Linea d'ombra - anno XIV - n. 112 - febbraio 1996

32 GRECIA/ CARPINATO Caterina Carpinato QUALCHEAWENTURA APPUNTIDILETTERATURA G ECA CONTEMPORANEA Ripercorrere brevemente il profilo della produzione letteraria greca degli ultimi vent'anni non è un'impresa semplice, non solo per la mancanza di una serena prospettiva storica ma anche per la particolare evoluzione della realtà greca dal 1974 ad oggi. Dopo il silenzio imposto dalla censura del regime militare dei colonnelli guidati da Papadopulos, che ha represso la Grecia per sette lunghi anni dal colpo di stato del 21 aprile 1967, i letterati greci hanno vissuto una prima stagione "felice", impegnati attivamente nella ricostruzione della democrazia, persuasi che la parola avrebbe avuto una prorompente forza rivoluzionaria. All'indomani della liberazione, quindi, le coscienze degli intellettuali hanno avvertito l'esigenza di farsi portavoce di una nuova società, giusta e democratica. La prosa e la poesia degli anni Settanta è stata vivificata da un sincero credo politico e concretamente basata sull'impegno sociale. Durante quegli anni la radio trasmetteva i versi delle poesie di Ritsos, Seferis ed altri, messe in musica da Theodhorakis e Chatzidhakis, e nei tassì, invece delle solite nenie delle canzoni popolari sull'amore tradito, si potevano ascoltare canti sulla libertà e sul desiderio di ricostruzione di una nuova realtà. La particolare condizione storica ha fatto sì che agli inizi degli anni Ottanta, la sinistra moderata, rappresentata dal sole verde del Pasok, il partito socialista guidato da Andreas Papandreu, avesse la maggioranza assoluta in Parlamento e che detenesse il primato fino alle elezioni del 1989, quando il blu di Nea Demokratìa, partito conservatore guidato da Kostantinos Mitsotakis, ebbe il sopravvento sulle ormai sbiadite frange della sinistra socialista. Dal 1993 Papandreu è riuscito a riprendere la staffetta. E nel frattempo la destra si è divisa, "rinnovandosi" nell' Anoixi (Primavera) di Andonis Samaràs, un giovane conservatore che tenta di farsi strada tra i due blocchi tradizionali della politica greca, ma che propone inquietanti programmi di acceso nazionalismo. È necessario conoscere per sommi capi i percorsi della vita politica greca degli ultimi anni perché in Grecia, forse più che in Italia, la letteratura è stata interprete e sintomo della situazione, pertanto ritengo che non si possa affrontare un discorso sulla poesia e sulla narrativa greca contemporanea senza connessioni politiche. Più complesso è però individuare tendenze e percorsi in un clima culturale e politico così cronologicamente vicino a noi. Il tentativo di analisi bisogna pur farlo, nella consapevolezza della parzialità e dell'imprecisione di quanto si possa osservare e affermare. Conoscere meglio la Grecia e quanto proposto dalla letteratura greca contemporanea risulta di particolare interesse soprattutto oggi mentre i Balcani sono sconvolti dalla spaventosa guerra civile dell'ex Jugoslavia. La posizione greca sia politica che culturale è fondamentale nei fragili equilibri della storia dei nostri giorni. Ad Atene, il cuore del paese, ogni mattina si svegliano quattro milioni di persone, che circolano caoticamente per le grandi arterie della città, respirando a fatica per colpa del nefos, la nube di monossido di carbonio, che corrode i polmoni degli ateniesi e sbriciola i marmi dell'Acropoli. A Salonicco, porto della Macedonia greca, nonostante il prestigio della sua Università, il numero considerevole di riviste letterarie e il Festival annuale del Cinema, è delegato un ruolo di secondo piano. Gli altri centri urbani svolgono, più o meno dignitosamente, il loro ruolo di città di provincia. Atene, negli ultimi vent'anni, ha parzialmente frenato l'edilizia selvaggia, che l'aveva snaturata tra il Sessanta e il Settanta, allargandola a dismisura e facendole cambiare fisionomia. La città, nonostante abbia perso alcune di quelle sue particolari caratteristiche che la rendevano ancora umana, nonostante lo smog, la frenesia del guadagno facile e il processo vertiginoso di occidentalizzazione, ha mantenuto inspiegabilmente intatte, alcune abitudini greche (il caffè, I' uzo con gli amici a mezzogiorno, la passione per la musica popolare) anche se ormai in quasi tutte le case sono cambiate le abitudini alimentari, l'arredamento, gli orari. Anche in Grecia, dalla fine degli anni Ottanta, si sono diffuse e moltiplicate le televisioni private, da tre anni squillano ininterrottamente e dovunque i telefoni cellulari, e i fast-food, con le loro insegne americane, hanno spodestato i tradizionali suvlatzidika. Quando soffia il me/temi, il forte vento dell'Egeo, il cielo attico recupera il suo antico azzurro di smalto, ed il tempo sembra per un attimo concedere una tregua. Dagli anni Settanta sino agli inizi del nostro decennio, grazie forse a un clima politico di pacifica alternanza e a quella posizione di equilibrio interno che il paese ha saputo mantenere nonostante i complessi problemi che l'attanagliano, la produzione letteraria ha assunto le forme più varie: si è riscoperto il fascino ed il gusto del romanzo storico (si pensi ad esempio ai recenti romanzi di Ziranna Zatelli, di Rea Galanaki, di Apostolos Doxiadis e, da ultimo, di Maro Duka); si rileggono gli autori bizantini, soprattutto gli storiografi (ben due traduzioni, per esempio, sono state ultimamente pubblicate della Cronografia di Michele Psello, autore dell'undicesimo secolo che da fino a poco tempo fa era noto solo agli specialisti, è stata riproposta in greco moderno dalle edizioni Agra l'Alessiade di Anna Comnena, la straordinaria biografia dell'imperatore bizantino Alessio I composta dalla figlia Anna). Ed ancora in questi ultimi anni si è notata una particolare attenzione a tutti i best-seller stranieri. Si è osservata inoltre una certa tendenza al recupero della letteratura "dimenticata": si ristampano romanzi greci dell'Ottocento caduti nell'oblio (impegnate in tale iniziativa sono soprattutto le edizioni Nefeli ed Odisseas) e si è dato un nuovo spazio ad autori della fine del secolo scorso come Papadiamandis. Anche lo scrittore Kosmàs Politis, uno dei più significativi esponenti della generazione del Trenta, è recentemente uno degli scrittori "riscoperti". Nello stesso tempo si pubblicano opere narrative di fitto concettualismo, al limite dello sterile virtuosismo (quali per esempio i libri di Ghiorghos Chimonàs o di Takis Theodorakopulos) e romanzi dall'andamento sussultorio e apparentemente sconnesso (come quelli di Ersi Sotiropùlu, della quale possiamo leggere in italiano Tre giornifestivi a Gh.iannina, in Nuovi narratori greci, Theoria 1993 e Notti in bianco al Vaticano, Stampa alternativa 1993; Mexiko, Donzelli 1994, traduzione a cura di Paola M. Minucci). Il pubblico di tali testi, per la natura stessa delle opere è comunque limitato a una raffinata e sofisticata fascia di lettori di cultura internazionale. Un grande successo popolare hanno invece riscosso il romanzo Vammena Kokkina Mallià (Capelli rossi tinti, edizioni Kedros) di Kostas Murselàs, dal quale è stato tratto anche un fortunato serial televisivo; / arravoniastikià tu Achillea (La .fidanzata di Achille) di Alki Zei, Kalà esì skotothikes norìs,

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