Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

16 SCRITTORINGLESI/ DEBERNIÈRES ragazzo. Passai in rassegna la mia vita e feci esattamente le stesse riflessioni melanconiche che avevo fatto quando Susan BoITowdale aveva rifiutato di venire con me al cinema e in compenso c'era venuta mia sorella perché le avevo fatto pena. Ma quelle riflessioni furono interrotte dalla percezione di un gradevolissimo retrogusto che mi dava addirittura l'acquolina in bocca. Recuperai la scatoletta che avevo appoggiato per terra, l'annusai di nuovo e "Ha solo bisogno di un po' di aromi" mi dissi: "aglio, qualche erbetta e ne verrà fuori una dignitosissima terrina". Schiacciai tre spicchi d'aglio e li mescolai alla carne, poi ci grattai sopra una buona dose di pepe, aggiustai con erbe di provenza e decorai con tre foglie di alloro, dopodiché ci versai sopra il buJTo fuso in modo tale che una volta fuori dal frigorifero somigliasse in tutto e per tutto a un paté. Spalmato sulle fettine di pane secco tostato si rivelò delizioso: una vera esperienza mistica. Direi che era l'equivalente gastronomico della prima volta che si fa l'amore con una persona desiderata per anni. Dovetti subire l'umiliazione di ricevere la visita della stessa società di recupero crediti per la quale avevo lavorato, ma i miei vecchi colleghi si mostrarono molto gentili e presero solo cose di cui non avevo granché bisogno, come l'orologio del nonno e il tappeto turco della mia ex moglie. Mi lasciarono il frigorifero, la macchina del gas e la collezione di libri da cucina sulla preparazione di teJTine e paté, tutta la serie di spremiaglio che avevo accumulato negli anni, macinapepe, erbe aromatiche e la batteria da cucina di pentole di ghisa francesi. Non ho mai sopportato di fare le cose a metà e ho collezioni complete di ogni cosa. Mi specializzai nella mia nuova vocazione. Le scatolette per gatti più care le utilizzai per squisiti paté con pezzi di carne interi e per preparare torte rustiche (la mia pasta sfoglia è eccezionale e le mie torte non hanno tutti quei buchi pieni di gelatinacomequelleche si trovano dalla maggior parte dei fornai). Le scatolette più economiche invece sono piene di cereali e non hanno un gran sapore a meno di non esaltarlo con pezzetti di funghi e fegatini di pollo soffritti. Il fegato di tacchino ha un sapore troppo fo1te e lascia in LINEAD'OMBRA BRITISH COUNCIL INCONTRO CONGLIAUTORI DELNUMERO SPECIALE DI"LINEA D'OMBRA" DEDICATO LlANUOVA LITTERATURA INGLESE Milano, 21marzo,TeatroLittaore17: SimonArmifage, Rosalind Be/ben, LouisDeBernières, LaviniaGreenlaw, A.L.Kennedy, nmPears,HelenSimpson, Barbara Trapido presentati daBrendanGriggs,MariaBaiocchi, PaoloBertinetti, MariaLuisaBignami, PaolaSplendore Milano, 22marzo,British(ouncil (ViaManzoni 38) SimonArmifage e LaviniaGreenlaw Bologna, 22marzo,BritishCouncil (StradaMaggiore 19,ore18) nmPearse Rosalind Be/ben Roma,22marzo,BritishCouncil (ViaQuattroF ntane 20,ore18.30) LouisDeBernières, HelenSimpson e Barbara Trapido bocca uno sgradevole retrogusto. Le scatolette a base di pesce in genere sono difficili da usare perché, a eccezione di quelle al tonno e al salmone, hanno sempre quell'inconfondibile odore di cibo per gatti, prodotto, credo, dalla presenza di un eccesso di conservanti e di sostanze esaltatrici di sapidità. Inoltre producono un'alitosi intrattabile e permanente come qualunque proprietario di gatto affettuoso è in grado di confermare. E così è successo che il cibo per gatti che mi aveva precipitato nel disastro me ne tirò anche fuori. Cominciai col rifornire il negozio di specialità alimenta1i del mio quartiere e scoprii con piacere che potevo ricavarne un profitto del cento per cento. Raddoppiai allora i miei sforzi e imparai a decorare le mie creazioni con prezzemolo e fettine di arancia. Imparai ad usare la paprika con moderazione e perfino l'assafetida. È una spezia che puzza di escrementi di gatto ma che in alcune ricette può utilmente sostituire l'aglio e da questo punto di vista è molto simile al parmigiano che, come tutti sanno, puzza di vomito ma esalta il sapore della carne macinata. Feci la scoperta epocale che con l'aggiunta di un po' di brandy greco "Seven stars" si raggiungevano risultati strepitosi e questo mi portò a sperimentare anche il calvados, il whiskey irlandese, l'armagnac, il kirsch e ogni tipo di bizzarro liquore dell'Europa dell'est e della Scandinavia. li vero salto di qualità però lo feci quando cominciai a stampare le etichette in francese, cosa che mi permise di entrare nel giro dei negozi più chic della capitale: Terrin de Lapin à l'Aile suona molto meglio di Coniglioall'Aglio,così approntai una serie di meravigliose etichette con le scritte ornate di ricci e volute. Sono diventato molto ricco, pur essendo solo a lavorare e per lo più nella cucina di casa mia. Sono molto soddisfatto. Tutti i negozi di delikatessen sono miei clienti e rifornisco i migliori ristoranti inglesi e pe1fino uno parigino. I miei prodotti hanno superato l'ispezione del Ministero del cibo e dell'agricoltura. Potrà risultare interessante per il lettore sapere che l'unico fallimento totale l'ho registrato preparando un paté d'oca non a base di scatolette per gatti. Spesso faccio viaggi in giro per l'Europa alla ricerca di marche migliori e con etichette più belle; a volte mi accompagna anche mia mogi ie che è tornata da me appena ho cominciato ad avere successo. È diventata bravissima a staccare le etichette e usa I' hachoir come una professionista. Il fegato con l'erbacipollinaè un'invenzione sua ed è lei che coltiva la maggior parte delle erbe aromatiche che usiamo. Di recente ho ricevuto due lettere molto divertenti; una di una signora di Bath che mi scrive che le mie terrine sono "assolutamente divine" e che perfino il suo persiano blu le adora. Un'altra è di un tale che mi racconta di aver appena iniziato la collezione delle mie etichette più belle e mi chiede se per caso ne ho qualcuna degli anni passati da mandargli. Gli ho risposto così: "Caro signore, il nostro direttore mi chiede di ringraziarla per la sua gentile lettera e mi assicura che se ne sta occupando personalmente." Ovviamente non gli ho più scritto né gli ho mai mandato le etichette che chiedeva. E nondimeno mi dispiace per lui, anzi sono un po' preoccupato per la sua so1te: non è difficile trasformare le scatolette di cibo per gatti in qualcosa di molto gradevole, ma cosa si fa con centinaia di barattoli di paté? Pensando a lui ho deciso di produrre tutta una nuova gamma di deliziose etichette con il regolamento di un concorso sul retro. copyright (e) Louis de Bernières 1993

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