NELCUOREDELL'EUROPA INMEMORIADIERNESGTELLNER GabriellaGiannachi Qualche anno fa, durante una tipica cena cantabrigense, confessai a uno studioso del posto di non essere mai stata a Praga. Poche settimane dopo questo studioso mi sollecitò a visitare la città quanto prima possibile. Fra una telefonata e l'altra gli rivelai che avrei desiderato scrivere un servizio sul teatro ceco contemporaneo e, in un batter d'occhio, ricevetti una lettera con una lista di nominativi, indirizzi e numeri di telefono da far invidia ad uno storico del teatro. Al mio arrivo a Praga, questo studioso mi prelevò al l'aeroporto, mi scarrozzò attraverso il centro storico per ore, fino ad arrivare ormai a tarda notte sul ponte Carlo. Solo allora osò interrompere il mio fiume di parole di ringraziamento; gentilmente mi fece ruotare su me stessa e io mi ritrovai di fronte uno degli scenari più straordinari d'Europa: la veduta del castello (Hrad) dal ponte Carlo di notte. Quando finalmente trovai le parole per esprimermi di fronte a tanta bellezza, lui mi ricordò che Praga era seducente quanto distruttiva, che poche altre città al mondo si erano lasciate soggiogare così facilmente dagli "ismi" (il nazismo, il comunismo e infine il capitalismo). "Bada", mi disse, "bada bene perché questa è la città più irresistibile e terrificante d'Europa. Bada che non si prenda gioco di te. Bada che non ti porti via con sé". Sono passati pochi anni da allora e il mio amico studioso non c'è più. Praga se l'è po1tato via in pochi istanti, senza che neanche se ne accorgesse, almeno così dicono gli amici e i conoscenti che lo hanno assistito negli ultimi istanti della sua vita. E così, domenica 5 Novembre, ci ha lasciati, a Praga, la città d'origine, la città che tanto aveva sognato e alla quale tanto aveva desiderato tornare, prima da giovane ebreo espatriato e poi da intellettuale anti-comunista, il noto filosofo e antropologo Ernest Gellner - nato e morto a Praga, nel cuore dell'Europa, per un fulmineo e inaspettato attacco cardiaco. Chissà, forse questa straordinaria città ha voluto tenersi tutto per sé l'uomo che alla fin fine l'amava e la desiderava più di chiunque altro. Nato a Praga nel 1925, Ernest Gellner proveniva da una famiglia ebrea intellettuale. Dei suoi avi si è scritto altrove- uno, sotto falso nome, è anche protagonista di un noto romanzo ceco, un altro è ritratto in una celebre taverna nel cuor cuore della città. Gellner fu costretto a lasciare una Praga nazista nel 1939 e, come tanti altri, raggiunse con la sua famiglia l'Inghilterra, dove studiò prima a St Albans, poi Balliol. Alla fine della guerra, ritornò a Praga solo per essere però nuovamente cacciato, questa volta dai comunisti. Nel 1945, Gellner completò così gli studi a Oxford, divenne docente universitario a Edimburgo e, due anni dopo, si trasferì alla celebre London School ofEconomics dove tenne per trentacinque anni una cattedra in filosofia. Nel 1984Gellner si trasferì nuovamente, questa volta a Cambridge dove gli venne conferita una cattedra in antropologia che lasciò nel 1993 per recarsi finalmente a Praga, dove, sino alla sua morte, ha diretto un centro per lo studio del nazionalismo alla Centrai European University. Gellner trascorse gli ultimi anni della sua vita fra una città e l'altra, rivelando un'energia e un vigore che pochi sarebbero in grado di eguagliare. Dotato di un irresistibile senso del!' umorismo, Gellner era anche un uomo di poche e pungenti parole. Il suo rigore intellettuale era lucido e sferzante, le sue analisi affascinanti, provocanti e talora sovversive, la sua modestia e generosità nei confronti dei suoi colleghi e studenti ammirevole, quasi proverbiale. Gellner era satirico e polemico, talora anche combattivo, sempre appassionato, sempre innovativo. Sempre attento, sempre superimpegnato, Gellnernon trascurava mai nulla, né nessuno. Altrettante persone hanno beneficiato delle sue affascinanti teorie filosofiche e antropologiche quante hanno beneficiato del suo generoso supporto come uomo e come intellettuale. Fra gli amici, gli studiosi, gli studenti Gel lner non faceva differenze di razza, rei igione ed età: con la stessa passione con cui scriveva un libro dopo l'altro, Gellner aiutava chi lo cercava, sempre curioso, sempre disponibile, sempre affascinante e, soprattutto, sempre impegnato lucidamente nella vita come sul lavoro. Con la sua morte il mondo intellettuale europeo perde uno dei suoi più straordinari e generosi protagonisti. Scioccata, come tanti altri, dalla sua inaspettata e dolorosa scomparsa, spero di essere perdonata dagli studiosi del suo campo per aver dedicato alcune parole per ricordare l'uomo. Lascio naturalmente a loro il compito di ricordare la sua opera. LINEDA'OMBRA Sonloietdi iannuncilanruemesrpoecialdei"LINEDA'OMBRsuAl" "NEWBRITIWSHRITING" inusciatamarz1o996 contestei poesie di: SimoAnrmitagReo,saliBnde/ben, LouDiseBernièrLeas,vinGiareenlaw, A.LK. ennedTyi,mPearHs,eleSnimpson, BarbaTrarapido Il BRITICSOHUNCIL annuncilicaonvegno letterareioilcicldoiconferenczhesiterrannionoccasiodneelnumesropecialceui sarannporesengtliautori
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