nel suo paese erano le 9.55). Le persone interessate avrebbero potuto sporgersi sul davanzale con qualche difficoltà e scorgere, nell'azzurro incandescente, uno sghembo pezzo di cielo. Quando aveva detto a sua moglie che stava per venire qui, era stato il cielo la prima cosa cui aveva pensato. Ricordava la corsa a tre in bicicletta dal la stazione nel l'ampia verde vallata, puntando sullo chateau che spuntava davanti a loro e che rendeva la cima della collina un gigantesco insulto giallo crema. Venne a sapere poi che aveva un nome soffice, commestibile, lo Chateau de la Madeleine, e che una parte del castello si era andata innalzando verso il cielo come un enorme cazzo giallo canarino nel corso di circa novecento anni. Gli edifici di quei tempi, quelli sì che li facevano grossi e maschi. A proposito di maschi. C'era venuto con i ragazzi quella volta e avevano dormito in tenda fra mucchi di calzini, lacci e scatolette. Aveva cantato con loro canzonette oscene, imparato a sollevare i piedi dai pedali e a dire sempre "Bonjour". Per tre settimane la sua inquietudine, invisibile in Scozia, era stata annientata dall'imposizione del "Bonjour" - non si poteva fare niente, per quanto urgente, senza cominciare dal "Bonjour". I principi della sua vita erano crollati rivelando sprazzi di una cortesia esagerata, una gioia impudica nel mangiare sotto un sole insopportabile. Quel sole gli aveva alterato i ritmi e i colori lasciandolo in un equilibrio precario. Non c'era niente del genere nel suo paese. Dopo, non aveva più lasciato la Scozia, non era più tornato in questo posto, non fino ad ora. Sua moglie non aveva mai saputo nulla delle sue corse nudo lungo il fiume con altri due studenti a loro volta nudi, rossi, accaldati, bagnati, coperti di morsi di insetti e schiamazzanti. Andy e Michael, il aveva amati entrambi, anche se per motivi diversi. Erano tornati in Scozia tutti insieme ma poi non si erano più sentiti. Forse non avevano voluto turbare i ricordi o cadere nella trappola dal sentimento. Dal canto suo, non aveva voluto deluderli, essere niente di meno di quello che era stato qui e con loro. Era un peccato che lo avessero conosciuto nella sua forma migliore. Non sarebbe dovuta andare a quel modo. Se fosse dipeso da lui, avrebbe tenuto qualcosa da offrire a ua moglie-un anticipo per tutte quelle notti in cui era rimasto disteso accanto a lei mentre la sua vita dilaniata gli martellava in testa. L'aveva tenuta sveglia. Per ore. Un mattino aveva sollevato la testa per volgere lo sguardo all'unica donna che avesse mai pregato in ginocchio di farsi toccare, di ascoltarlo e poi di sposarlo. Avevano trascorso, condiviso e accumulato grosse fette di una vita piena di compromessi ma non del tutto infelice. Non c'era stato mai nessun altro che lei. Non aveva hobby e soffriva del tempo che dovevano passare separati a causa del lavoro. Stava tutto andando veramente bene. Poi quel mattino l'aveva vista e si era sentito incapace di provare qualcosa per lei. L'unica cosa che la rendeva interessante era il modo in cui la luce le cadeva addosso, ma questo era tutto. Aveva sciupato la sua ultima esperienza di paura, sudando e soffocandola nel cuscino accanto al suo. Poi nel giro di qualche giorno, finì tutto. Non appena si rese conto che niente poteva toccarlo né essere toccato da lui, non riuscì neppure più a preoccuparsi. Era un osservatore occasionale degli assurdi incidenti della sua vita - permesso di malattia, cassa integrazione, sussidi prima concessi e poi negati, inasprimento del carattere di sua moglie, logorio dei mobili e delle suppellettili, per non parlare dell'atmosfera domestica, e del ringraziamento al Signore per non avergli mandato figli - le aveva passate tutte. Si sperava che mandandolo qui sarebbe guarito. La sua salute SCRITTRICIINGLESI/ KENNEDY 21 si nascondeva in qualche punto della valle, era scritta nella curva della collina. Doveva proprio essere così. Si chiese come aveva fatto sua moglie a trovare i soldi per mandarlo quaggiù. Quella sua determinazione era segno che stava guarendo. A pensarci bene, si fidava della volontà di sua moglie, e ciò poteva dargli forza. Lei aveva anche preparato un piano, ne avevano discusso molte volte. Doveva uscire dall'albergo e andare in strada, facendo solo poche centinaia di metri ogni volta. Nel giro di qualche giorno sarebbe arrivato oltre la chiesa e poi -ci sarebbe voluto più o meno una settimana - avrebbe cominciato a salire gli alti e profondi gradini che portavano, se ne ricordava bene, allo Chateau de laMadeleine. A questo punto sarebbero trascorsi dieci o undici giorni dei quattordici previsti. Una volta raggiunta la cima della collina e arrivato sui bastioni dello chateau, si sarebbe sentito meglio. In questo consisteva il piano. Prima di arrivare gli era sembrata un'ottima idea. Aveva immaginato di sporgersi da un caldo parapetto, guardando la valle aperta e il cielo, e di sentire la grande pace che quella vista gli donava. Quella scena era persino apparsa nei suoi brevi sogni, ma oggi non riusciva a focalizzarla con precisione. Ora che aveva messo le scarpe ed era deciso a camminare, riusciva solo a pensare di andare a sedersi sulla riva del fiume e scrivere una lettera sotto il sole. Voleva dire a sua moglie dell'alga anguillaria e di come una certa luce poteva renderla interessante. Voleva dirle che era sincero. Nonostante tutto sincero. copyright dell'autrice 1995 (New Writing 4) Per la prima volta in Italia uno dei migliori giovani scrittori inglesi Louis de Bernières UNA VITAINDEBITO Romanzo a Milano 19~20~21marzo a Roma 22 marzo LONGANESI & C.
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