utopisticamente lo "spettacolare" Baricco), gusto spericolato dei grandi problemi, meditazione anche tragica, priva di consolazioni, su di sé e sugli altri, ma conquista di un ascolto ampio, strenua vocazione comunicativa, che è poi la vocazione connaturata al genere romanzesco (la Storia della Morante costituì una grandiosa - forse incompresa - fusione di popolare e di sperimentale, di lingua at1ificiale e di gerghi , di modi espressivi "di consumo" e messaggio di insostenibile estremismo). Naturalmente un risultato del genere può essere raggiunto attraverso le poetiche e i i mezzi più diversi. Veronesi opta per la nan-azione-contenitore (o magazzino informa, o enciclopedia rutilante della contemporaneità), mentre Bettin, nell'ultimo romanzo-repo11age su Sarajevo, fa convivere nella stessa pagina "blobbianamente" gli U2 e Simone Weil. Ali' opposto un romanzo postumo straordinario come Passaggio in ombra, di Matiateresa Di Lascia, non ci risparmia, senza alcun pudore, i sentimenti e le viscere, il sangue e le lacrime (nel romanzo si piange e si grida moltissimo), e in un linguaggio molto pieno, che non disdegna una "maniera" antica (per esempio l'uso di "avanti" per "prima", di aggettivi come "cilestrino" eccetera); ma attraverso questa retorica nan-ativa diciamo per semplificare "meridionale" (sempre un po' vischiosa), quel "passaggio in ombra" disegnato dall'autrice si affaccia sulle nostre esistenze con urgenza drammatica. Un autore invece come Sandro Onofri sceglie di costeggiare esplcitamente il genere della cultura di massa (nell'ultimo romanzo - Colpa di nessuno- il giallo o il noir; e, a ben vedere, alcuni dei nostri romanzi più venduti dell'anno scorso, al di là di giudizi di valore, intrattengono un qualche rapp0110, magari in forma solo allusiva o indiretta con i codici dei "generi", per non restarvi però imp1igionati: la Tamaro con il rosa e Tabucchi con la spy story, con il thriller politico. Certo, il connubio intensità-spettacolarità, serietà-leggerezza, è assai problematico, quasi un esercizio da equilibristi: non si danno ricette sicure, dosaggi prestabiliti. Ma chissà che la critica più attenta, più consapevole, non aiuti gli editori a definire meglio strategie, scelte e orientamenti. Dicevo prima dei romanzieri come ruminanti. Spero che quest'immagine non risulti offensiva per nessuno: mi piace in fondo raffigurarmeli più come bovini lenti, sempre un po' attardati, dall'occhio sporgente e grandangolare, che come ansimanti cronisti del reale. Questo mi permette di sottolineare i compiti e le responsabilità della nan-ativa oggi (e anche se nel mio libro sulla nuova nan-ativa italiana dico che lo scrittore dovrebbe avere coscienza di questi compiti e poi però dimenticarsene in fretta). Proprio un filosofo, Richard Ro11y,si è recentemente impegnato con energia a dimostrare la superiorità dei romanzieri sui filosofi (di Dickens su Heidegger), legata secondo lui a due aspetti: la capacità che ha il romanzo (la na1rnzione in generale) rispetto alla teo1ia filosofica (con le sue pretese di purezza ascetica, di essenzialità), di fare attenzione ai dettagli (anche quelli inutili) e l'attitudine a identificarsi immaginativamente con gli altri, con chiunque altro (con le sofferenze e la felicità di chiunque altro). Ce110 Rorty ignora deliberatamente quell'importante filone della filosofia moderna che si è avvicinato ai modi della nan-azione (autobiografica e non), però i dettagli anche casuali della vita quotidiana (capaci di contenere un destino) sono qualcosa su cui la società dell'informazione ci informa pochissimo. Dunque, abbiamo tutti bisogno, da pat1e degli scrittori (e degli scrittori esordienti), di storie "vere e strane" (capaci cioè di "inventare" la realtà, di farla vibrare o lampeggiare, di evocarla in modo stregonesco) non soltanto per resistere in qualche modo alle storie "false e troppo familiari" che ci circondano, ma perché se queste storie strane e vere non ce le raccontano anzitutto gli scrittori, non sapremo proprio a chi chiederle. noidonne ' e... ► un appuntamento al mese con informazioni notizie e riflessioni raccolte e scelte con [!/i occhi delle donne ► un laboratorio di g·iornalismo femminile che dura da 50 anni coN noidonne l~ndaria UNPERIODICO DILIBRIEPERCORSID LETTURA IN EDICOLA I PRIMI DEL MESE E IN ABBONAMENTO PER INFORMAZIONI TELEFONA AL È IN LIBRERIA Rivista trimestrale europea edizione italiana Asia: la sfida all'Occidente Daniel Beli, Paul Krugman, V. Zaslavsky Africa: un continente in bilico Breyten Breytenbach, Nelson Mandela Le nuove frontiere dell'informatica André Gauron, Hakim Bey Letteratura e impegno civile Updike, Fehér, Luzi, Siciliano I tesori nascosti dell'Ermitage Abbonamento 1996:annuo: L. 70.000 (privari): L. 90.000 (emi); sostenitore: L. 180.000;estero L. I00.000; cumulativouna edizione estera L. 130.000 Versamentisul c.c.p. 00325803 intestatoa EDIZIONISCIENTIFICHEITALIANEspa Via Chratamone,7 - 80121Napoli.o con assegnoallo stesso indirizzo
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