"È vero" disse Williams ad alta voce. "Non si potevano arare i campi. C'era sempre una dozzina di neri o più nei dintorni pronti ad aggredirti". Ognuno di loro, a turno, diede la propria versione, poi Burns testimoniò in qualità di pubblico ministero. L'avvocato difensore chiese la libertà per gli uomini affermando che la proprietà privata deve essere protetta,poichéquesta è una terra nuova e si deve lottare per conservareciò che gli appartiene.La giuria rimase fuoridal!'aula soltanto dieci minuti, poi rientrò con il verdetto. Il portavoce dei giurati parlò alla corte. "Vostro Onore, riteniamo che le persone di fronte alla corte abbianoagitonel!'unicomodopossibile.Reputiamodi grandevalore il diritto alla proprietà e daremo il nostro appoggio a chiunque desideri far fruttare la propria terra. Perciò dichiariamo gli imputati non colpevoli". Grida di gioia scoppiarono fra gli uomini di Mackay mentre si scambiavanopacche sulle spalle.Crearly e Williams urlarono "olé" e diedero lamanoal lorodifensoree ai membridellagiuria.Fuori, sui gradini del tribunale,Mackaye i suoi si guardaronoattorno.Stavano ancoraesultando. Erano liberi, liberidi tornare a casa e ricominciare tutto da capo. li lungo viaggio li aveva messi fuori combattimentoe adessoavevanobisognodi qualcosache li tirassesu. Venne restituita loro una somma imprecisatadi denaro. Scorsero un localedi fronte al tribunale e vi si diressero. Lacittàdi Sydneyera un fermentodi attività.Persinoqui c'erano degli aborigeni. Alcuni si erano dipinti il viso con i colori della loro tribù e l'unica cosa appai1enenteal mondo dei bianchi che alcuni indossavano era la bombetta. Ce l'avevano in molti. Alcune donne cercavanopersinodi vestirsicome le signorebianche.Ampi cappelli e abiti con maniche a sbuffo e la sofferenza dipinta sul volto. Un convogliodi condannatipassòper lestradesottostrettasorveglianza. Trasportava al porto del legnameda spedire. Mackay e i suoi entrarono disinvolti nel pub e si sedettero a un tavolo separatoda un altro mediante una parete. Alcuni uomini con l'uni formedel governatorestavanopranzandoall'altro tavolo.Guardarono i nuovi arrivati mentre si sedevano rumorosamente ridendo ancora per il processo. Beai e Somers si scambiavano pacche sulle spallementreCrearlye Mackayaccendevanodei sigarichequalcuno aveva dato a Mackay all'uscita dal tribunale. Williams sogghignò appoggiandosi allo schienale. "Che corte" disse. "Tutta questa stradaper niente, soloperessere lasciati andare". "Non sapevanoniente.Questecm1iinglesisono severe,mi aveva messo in guardia Burns" stava dicendo Connors. "No, è stato facilecon questa.Non sonopoi così severe" affermò Mackay. "Avrebbero potuto renderci la vita un po' più difficile, ha ha ha, non permetterci di farla franca tanto facilmente"disse Collinswood ridendo e facendo un cenno con la mano a un cameriere. I signori sedutidi fiancoudironoogni singolapai·olae due di loro si alzaronoe, girandoattornoal tavolo,affrontaronoMackaye i suoi. Gli altri rimasero seduti a guardare ciò che stava per succedere. "Così pensateche questecorti inglesinon sianoabbastanzabrave per voi, signori?" La domanda fece trasalireMackay e i suoi. Alzarono lo sguardo per vedere chi stava parlando. L'uomo davanti a loro stava facendo una domanda. Indossava un'uniforme bianca e nera ed era anche giudice e funzionariodel governo australiano. "Ve lochiedoancora,signori,pensatechequestacorte inglesesia stata troppo indulgente nei vostri confronti?" Pensandoche nonci fossenulladi malee vistocheneeranoormai fuori, Beai rise di nuovo. "Ha ha, non ci possono fare più niente. È finita ormai". AUSTRALIA/DRAPER 67 "Lo pensate davvero, signori?" disse ad alta voce