Linea d'ombra - anno XIV - n. 112 - febbraio 1996

Un uomo si chinò e gli toccò la spalla. "Zio Dubbo?" Se è lo zio Dubbo, pensò, abbracciando con un solo sguardo i pantaloni e la giacca stirati con cura e il viso ben organizzato che ci stava sopra, allora i chirurghi plastici hanno fatto un lavoro di prim'ordine. "Signore, non può starsene sdraiato qui tutto il giorno. Ci sono leggi contro il vagabondaggio nello stato di Victoria." "Oh." Quando si alzò vide che aveva lasciato sulla moquette una macchia umida di sudore a forma di persona e, prima che avesse raggiunto la po1ta della toilette per uomini, la gente cominciava a notarla. Nella scintillante stanza da bagno, Thomas Awkner si spruzzò acqua sul viso e si guardò spavaldamente nell'ampio specchio. Era alto. I fini capelli biondi erano arruffati ma non del tutto indecenti. li viso era scarno e i lineamenti sottili e (forse, pensò, per via del caldo) persino vagamente eleganti. A questa vista si sentì di nuovo perforato da quella strana sensazione. Sentì qualcosa muoversi nel gabinetto dietro di lui ed ebbe improvvisamente paura. Toccò la busta in caita di Manila dentro la camicia. Era un corriere. Un corriere curioso. Qualunque cosa fosse quella che trasportava, lo sapeva, era abbastanza importante perché qualcun altro la volesse. Forse tutti. Thomas Awkner corse fuori dal la toilette e tornò in fretta al l'entrata del la gal Ieria, dicendosi con fervore: "Ho una missione.". Fuori, sotto un sole accecante, i furgoncini dei gelati avevano parcheggiato all'ombra degli alberi che fiancheggiavano la strada. La gente era seduta intorno al perimetro della fontana. Un vento caldo muoveva le foglie cadute lungo i marciapiedi e il traffico passava, fumante. Nessun segno dello zio Dubbo. Ancora venti minuti. Si chiese che cosa gli avrebbe detto. Era passato un anno da quando aveva visto suo zio Dubbo, e tuttavia, in tutto il tempo in cui lo zio era andato e venuto, dentro e fuori dalla sua vita, non lo aveva mai osservato attentamente. Lo zio Dubbo non lo coinvolgeva mai in una conversazione. Magari avrebbe messo il vecchio alle corde prima della consegna. Fino a che punto voleva questa busta? Che cosa avrebbe fatto per averla? Com'era veramente lo zio Dubbo? Che cosa aveva fatto in tutti questi anni? E quei grigi fantasmi, i suoi fratelli? Li ricordava appena. Magari, pensava, un paio di domande potevano essere il prezzo della consegna, questa volta. Era stata davvero una bombola aerosol a far saltare la testa al vecchio? Che cosa significa tutto questo? Che cosa ho fatto veramente in tutta la mia vita, per la miseria? Thomas tirò fuori il biglietto di ritorno e lo rigirò tra le mani. Ficcandoselo di nuovo in tasca, comprò un gelato e sedette sul bordo della fontana. Due ragazzini si tirarono via la camicia e fecero due tuffi bassi nell'acqua, smuovendo un deposito di foglie e sacchetti di patatine mentre rasentavano il fondo per poi rispuntare senza fiato sotto il ca1tello VIETATO ENTRARE NELLA FONTANA. La gente schioccava la lingua in segno di disapprovazione. Thomas guardò i ragazzini, pieno di invidia. Si era rimesso la giacca per coprire il rigonfiamento della busta e il caldo era fastidioso. Osservava i ragazzini immergersi e rispuntare con le monetine. Una donna vicino a lui, con i seni allungati e il viso allungato, spiegazzò la borsa della spesa facendo un rumore secco con la lingua. "La gente per bene ci butta i soldi lì dentro. Per esprimere desideri." Lui la guardò. La luce riflessa dall'acqua era inclemente verso il viso della donna. Thomas aprì la bocca per parlare, poi la richiuse. Un momento dopo se la lasciò scappare lo stesso, con un largo sorriso da prete. "Beh, così faranno anche loro quando diventeranno vecchi e stupidi." AUSTRALIA/WINTON 71 La donna lo fulminò con lo sguardo e si voltò dall'altra pa1te. Con le mani piene di monete, i due ragazzi attraversarono di corsa il marciapiede verso i furgoncini di gelato, mentre le impronte evaporavano dietro di loro. Quando tornarono con i coni gocciolanti e la faccia tutta impiastricciata, Thomas Awkner si stava slacciando le scarpe. La donna si girò a fissarlo. Lui ricambiò il suo sguardo e senza distogliere gli occhi dai suoi si lasciò scivolare nell'acqua. La donna strillò, scrollandosi le gocce dall'abito, mentre Thomas Awknernuotavacon vigore nella fontana melmosa, il cono di gelato in mano, per la gioia dei ragazzini. L'acqua fresca gli si infilò rapidamente nei vestiti e gli venne voglia di cantare. La sua mente si schiarì e ricordò le parole di suo padre. Riposandosi all'estremità della fontana, guardò i ragazzini finire il gelato e agitarsi nell'acqua per raggiungere il punto in cui lui stava flottando all'ombra della galleria. Dietro di loro vide la giacca sportiva e i baffi a mo' di piumino dello zio Dubbo. Thomas si sdraiò sul dorso. Fece zampilli d'acqua come una balena. Non l'aveva visto. Lo zio Dubbo aveva gli occhi neri. Apriva e chiudeva i pugni come se fosse sempre sul punto di sferrare un colpo. A Thomas tornarono in mente nuvole soffocanti di fumo di sigaretta, istruzioni prive di tono, un piatto lanciato. Toccò il rigonfiamento fradicio nella camicia. I ragazzini si tuffarono intorno a lui e sentì dentro di sé il suono di una risata. La strana città gli rimbombava nelle orecchie: suono e vista sconfinati. Lo zio Dubbo camminava avanti e indietro, i pugni in tasca. Thomas Awkner flottava. segno AnnoXXI - N. 170 - Novembre-Dicembre1995 Abbonamenti 1996: ordinario: L. 70.000, sostenitore: L. 200.000, estero: L. 150.000. Un numero: L. 10.000, arretrato: il doppio. Gli abbonamenti vanno effettuati sul conto corrente postale n. 16666901 intestato a: Centro Culturale Segno, Casella Postale 565, 90100 Palermo. Tel. 091/22 83 17 1 A Settimana Alfonsiana Una cultura mite per la città Interventi di: Nino Fasullo - Franco Providenti Goffredo Foti - Enzo Bianco Antonio Sassolino - Leoluca Orlando Pianeta carcere interventi di: Giovanni Fiandaca - Angela Salvio Amato Dessì - Maria Teresa Ambrosini Antonio Di Masi - Mario Gozzini Sarajevo e oltre. Pace e diritti interventi di: Nino Fasullo - Giulio Marcon Raniero La Valle - Nunzio lncardona Salvatore Nicosia

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