JACKFRUSCIANTE ~ EENTRATOIN CLASSE APPUNTISUUNAESPERIENZA SCOlASTICA EnzaMansueto Inquanto lettore,scrittoree professore,quandorivestoi pannidi quest'ultima funzione è inevitabile che molte delle mie energie vadano a investire le pratiche reiette della scritturae della lettura. Ritengoche un docentedi materieletterarie,quale io sono - in un liceo linguistico a quaranta chilometri da casa (questo passa il Govemo,esenzaconvenzioniconleFerrovieexdelloStato)-debba averecome obiettivoirrinunciabile,tragli alai, l'avvicinamentoe la presadiconfidenzadeglialunnicon il libro. È unavecchjaquestione, una fissazione senile, nonostante i miei trent'anni, una missione, nonostante la dubbia stabilitàdelle mie idee morali, una battaglia politica,nonostantela mia scarsaattitudinealla disciplinamarziale. L'anno scorso,a.s. 1994-95,ho fatto leggereai miei alunnidel triennio il romanzo d'esordio di Enrico Brizzi (dovrei dire del "giovane scrittore" Enrico Brizzi, per mettere sul piatto tutti gli elementidellaquestione),primaancorachedaromanzositrasformasse infenomeno: JackFrusciante è uscitodal gruppo.Unamaestosa storiad'amore e di "rockparrocchiale". Finqui, nessunproblema: il libro è assemblato bene, è editato ancora meglio (in ciò, alla Transeuropa,sonobravissimi:piùche unacasaeditrice,è unacasadi editor: editanoi lib1ie se li fannoscippareda Mondadori,Baldini & Castoldi,eccetera...chissà,potrebbeesserequestoilfuturodeipiccoli editori: in fondo, è lo stesso rapporto che le cosiddette etichette discograficheindipendenti,gelose e garanti delle scelte aitistiche, hannocon lemqjormultinazionali),ma,soprattutto,potevapiacereai ragazzi (in base a cosa "poteva piacere" è un altro elemento della questione).Naturalmente,nonhofattoleggeresoloBrizzi:ognianno, d'accordocongli studenti,allestiamounabibliotecadiclasse-tanti titoli,quanti icomponentidellaclasse:loromettonoi soldi,iovadoa comprarei libri,chepoi lorosigestisconoliberamente,registrandone sudelleschedeimovimentie ilgradimento.Illibrodi Brizzi,appunto, si è mossomoltoe ha fattosegnaregradimentialtissimi:diciamoche è statopromossocon lamediadel nove,cheè statolettodaquasitutti e che molti, a letturaterminata,hanno volutocomprarsi una copia personale.Finqui, ancora,nientedi male.Anzi,standoall'obiettivo prefissato(la fissazionesenile,la missione,la battagliapolitica):un trionfo. A minacciarelafelicitàdel trionfo,però,hannoprovvedutodue eventi:lavisionedelleschededeglialtrilibrie l'esplosionedi vendite del nostro.La coincidenzadel successodi classecon queUasu scala nazionale, fa dei miei alunni, nel bene e nel male, un campione alquantoattendibiledella"nuovagenerazione"(categoriache senza virgolette accetto e uso solo in senso demografico). Il "giovane scrittore"piaceai mieialunni,dunqueè unoscrittorerappresentativo deUa"nuova generazione":o meglio, il "giovane scrittore" della "nuovagenerazione"piace m miei alunni,dunqueessi sonoproprio della "nuova generazione".Il teorema,quest'inca<;trodi frasi fatte, sillogisticamentenoncerto inappuntabile(ma io,o popolodi specialisti,noninsegnofilosofia),ècertosemplicistico,maforsenonsterile. Percomplicarelasemplicitàdel teoremainserireiquell'altroelemento: perché io, quando ho sceltoquel libro,ho pensatoche "poteva piacere"?Cosa avevo in mente: la nuova generazioneo la "nuova generazione"?Equesta"nuovagenerazione"è unacomunitàriconoscibileo una virtualenicchiadi