un compagno del funzionario, una specie di tenente. Aveva un gallone, per cui doveva essere qualcuno di importante per stare con quest'altro gentiluomo in uniforme. "Questo signore è Sir NeviI McKenzie, giudice e funzionario del governo" disse iIgiovane, "e iosono vice ispettore della poiizia. Aquanto pare non siete soddisfatti dell'esito del processo di questa mattina. Forse sarete soddisfatti da una corte australiana domani. Arrestate e incarcerate questi uomini. Provvederò subito a fare istruire un nuovo processo. Francamente non sono soddisfatto del modo in cui la corte ha proceduto. Deve essere fatta giustizia, e se dobbiamo vivere fianco a fianco con lagente di questo paese, alIora dobbiamo essere equi in ogni cosa". Era il discorso più lungo che il giovane Malcolm F. Lubeck avesse mai fatto, ma parlò con sentimento e sincerità. Chiamarono la polizia e gli uomini furono incarcerati di nuovo. "Ehi, non potete farci questo" disse Mackay. "Siamo stati processati una volta e ne siamo usciti liberi. Non potete farci un altro processo". "No" replicò Sir NeviI McKenzie. "Voi stessi avete affermato di non essere soddisfatti del processo. Avete detto che sono stati troppo indulgenti nei vostri confronti". "Vediamo come ve la cavate con la nostra corte, signori" disse il giovane Lubeck. Mentre stavano ancora protestando e discutendo, Mackay e i suoi vennero portati in carcere e si incominciò a istruire un nuovo processo. Il giorno seguente, il primo giorno del nuovo processo, gli uomini vennero portati davanti a un giudice e a una giuria composta da soli cittadini australiani. Burns rappresentava ancora una volta il pubblico ministero. Raccontò nuovamente come fosse andato là e avesse visto ciò che gli accusati avevano fatto a tanti poveri neri ignari, la carneficina, il massacro. Non tralasciò nemmeno il più piccolo particolare e chiese la pena massima per un tale reato. Consapevoli di aver parlato troppo presto, gli accusati cominciarono a mentire per riuscire a salvarsi. Dissero di aver ucciso i neri solo per vendicarsi di quello che questi avevano fatto alle loro proprietà e al loro bestiame. Affermarono di aver fatto semplicemente ciò che chiunque altro avrebbe fatto se la sua fattoria fosse stata sotto la costante minaccia di questi selvaggi. Dopo aver riassunto il caso la giuria uscì e poi rientrò con il verdetto. Gli imputati si alzarono e osservarono il portavoce della giuria mentre parlava. Tutti avevano un ghigno stampato sul volto. Erano certi che ne sarebbero usciti nuovamente indenni, proprio come l'altra volta. "Colpevoli, Vostro Onore" disse il giurato. "Non potevamo passare sopra questo increscioso delitto e lasciare che magari si ripetesse da qualche altra parte. L'inutile massacro di così tante giovani vite non era necessario. Perciò chiediamo la pena massima per un tale delitto". Il giudice guardò gli imputati e parlò a bassa voce. "Signori, ritengo che la sentenza che emetterò oggi sia commisurata al caso e penso che farà nascere un sentimento di frateIlanza fra le due razze: i coloni bianchi di questa terra e i neri a cui questa terra appartiene. Perciò condanno voi, Frank Mackay, Leslie Beai, George Crearly, Leslie Frederick Somers, Bill Williams, Edmund Connors e James Collinswood all'impiccagione, alle quattro di oggi, giovedì 18 marzo 1885. Dio abbia misericordia delle vostre anime". li giudice si alzò e uscì. Gli uomini vennero portati in carcere; ridotti al silenzio dallo choc, non riuscivano a parlare. Nessuno assistette all'impiccagione e nemmeno alla sepoltura. Quel giovedì un prete fu visto entrare, uscire poco dopo e allontanarsi.
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