Linea d'ombra - anno XIV - n. 113 - marzo 1996

Questa sentenza, pronunciata dall'editore del settimanale politico più autorevole, un tempo simbolo della coscienza liberale e critica della Repubblica, costituisce un grave sintomo del sostrato nazionali sta, che riaffiora dopo la fine di quel l'interim che fu la Rft per oltre 40 anni. La Rft addomesticata dagli alleati è scomparsa insieme alla Rdt; preoccupante sintomo ne è anche iI nuovo ruolo delle forze armate nella politica estera tedesca, che erano diventate quasi invisibili nella vecchia Repubblica federale. TI30 giugno 1995, con notevole indifferenza da parte della pubblica opinione, il parlamento federale ha autorizzato la Bundeswehr a effettuare delle spedizioni militari "out of area", per la prima volta dopo l'ultima guerra mondiale. L' I I luglio è arrivata a Bonn l'offerta degli Usa per una "special relationship" come potenza d'ordine e il giorno dopo la Corte Costituzionale tedesca ha approvato lo svuotamento della Legge Fondamentale in materia militare. TI14 luglio una divisione di panzer tedeschi ha sfilato lungo gli Champs Elysées e il I agosto il Presidente Herzog è volato come ospite d'onore a Varsavia per le commemorazioni della rivolta del ghetto, cinquant'anni fa. li 31 agosto le ultime truppe russe hanno lasciato il suolo tedesco e Elstin in persona ha chiesto scusa per il disturbo. Nel mese di settembre ha avuto luogo una serie di manovre militari con gli stati dell'est, formalmente nell'ambito del programma Nato "partnership far peace", ma de facto sotto il comando tedesco. Nel mese di dicembre sono poi cadute le ultime resistenze a livello parlamentare contro un impiego diretto dei cacciabombardieri tornado tedeschi in Bosnia. Alla fine del 1995 si poteva costatare che la Germania è diventata ormai un paese "normale", che rivendica la sua partecipazione alla ripartizione del mondo, come se niente fosse stato. interventi bellici, ovvero di "preservazione della pace", sono ormai ordinaria amministrazione laddove sono in questione anche interessi tedeschi. In tale prospettiva un controllo tedesco delle armi atomiche europee o no appare ormai una questione di pochi anni. li 3 ottobre era stato decretato dal governo giorno di festa nazionale, e cioè giorno dell'unità tedesca, e doveva costituire la vera festa di liberazione dell'anno. Le feste della birra per il popolo non sono mancate e i discorsi ufficiali sono stati, come sempre, lontani da ogni concretezza. In essi è stato celebrato - in mancanza di un popolo unito come soggetto politico- l'unità dello stato come entità astratta. La sola esistenza di uno stato unito dovrebbe costituire già un motivo di gioia per i tedeschi; viene cioè celebrato come meta quel che dovrebbe essere la premessa o la base di partenza per un futuro - migliore? peggiore? - dei cittadini nell'intero paese. ln mancanza di risultati trionfali e in assenza dei "paesaggi fiorenti" vagheggiati cinque anni fa dal cancelliere Kohl, mass media e opinione pubblica si sono allineati su una tonalità di gioia sommessa. Si è già compreso da parte dei più avveduti che il consenso che molti comfort occidentali hanno prodotto nel l'est del paese non è un consenso di fondo, cioè è meno stabile del consenso sociale occidentale. Ma un'analisi critica delle reali trasformazioni che i cittadini orientali hanno dovuto subire negli ultimi anni manca del tutto nei grandi media occidentali. Si ha quasi l'impressione che la verità delle reali condizioni di vita dell'ex Rdt vada oltre le capacità occidentali di differenziazione. La trasformazione economica, politica e complessiva nell'ex Rdt ha sconvolto vita e aspettative di milioni di persone. Chi ha più EDITORIALE/KUBY 9 di cinquant'anni ha grosse difficoltà psicologiche ad ambientarsi alle nuove circostanze, le condizioni di vita non sono più calcolabili, e neanche l'adattamento preserva dalla disoccupazione. Molte famiglie sono dilaniate da sensazioni di estraniazione, lo stacco generazionale è stato radicalizzato. "Quanti anniversari dovranno passare ancora finché si concederà un po' di giustizia alla Rdt?" si è chiesto GUnterGaus (ex rappresentante della Rft nella Rdt ed esponente di primo piano della Ostpolitik della Spd). Una domanda che suona quasi retorica se si considera iI fatto che il non aver rispettato, nel processo di riunificazione, i compiti costituzionali fissati dalla stessa Legge Fondamentale della Rft ha messo una pesante ipoteca sullo sviluppo futuro della società tedesca, oltre a costituire un'autentica violazione del la costituzione stessa, come non si stancano di ripetere pochi intellettuali come GUnterGrass o lo storico Christian Meier, che considerano la via intrapresa dell'annessione della Rdt come una "occasione perduta" 7 • La storia tedesca è ricca di occasioni perdute, l'ultima appunto quella di non aver scelto la costruzione di una "confederazione dei Uinder tedeschi" su base democratica, che avrebbe permesso un nuovo equilibrio tra est e ovest, diverso da quello indotto da una nazione di ottanta milioni di abitanti che ha di fatto un ruolo-guida in Europa e nella quale si parla ormai apertamente di nuove responsabilità derivanti dalla sua posizione "geopolitica". Note I) J. Hoffmann, Stalins Vernichtungskrieg /94/-/945, MUnchen, 1995. 2) Dibattito politico-storico sull'interpretazione del Terzo Reich, scaturito dalle tesi revisioniste e apologetiche di E. Noite, pubblicate nel 1987 dal quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung". 3) Cfr. J. Elsasser, Wenn das der Fiihrer hiilte er/eben diilfen, Hamburg, 1995, pp. 15-23. 4) Disciplina storica della Rft che ha per oggetto l'epoca dei "contemporanei" (Mitlebenden), iniziata secondo laperiodizzazionedi Hans Rothfels del 1953 con la svolta epocale del 1917. 5) Il Cancelliere Helmut Kohl ha usato la formulazione "grazia della nascita posteriore" (Cnadeder spéiten Ceburr)durante la sua prima visita di stato in Israele, per segnalare la sua non-responsabilità anagrafica per il Terzo Reich. 6) Th. Heuss, primo Presidente della Rft (1949-59), votò I' Erméichtigungsgesetz a favore di Hitler nel 1933; H.LUbke, Presidente della Rft dal 1959 al 1969; W.Scheel, Presidente della Rft dal 1974 al 1979; K. Carstens, Presidente della Rft dal 1979 al 1984; L. Erhard, Ministro per l'Economia dal 1949 al 1963, Cancelliere federale dal 1963 al 1966; K.G.Kiesinger, Cancelliere federale dal 1966 al 1969; Hermann J. Abs, direttore della Deutsche Bank dal 1938, che sedeva nel 1942 in quaranta consigli di amministrazione di imprese tedesche, compreso quello dell'IG-Farben. Condannato in Jugoslavia come criminale di guerra a quindici anni di lavori forzati, ma mai consegnato dalle truppe britanniche, Abs divenne nel 1948 direttore della Banca per la Ricostruzione, per riprendere poi le fila della Deutsche Bank. 7) G. Grasse Chr. Meier in una tavola rotonda sul tema: "Il significato del 1945 nel 1995", tenutasi nella Staatsbibliothek (West) a Berlino, il 14 maggio 1995.

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