Enrico Brizzi. FotoG Giovannetti/ Effigie. hypocrite, dimenticala finzione,perdelapercezionedellacontiguità tra l'inautenticouniversotelevisivoe l'universo letterario,o, più in generale,traimmaginee parola,che, invecesifondanosulmedesimo linguaggiostrutturato.La letteraturaè lavoroalfabeticosullestrutture del linguaggio:inquestosensoessasioccupaanchedi televisione,di persuasionevisiva,di suggestionefonica,di modalitàdell' infoimazione,dellanarrazione,dellamemorizzazione.Moltideimieistudenti -ma suppongomoltedelledecinedimigliaiadi lettori-erano alla loroprimaesperienzadi lettura(questoè undatoche nonscandalizza piùnessuno,almenoa livellodellescuolesecondariesuperiori),per cui quelprimolibroavrebbedovutosoddisfareanchealtrequestioni: che cos'è letteratura?Perché leggere?Perchéè bello leggere? Ebbene,seleggereèbelloperchéciconfortanellanostrasituazione,perchéci raccontadiciòcheè (sembra)uguale,se letteraturaè una cosaa sé,edè piùvera,perchéèdiversadallatelevisione,se letteratura è unoscimiottamentodi un parlatoestraneoeppureassumibilecome proprio, se letteraturaè lessico esplicitoe interpunzioneballerina (come nei diari: tutto qui lo scarto poetico?),se tutto ciò alla fine fornisceun quadretto (alias un idillio)rassicurantee delicatamente elegiaco,rendendolagioventùqualcosadimorbidoeresponsabile,un passaggio,unafasedi transizione,dimaturazione,secondolamigliore tradizionedel Bildungsroman borghese,ebbene, dicevo, qui c'è qualcosache non va: l'effimero soggettodel "giovane", comparso nellastoriarecentetratantistenti,comeentitàcompiuta,come spazio immaginariosviluppatoe non,dunque,maturando,vadissolvendosi. È una cancellazione,la perditadi una voce importante,che francamentemi preoccupa.Lancio il sasso, lascioad altri le dietrologiche illazioni.Torniamoai libri. Qualcosa,circala funzionesocialedella letteraturasta mutando (in tal caso, il fenomeno Tamaro non sarebbe più nwnstrum, ma norma: Susanna Tamaro, piaccia o non piaccia, è oggigiorno la Letteratura,se ilsignificatoalleparolecontinuaadarlol'uso):nonpiù discorsoradicalmenteallegorico,esperienzadelladiversità,moltiplicazione affabulatoriadelle realtà (pluriverso),vaporizzazionedel soggettoedellesuecertezze,laletteraturamassificataèoggidepositatia di immagini, situazioni, personaggi confortanti, stabili. Contro l'inautenticitàdell'immagine onnipervasiva,e perdendo, ripeto, il sensodellacontiguitàlinguisticatra ledifferentivisionidelmondo,il librodiventailluogodellaparolavera,dellarealtàvera,delcuoredella realtà:cheparliSiddhartao il vecchioAlexo lanonnadellaTamaro, poco importa. Questocercanoglistudenti,aldi làdell'evasionenellapu/p.ficlion (horror,cyberpunk,esote1ismie orientalismidaedicoladellastazione:altrocontroriformisticoaddomesticamentodellefobiecensurate). Credocheai mieilettori-studentisiasfuggitounfondamentalesenso della lettura:Enrico Brizzi, da scrittore provetto, ha usato luoghi comuniper raccontareuna storia(luoghicomuniattinentiall'immaginariodella"nuovagenerazione").Bene,inletteratura,diversamentecheneiserissimidibattitichesaturanolanostraquotidianità,iluoghi comuninonsonounabruttacosa,daadditareconsdegnooderisione. Ildiscorsoletterariosi avvaleda sempredi tòpoi, di loci communes di spaziconvenzionaliper apparecchiareil primolivellodi intesacon il lettore,laprimabasilarepossibilitàdi comunicazione:trovataquesta primaintesa,eccoche si puòtentaredi direaltro,EnricoBrizzigioca con i luoghi comuni, con i frammenti del discorso giovanile (e i frequenti rimandi espliciti, dal giovane Holden ai romanzi di De Carlo, non sono che elementari segnali tenitoriali, denominazioni d'origine del genere, definizioni dell'architesto), così come ogni scrittore,volenteo nolente,giocacoi tòpoi delgenereletterario,nella speranza, magari di provocare una torsione, una mutazione, una minima innovazione.Insomma, il racconto(al limite,anchequello statisticoe pubblicitario)della "nuova generazione" è un genere letterario,ecometalevapreso:ilvecchioAlex,mieicaristudenti,non è comevoi,nonpotràmai esserlo,poichénonesiste:è un'immagine vana,comequelladellatelevisione.Va decodificata.E voi non siete come Alex: forse vorresteesserlo,ma non potete.EnricoBrizzi ha scrittoun libro,non ha raccontatola vostrastoria.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==