mercato (penso alla operazionedi packaging dellasecondaedizionedel libro,con le copertinediversificate, i fogli intonsi e la tiratura limitata,secondo un uso che sta riaffermandosiin ambito discografico)?Insomma, comprando il libro, compravo anche una rappresentazioneconfezionata della gioventùda trasferireaimieiragazzi?Ma ilpuntocheorami interessa non è questo. Il puntoè: perchéè entrato in classeJoseph K. ed è statoaccolto conmoditiepidini,è entratoTonio,il figliodeiKroger,e dopounpo' non se Io è filato più nessuno - abbandonatoa parlare dei suoi problemiesistenzialicon quell'altroparanoicodel giovaneTorless, sullacopertinadi fronte,accantoallasalmadiWerther-poi èentrato il signorPalomared è rimastosolocon le propriemaniedescrittive, èentrataZazie,maè ritornatanelmetrò,èentratalacinicafamigliuola del giardinodi cemento,ed è statamessa nell'angoloperchédisturbante, infine,si presentaquestoJack Frusciante,o meglio, il mitico vecchioAlex,e vienetrionfalmenteaccoltonel gruppo?Perché? L'ho chiesto, ovviamente, m ragazzi.Ciò che vado a scrivere, mjmeticamente,è un montaggio post-prodottodelle impressioru riportate:il librosi lascialeggere,è scrittocon un linguaggioscorrevole, diretto,coloratoda espressionigergali,è il linguaggiodi noi giovani (in realtà è una registrazioneinfedele del linguaggiodei giovanidellamediaborghesialicealebolognesetrail 1993e il 1994): il protagonistaè molto simpatico(infatti,ho notato, piace più aUe femminucce, che pure non lo hanno mai visto), ha i nostri stessi problemi,lanoia, la scuola,i genitori,l'amore stagionale,è calatoin unarealtàurbanaevoluta,ma raggiungibile(Bologna:lanormalitàdi Alex- tuttaSaragozzaavenue,viaFarinie piazzaMinghetti,unpo' Marzaduri,un po' Ballestra-è già vitada sognoper i teen-agersdi Putignano,chea stentosispingonosinquiaBari),macinamusicache odora di 1977 e dintorni (e non le solite stronzate da network commerciale),è responsabileJnonsifa lecanne),è tenero(insomma, non scopacon la suaAidi), raccontala sua storiacome in un diario (queiterrificantisandwichdicartatechnicolorcheoggi ragazziusano pernonsegnareicompiti,per smemorare), fa fugacon sensidi colpa (a proposito,appunti lessicografici:Alex "fa fuga", i miei alunni "fannobollo",altri"fannosega", io ''facevoX", mjononno,romanticamente,"marinava"). È evidenteche l'esperienza(piacevole)deUaletturadel librodi Brizzi,e forseilsuosuccesso,è fondatosullasimpatia,sul riconoscimento, sull'adeguamentodel lettorea un modellofamiliare,verosimile.Eforseanchesuunequivoco,suunpericolosoequivocointorno alla naturadella letteratura.Alex non è un personaggiodi Beverly Hills: qui risiedejl massimodi straniamentoproducibilein un teenager; in questadifferenzail giovane lettorelegge la differenzatra il libroe la televisione.La televisioneè altrove,è esotica,è virtuale:è il telesogno.Il libro,invece,parladi noi: raccontalecosecome sono,è più vero. La televisioneè sesso estremo, è video-clip,è droga e violenza(virtuali,s'intende): il librodi Brizziè sessualitàansiosae inibita,"rock parrocchiale",sospettosorifiutodellecanne (e soprattutto di tutto il resto, dei conformisticimodi della trasgressività)e acerba tenerezza.Nel suo "esserci uguale",al di là dello stereotipo televisivo,stal'equivocopossibilenellalettura di JackFrusci,ante. Il giovane lettore, oggi solitamente inesperto, e dunque così poco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==