22 INCONTRI/ SACKS no o sentono o, in qualche modo, immaginano. Lei non può farlo. È sufficientemente d(ffusa, in Italia, l'idea che i medici dei malli siano più matti dei loro pazienti. Sono affidabili, oggi, i do/fori della mente? Non è detto. Penso spesso a un racconto di Cechov. In un ospedale psichiatrico, nell'Ottocento, i medici dicevano a un collega: "Queste persone sono pazze. La loro esistenza non ha significato. Non hanno alcun diritto di vivere". Ma lui comincia ad ascoltarle, presta attenzione a quello che dicono, cerca di immaginare cosa pensano della vita. Mano a mano che si appropria di queste identità, diventa sospetto ai colleghi. Qualunque paziente si rivolga a un dottore, non necessariamente uno psichiatra, in una certa misura si mette nelle sue mani, dalla testa ai piedi, perché crede che abbia la conoscenza, la preparazione, il sapere giusto; e anche perché pensa che sarà distaccato, non troppo catturato dalle proprie emozioni, e allo stesso tempo spera che si immedesimi, siasimpaticoe possa intuire quello che pensa e che sente lui. Il giusto punto di equilibrio fra il distacco e la simpatia è molto importante: se c'è troppo distacco, il medico non vede iIpaziente come un essere umano; se non ce n'è abbastanza, si fa prendere dalle proprie emozioni, quindi non è affidabile. Ma c'è un attimo di fiducia che coinvolge nell'avventura. Questo appartiene alla cultura primitiva, pensi al santone, ma anche alla nostra. Sono d'accordo, in ogni modo, con il sospetto che è all'origine della domanda provocatoria: soprattutto allo psichiatra consegni i tuoi segreti, metti in mano la tua vita interiore. Lei è statofra i primi a scoprire I 'e_fficaciaterapeutica della musica. Ama molto Mozart ... Verdi, anche (sorride). ... La musica aiuta a cura re anche la solitudine? Attenzione. Vi sono due differenti espressioni per definire questa condizione umana: solitude e loneliness. Solitude è lo stato di essere soli, senza compagni; ma si può essere anche contenti: per esempio, di essere soli nel proprio appartamento; si è autosufficienti, insomma, non sono necessari aiuti esterni. Loneliness, invece, vuole indicare la sofferenza per la mancanza di amici e compagni, e non penso che la musica possa curarla. Non sono nemmeno sicuro che riescano a curarla l'amicizia e l'amore. I livelli, tuttavia, sono diversi, e vari: alcuni la soffrono più di altri, in maniera crescente, e si sentono sempre più soli irrimediabilmente. Nielzsche (che cita spesso) scrive che la musica va ascoltata con i muscoli. Che cosa significa: che l'anima, lo spirito che ascolta la musica è corporeo? Tutto quello di cui mi sono occupato, e mi occupo, e che ho scritto, ha a che fare con l'integrazione fra anima e corpo. E non c'è assolutamente niente di poco dignitoso. Il corpo è capace di vivere in un'atmosfera di spiritualità. Crede in Dio? Non riesco a concepire il significato della domanda. Eppure una volta ha detto: "Si crede in Dio con il cuore, si r(fiuta con la mente". Quando ho visto Giotto, a Firenze, e il mondo in cui è vissuto, e il Cielo, e il Paradiso che immagina, ho desiderato fortemente di poter credere. Ma è scattata una sorta di separazione: sono inabile a vagheggiare il trascendente. Credo, nonostante ciò, che l'essere umano sia in grado di capirlo: di essere trascendente. Penso che la musica di Mozart ne sia l'esempio più alto. Alcune volte ho l'impressione che Mozart venga dal cielo. Trascurando l'individuo, la medicina altamente tecno-scientifica finirà per perderlo? C'è un grande pericolo che possa accadere. Il rapporto tra medici e pazienti è compromesso: è cattivo sia per gli uni sia per gli altri. Ma non bisogna rivoltarsi contro la tecnologia: occorre umanizzarla, prima che ci disumanizzi. Potrebbe soccorrere, nella direzione che lei auspica, una contaminazione dei diversi saperi? Fra medicina istituzionale dell'Occidente, per esempio, medicina cinese tradizionale e arte sciamanica della guarigione com'è praticata nelle società dell'Africa nera e soprattutto sull'altopiano siberiano? Il futuro vedrà grandi sintesi. Ma ... molti dei miei scritti cominciano con "ma": è la parola più importante per me ... non so se saranno bastanti allo scopo. Altre forme di medicina consentiranno la sovrapposizione? Ignoro se possa essere una soluzione. Ho molte perplessità: anche perché, francamente, so poco e niente della medicina cinese. Non riesco a fare una previsione. Ma, le parrebbe un arricchimento o un impoverimento? Sospetto tutt'e due le cose: da una parte, la medicina tradizionale occidentale sicuramente sarà arricchita dal!' interno, e anche dall'esterno. Penso che altre medicine scompariranno. Abbiamo parlato di musica: il potere della musica ... sono colpito dal potere della musica, perché aiuta parecchie patologie. Non ho dubbi. Ma non sappiamo come agisce. Capire come opera la musico-terapia arricchirà la medicina e accrescerà le nostre conoscenze sul cervello. Probabilmente ci arricchirà anche dal punto di vista musicale. lo credo che la musica indirizzi la mente del paziente in modo globale, che è cosa di versa dal!' azione specifica che può avere un farmaco. Varrebbe la pena esplorare la natura e il potere dell'arte in termini neurologici e psicologici. L'individuo e i suoi processi di crescita e di evoluzione torneranno, prima o poi, al centro della riflessione? Lo spero, naturalmente. Freud si è soffermato sulle tre rivoluzioni che crede abbiano spazzato via l'uomo dal centro dell'Universo: quella copernicana, quella darwiniana, quella freudiana. Ma stiamo cominciando a vedere che c'è una attenzione crescente alla comprensione dell'organismo e del cervello umano, e l'idea che dobbiamo concentrarci sulle questioni della personalità e della identità individuali. È uno dei tratti particolarmente interessante e brillante della scienza di Edelman: alla fine, l'uomo e la sua individualità, se vuole può chiamarla anima, o il sé di se stesso, diventeranno il centro di una nuova scienza. Sono d'accordo: se scienza era quella di Galileo, che in qualche modo ha escluso l'individuo dalla natura, adesso nascerà un movimento complementare che porrà l'essere umano di nuovo al centro dell'uni verso. Questo nel la scienza. Nella pratica quotidiana, nei rapporti coi poteri dello stato, e con le istituzioni, di qualunque genere, non lo so se accadrà la stessa cosa. Il problema reale è la relazione fra la vita sociale e l'uomo. E, naturalmente, la Chiesa.
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