si svegliò nella stanza che gli era dive~uta odiosa. Non la lasciava da due mesi, ormai, e gli era stancamente noto non solo ogni oggetto - il termometro in un bicchiere accanto alla lampada, e l'ingombrante cassettiera, e lo scuro armadio minaccioso - ma il mutare stesso delle ombre e della luce via via che passavano le ore; l'espandersi e il contrarsi della stanza col soffitto che di notte si ritirava e di oiorno si oonfiava· . e, o ' e Ii mutare del suono in ore diverse, la sua voce ottusa, il mattino, quasi incapace di raggiungere la porta, e l'effetto d'eco della stanza al sopraggiungere del buio, il nome di sua figlia, "Joan" che le pareti gli restituivano, in un rimbalzare senza confini. Tutte queste cose gli erano note ma nessuna lo interessava mentre languiva tra lenzuola inamidate, appoggiato a un goff~ schienale di cuscini sformati, che sua figlia regolarmente stra~azzava e sprimacciava in un rito entusiastico quanto desolante, destinando a quelli ciò che avrebbe voluto fare per il padre. Poco a poco aveva perso il suo sano appetito contadino finché non oli era divenuto un tormento deglutire perfino le minestrine e le polpette che sua figlia gli preparava col frullatore, e aveva cominciato a dimagrire con logica inesorabile finché da robusto contadino di un tempo non si era trasformato in una larva ossuta a cui per la prima volta in cinquant'anni si potevano contare le costole. li dolore gli si aggirava per il corpo come un bracconiere nella notte alla caccia d'un cervo indifeso nella boscaglia. Per cominciare l'_avev~preso al tallone, era riapparso nel collo, poi dopo sei mesi d1resp1roeraesplosodal nascondiglio profondo della schiena, per abbandonarsi a scorribande di sporadica, intensa malevolenza, su e giù per la spina dorsale. Sapeva (come lo sapevano tutti) che si doveva trattare di cancro ai polmoni, dato che dal!' età di quindici anni fumava quaranta sigarette al giorno senza filtro; e allora perché non si decideva a divorargli completamente i polmoni e a farla finita? Era stato il dolore a distruggerlo. Joseph aveva sempre pensato d'essere impermeabile al dolore,e suo nipote Michael era cresciuto nella timorosa ammirazione del disprezzo che il nonno dimostrava per gli incidenti casuali come per i costanti disagi che assediano la vita del contadino. Quando si tagliava una mano o sbatteva la testa, si curava di usare un fazzoletto solo se il sangue minacciava di sporcare tutto. E quando avevano sbloccato oli scarichi dei .. b campi Ii febbraio precedente, mentre Michael aveva piagnucolato come un ragazzino per il freddo, il nonno aveva ficcato le braccia nel fango gelido, incurante. Ma questo dolore era diverso: lo azzannava come un cane selvatico, e non c'era scampo né fine alla sua tortura. Aveva la TimPears. n~usea. ~'immaginò di riscaldare un coltello da cucina e di tagliar v~amt~n pezzi della propria carne malata, per procurarsi un po' d1 sollievo - ma non riusciva nemmeno ad arrivare fino alle scale. Il dottor Buckle ordinava cure ogni volta diverse, aumentando ogni volta le dosi, finché non gli si ottenebrava il cervello, e con quello tutti i sensi, e finiva per rinchiudersi in un piccolo spazio dove non c'erano né senso né sensazioni solo un disgusto vago di ciò che restava di un mondo che eo'ii aveva . b abitato un tempo con forza e autorità. Josep_h How~rd capì che era morto alle tre del pomeriggio quando s1sveglio da un breve sonno e si guardò attorno con uno sguardo così nitido che la mente s'accasciò ali' indietro negli anni, perché aveva sempre rifiutato di portare gli occhiali e non vedeva il _mo~do così chiaramente dal suo quarantesimo compleanno. R1usc1va a leggere le lancette dell'orologio senza doverlo tenere a di~ci centimetri di distanza dal viso, distingueva ogni stelo e ogm petalo nella carta da parati blu a fiori, e c'era qualcosa di miracoloso nei margini così precisi degli oggetti, nello staccarsi gli uni dagli altri e nel loro occupare il proprio spazio invece di mescolarsi in un ottuso miscuglio di colori. Drizzò le orecchie, e udì una voce, fuori, che chiamava, e sebbene fosse troppo lontana per distinguerne le parole non stentò a riconoscere il tono e l'inflessione della voce di Mike, suo nipote. E ancora più chiaramente, quando un'altra voce maschile rispose, da ancora più lontano, capì che si trattava del nipote del vecchio Freemantle Tom. Fu_sempre ~llora che si rese conto che il dolore era sparito. Tutto Ii corpo gli doleva come sotto i sintomi dell'influenza, come se qualcuno l'avesse preso a botte durante il sonno: ma il contrasto

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