Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

18 SCRITTRICIINGLESI/ BELBEN Non si è spostata, e così lui le pianta un altro bacio sulla guancia. Estremamente erotico, aveva pensato. Perché non sono rimasta a godermelo, anche con Jilani. Invece si era alzata. Si era rimessa addosso le sue cose e aveva ripreso lo zainetto. Rafik aveva raccolto le carte. Il ragazzo cerca goffamente l'uccello con la mano, regarde, madaam, strilla. Lei guarda. Ride scandalizzata. Trattiene il fiato. Lui è in piedi, la camicia svolazzante. Madaam, regarde! Le corre dietro, lei urla arrabbiata. Procede a fatica, riconosce le vigne e gli olivi sparsi sulla mappa di Hamed, e i tetti delle case dei beduini. Uccelli timorosi a lei sconosciuti volano avanti e indietro portando materiali per il nido. Non ci sono rifiuti, niente. Sarebbe bello vivere dove sta mio fratello, riflette. Si riempie i polmoni. Jilani salta su un terrapieno. Che è successo, dice, perché te ne sei andata, che ha fatto il mio amico, è un po' pazzo. Rafik avanza a balzelli, attento a scrutare l'umore di lei. I ragazzi ansimano, bloccandole la strada. Lei tira fuori delle caramelle. I ragazzi se le mettono in tasca. Poi dei datteri. I ragazzi scuotono la testa, Ramadan, dicono. È mortificata. Quanti anni avete, gli chiede. Quindici, rispondono. Deve soffocare una risata. Hamed aveva sorriso ammirato. Sembravano dei bambini I aveva detto lei alzando gli occhi. Quindici e cinquantuno! Aveva pensato malinconica, avrei sentito dolore. SpajJ. 2. Mentre eri con KaYs,aveva detto a Hamed, due volte Abdallah mi ha invitato a raggiungerli. Sotto l'albero e prima ancora accanto alla casamatta. SpajJ. Abdallah lustig. Witzig! Non startene da sola, madaam, aveva detto. La sabbia soffiava. Sono due miei amici. Lei si era accovacciata lì vicino. Vieni a vivere qui per sempre, perché no, aveva detto Abdallah. Forse aveva lo sguardo sognante. Fa male pensare, le aveva detto. Lui ... e indicò un fagotto, lo spesso tessuto del cappuccio tirato giù sul viso ... non ha moglie, ha una casa bellissima, buon marito, l'amour eccellente. Come fai a saperlo? chiede lei. li suo affare, dice Abdallah, mezzo metro. li fagotto ... progenitore di sei figli maschi e tre femmine ... aveva emesso un gemito di imbarazzo. Quando faceva bel tempo portava la chéchia rossa e il turbante bianco. La stessa pelle liscia di Abdallah, strana in un uomo di cinquantacinque anni; forse suo fratello. Sessanta. Sai cucinare, dice Abdallah, cucinare con la paprika. Perché non vai a casa sua, lo accarezzi, e ... Sto solo scherzando, dice Abdallah, temendo che lei si offenda. Ma lei non si offende. Cosa direbbe il mio amico. Ah, hai un amico. Sono passata accanto alle tue case, dice lei, e gli racconta di Jilani e di Rafik. Non il conosco, fa lui. Gli dice delle donne con l'asino. Devo proprio avere avuto un aspetto ridicolo, risero; una mi aveva preso il braccio. Me la sono dovuta cavare in arabo, dice ad Abdallah. Il carico dell'asino le aveva fatto orrore; aveva una ferita ancora aperta sulla schiena. Avevo portato l'accetta, aveva pensato. Abdallah la fissa con occhi accesi. Mi sono ricordata di levarmi le scarpe, lei aveva pensato. Gli abiti erano sporchi di fango. Puzzava. Hai mangiato insalata, piselli al sugo, un'arancia e dello yogurt 1 Dice Abdallah con stupore. È il Ramadan, risponde lei dispiaciuta. E del tè, hai preso il tè. Gente povera, dice lui, hai ... Ho dato quello che avevo, dice lei, era poco, quasi cinque dinari. Sguardo di approvazione. Si chiamava Naima. Naima. Non la conosco. Ha dieci figli. Troppi, dice Abdallah. Pensò al piccolo, con la sua faccia di latte, tonda come la luna, aveva un anno e non stava ancora ritto. Immaginava che la casa di Hamed fosse ancora più bella. Le quattro grandi stanze vuote intorno al bianco cortile; i bambini puliti. Che il suo asino non avesse ferite. Ma come posso esserne certa? aveva pensato. La tua borsa. Chiede Abdallah ... viene da un mercato in Francia, gli risponde ... me la dai? Il figlio maggiore l'avrebbe portata col suo motorino fino a Sidi Bou Y ounès. Ma lei preferiva andarci a piedi ... Che vista meravigliosa! aveva pensato. Il mare affonda color acquamarina nel vento ancora più aspro, il quadrato di Ribat sulla spiaggia e la montagnola sul retro dove spunta la bianca medina con le sue mura massicce, visibile se ... in mezzo agli aranceti e ai cipressi macchiati ... minuscola. La sabbia falciava verso il capo; prima veniva la fascia degli alberghi e poi la lunga palude salata; solo quella macchia scura che usciva dalla calda bocca rovinava l'effetto. Promise ad Abdallah di mandargli una borsa. Non chiamarmi madaam, gli dice. Fenella, ripete lui, battendo gli occhi. Col bello o il cattivo tempo, quando si accovacciava con i cammellieri e li guardava e li sentiva parlare, la loro parlata veloce 'w-allah!', 'w-allah!', allora si sentiva tranquilla. 3. Jalut è a quasi un'ora di distanza, aveva pensato, ma sono quasi arrivata. Il cammello toccò la prima casa di AYnel Baraka. Cercò di raddrizzare le spalle. I bambini del villaggio la pancia contro il muro, la riconoscono, hallo bonjour, hallo bonjour. Lei riconosce i volatili, i fuochi. Hamed le aveva chiesto se voleva costruire la sua casa come le altre, non proprio, aveva risposto lei, accarezzando con le dita un tetto tradizionale, non blocchi di calcestruzzo ma mattoni rossi pieni di buchi d'aria. O di fango, letame e calce. Lui aveva scavato le fondamenta nella sabbia. Hamed le mancava, sei giorni erano lunghi da passare; anche se non c'era più niente tra loro e avevano litigato; anche se aveva cominciato a chiedersi se non fosse capitata con il fratello sbagliato. KaYs era stato operato alle undici. Hamed aveva due ore davanti a sé, era molto agitato, era senza sigarette e incapace di mangiare e bere. All'una avevano portato fuori KaYs,era steso col naso all'aria, la bocca aperta, privo di conoscenza. Hamed si era spaventato. Era stato tremendo. Anche solo uscire di casa era stato tremendo; quando erano partiti per Kéloumia, la moglie piange-

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