64 AUSTRALIA/DRAPER Jim Collinswood fece un cenno di approvazione. "Sì, sì" disse. "Sì, credo che pianterò tutto anch'io" disse Fitzwilliams. "Senza grana non c'è molto da fare". Frank Mackay si alzò e raccolse i bicchieri per un altro giro. Si diresse verso il bancone proprio mentre un vecchio nero stava entrando. Mentre Mackay stava al banco, il vecchio gli era vicino, dall'altra parte del vetro, anche lui in attesa di essere servito. "Ehi, Cobra" disse il barista quando, entrando nella sala, scorse il vecchio. Ruben Georges era un omone cordiale con la barba nera e una pancia prominente. Indossava una camicia a righe a maniche lunghe, pantaloni di velluto marrone a coste e stivali neri. Un ampio grembiule bianco completava il quadro. "Cosa vogliamo, eh?" chiese Georges a Cobraboor. 'Tabacco, farina e qualche fiammifero" rispose il vecchio Cobraboor. "E anche qualcosa da mangiare". "Bene, amico. Fa' vedere cos'hai oggi" disse Ruben Georges prendendo iIsacchetto che iI vecchio Cobraboor gli aveva porto. Le pepitecadderosulla bilancia catturando lo sguardo di Frank Mackay che per un istante si dimenticò di ordinare da bere. "È un peso massimo, amico" disse Ruben Georges. "Hai della buona merce, da qualunque parte venga". Il vecchio si limitò ad annuire e aspettò con pazienza di essere pagato. Mackay guardava con la coda dell'occhio mentre l'oro veniva pesato e messo al sicuro. Vide Georges parlare col vecchio Cobraboor e dargli del denaro. "Siedi qui Cobra, e ti faccio servire subito. Il solito, vero?" "Un po' di farina, un barattolo di vernice nera e dei chiodi per il tetto". "Ehi, Peter" urlò Ruben a qualcuno nel retro. "Prepara l'ordine del vecchio Cobraboor e aggiungi anche dei chiodi per il tetto e un barattolo di vernice nera. Dagli anche un bel po' di tabacco". Solo allora Ruben Georges si mise a preparare l'ordinazione di Frank Mackay. Era un Frank Mackay molto tranquillo e pensieroso quello che si risedette al tavolo e che distribuì i bicchieri ai compagni. Questi notarono l'espressione corrucciata del l'amico. "Che c'è, Frank?" chiese Les Beai. "Hai la faccia di uno che ha perso un biglietto da dieci sterline e ha ritrovato sei pence". Tutti risero. "Vi dirò fra un attimo, intanto andate avanti a parlare" disse Mackay sottovoce mentre continuava a osservare il vecchio che aspettava il suo ordine. Gli uomini notarono il suo interesse, ma non dissero niente, seguitarono a bere e a parlare. Lo sa il cielo quante volte lo avevano visto nelle ultime settimane. Dicevano che si chiamava Vecchio Cobraboor. Ruben Georges po11ò fuori il sacco stracolmo e lo diede al vecchio Cobra che fece un lieve cenno col capo e uscì diretto verso casa. Frank Mackay si voltò verso i suoi e parlò. "Uscite come se niente fosse e poi vi svelerò un segreto". Detto questo si alzò lentamente e uscì. Gli altri uscirono piano piano e si appoggiarono alla ringhiera del locale. "Vedete quel vecchio gonzo là davanti?" chiese Mackay. Gli altri annuirono. "Bene, quello che ha appena messo sul bancone là dentro è la cosa più bella che abbia mai visto. Pepite d'oro e pesi massimi, per giunta". Jim Collinswood fischiò. "Oro, eh? Cosa non dare.i per scoprire una miniera d'oro in questo momento". "Perché non scoprire invece la sua miniera d'oro?" disse Mackay. Gli uomini lo fissarono. Il grande Ed Connors parlò ad alta voce accendendosi intanto una sigaretta. "Beh, tanto per cominciare con quell'oro potrei fare un sacco di cose, se l'avessi". "Sì, sì," disse Somers "potrei risistemare al meglio la mia fattoria e comprare altro bestiame. Perché dobbiamo starcene qui a mani vuote quando quei neri hanno quello che noi vogliamo, dico . ?'' IO. Il vecchioCobrabooreraormai fuori dallacittàedera proprio ciò che Mackay stava aspettando. "Facciamo una cavalcata e vediamo dove va" disse Mackay dirigendosi verso il suo cavallo. "Magari riusciamo a convincerlo a mostrarci la sua miniera d'oro". Andarono con calma verso il luogo dove erano legati i cavalli e vi montarono sopra. A un cenno di Mackay pai1irono all'inseguimento del vecchio. Cobraboor, allontanandosi dalla città, si diresse in fretta verso il bush e non appena fu avvolto dalle sue mutevoli ombre, con la borsa sotto il braccio accelerò il passo. E fece bene. Dalla strada proveniva lo scalpitio dei cavalli alle sue spalle. Si fermò di colpo e si voltò. "Quegli uomini del pub" disse Cobraboor fra sé e sé. "Ho visto uno di loro guardarmi al bancone. Adesso avrà detto ai suoi amici del mio oro e forse mi stanno cercando. Potrebbero farmi del male, perciò devo nascondermi". Lanciò svelto la borsa sotto una macchia di cespugli e si nascose. Gli uomini passarono al galoppo e andarono dritti al campo. Lo stavano cercando ma a quanto pareva non lo trovavano. Dovevano essere passati due o tre volte quando finalmente si diressero verso il campo dei neri, su lungo il torrente. "Probabilmente ci ha visti arrivaree si è nascosto" disse Williams. Crearly parlò a voce alta. "Chissà dov'è finito quel vecchio gonzo". "Andiamo comunque al campo. Là sapranno qualcosa, o almeno dovrebbero" disse Mackay. "Sì, sì, andiamo" disse Williams e spronarono i cavalli al galoppo. Il campo era fatto di baracche di lamiera, vecchi tuguri e catapecchie con brandelli di sacchi e vecchie coperte al posto delle porte. Alcune avevano muri e tetti di corteccia. Era un campo abbastanza grande con qualche bastardino qua e là. Era molto tranquillo. Probabilmente stavano tutti dormendo o cucinando o facendo qualcosa di simile. Dall'altra parte del torrente c'era un grande recinto per il bestiame, alto e costruito con tavole squadrate in modo rozzo. Aveva un solo ingressoedentroc'eranoancoradegli alberi. L'acqua del torrente era molto bassa e scorreva appena. Non pioveva da mesi ormai. La siccità si protraeva da tempo. I cani scorsero gli uomini che entravano nel campo a cavallo, e come si infuri,u-ono! La gente uscì dalle baracche per vedere cosa stava succedendo. Mackay e i suoi si fermarono in mezzo al campo. Occhi curiosi erano fissi su di loro mentre si guardavano in giro prima di smontare da cavallo. "Buongiorno a voi" disse Mackay alla gente che si stava accalcando. I bambini erano aggrappati alle sottane delle madri. "Buongiorno, buongiorno," rispose qualcuno. Altri fecero un semplice cenno col capo. "Cosa volete da noi?" chiese un vecchio staccandosi dalla folla e facendosi avanti. "Bè, questo dipende da quello che avete da offrirci" rispose Mackay. Crearly si chinò avvicinando il volto a quello del vecchio. "Sì," disse "non avete in giro ancora un po' di quella roba luccicante?" "Roba luccicante?" esclamò il vecchio.
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