Linea d'ombra - anno XIV - n. 112 - febbraio 1996

FotoLuciono Tomosin/ Contrasto. (Vabbé, tu sei stato ucciso presto ...), di Chronis Mission; I archéa skurià (La ruggine antica), di Maro Duka (prima edizione 1979, 1993 ventiduesima ristampa), I mega li prassini (Il grande verde), di Evghenìa Fakinu (prima edizione 1987, 1993 trentatreesima ristampa). Il romanzo della Duka ( 1947), che in Grecia ha avuto larghissimo successo (anche se talvolta piuttosto contestato dalla critica), descrive dati 'interno la realtà storico-culturale del paese alla fine degli anni Sessanta: la dittatura dei colonnelli, gli esiti e gli strascichi della guerra civile che ha insanguinato il paese nel decennio precedente e che è degenerata nel colpo di stato del 1967, dopo un periodo di apparente tregua delle ostilità. Attraverso gli occhi e la storia personale della protagonista, Mirsini, si ha un quadro socio-politico delle varie "classi" greche, suddivise secondo canoni che non sempre sono quelli convenzionali nelle società dell'Europa occidentale. La narrazione procede in maniera piuttosto fluida ed il clima teso di quegli anni viene rappresentato con un pathos volutamente asciutto, i luoghi di Atene sempre rivederli nei documentari in bianco e nero della televisione di quegli anni. È un libro che vuole essere anche un documento della sinistra greca, ed è stato scritto negli anni Settanta, subito dopo la liberazione dalla dittatura nel 1974. C'è una sinistra greca dieciquindici anni prima del muro di Berlino, una sinistra piena di speranze e di progetti. Una sinistra che confluirà in parte nel partito di Papandreu, partecipando criticamente alle nuove regole del potere. Il romanzo della Fakinu ha come protagonista una donna ateniese, che, ritornando a casa dopo aver fatto la spesa al mercato decide, senza pensarci due volte, di scappare, senza meta e senza GRECIA/ CARPINATO 33 una ragione scatenante. La ricerca dei sogni, gli incontri casuali ma quasi magici, la descrizione di siti antichi imponenti ormai abbandonati, la presenza di una forza oscura che muove i percorsi della gente comune ed una scrittura compatta e alla ricerca di suggestioni rendono la prosa della Fakinu piuttosto simile a quella di !sabei Al tende. In molti romanzi scritti tra gli anni Settanta e Ottanta si respira un'aria di impegno politico, di eroismo di sinistra che è, purtroppo, diventato rapidamente anacronistico. Tra tutti sembra meritare maggiore attenzione il caso de La fidanzata di Achille di Alki Zei. La scrittrice, nota in Grecia per alcuni suoi romanzi per ragazzi (uno dei quali, La tigre in vetrina, tradotto dal francese, è stato pubblicato anche in Italia da Einaudi), con una grinta aggraziata e dolcemente corrosiva ha trattato un tema per grandi, raccontando la vicenda di una donna greca, dalla doppia identità in bilico tra la storia intima e la storia politica degli ultimi quaranta anni della Grecia. La sua Dafni-Eleni rimane fortemente impressa nella mente del lettore, soprattutto di quel lettore che ama le figure apparentemente a tutto tondo, e che poi sono in realtà evanescenti o illusorie come quelle del cinema. Alcune recenti opere letterarie greche, meno legate alla storia politica del paese, meriterebbero di essere tradotte in italiano. Tra queste il romanzo di Nikos Chuliaràs O Lusias, ( 1979). In esso la voce narrante è quella dello "scemo del villaggio", che osserva il mondo e le sue emozioni dalla prospettiva ingenua ed incantata di chi riesce a cogliere il senso delle cose con un occhio più attento e sensibile. Tra voce narrante e narrazione l'identificazione è quasi costante nel corso di tutto il romanzo: talvolta, ed anche il lettore meno smaliziato si accorge che il punto di vista cambia e l'inquadratura si fa più ampia quando l'autore prende in mano la situazione facendo proseguire la vicenda ad una voce fuori campo

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