Linea d'ombra - anno XIV - n. 112 - febbraio 1996

12 VIAGGI/ HRABAL ce lo siamo potuto gustare ... Cinquanta chilometri prima di Glasgow ci è venuta incontro una fabbrica gigantesca, enorme più di quella gru semovente, era un gigantesco cubo color cannella, e poi ancora una. Là si distilla il whisky per tutto il mondo, ditta Ballantine ... E poi l'aereo, dove mi sono riscaldato un po' ... All'aeroporto di Londra doveva esserci un tale ad aspettarmi, ma non ci siamo trovati. E il freddo era tanto, così mi sono preso un tassì. Ed era domenica e c'erano fiumi di macchine che tornavano dal week-end, siamo andati a passo d'uomo per due ore e io ero contento, perché in quel tassì mi sono finalmente riscaldato per davvero ... Nel centro di Londra ho visto una donna che vomitava appoggiata a un platano, e accanto a lei c'era un poliziotto, teneva in mano un qualche certificato e aveva l'altro palmo poggiato delicatamente sulla schiena della signora che vomitava. Poi ho chiesto e mi hanno detto che sicuramente era una donna incinta, che in Inghilterra c'è un rapporto sacro con le donne incinte, che addirittura le signore in stato di gravidanza hanno il diritto di orinare anche in piazza ... E di nuovo ... Nell'albergo dove abitavo faceva un tale freddo nella stanza ... e in quel freddo il rumore continuo di una fabbrichetta o di una lavanderia, dalla mattina alla sera, tutta la settimana, tanto che mi tappavo le orecchie con la mollica del pane ... E così preferivo starmene seduto nel foyer, dalle finestre e dalle pareti a vetri si vedeva la strada, non riuscivo a saziarmi di quegli autobus colorati e con un piano in più. Me ne stavo seduto su una poltrona di vellutino, osservavo gli ospiti di tutte le razze e nazionalità che andavano e venivano. La poltrona di vellutino mi riscaldava per bene la schiena e la negra che faceva la barista mi scaldava facendomi il filo, perché quando avevo preso alloggio in questo albergo, per il freddo mi ero ordinato un whisky Ballantine e ne avevo ordinato uno anche per lei sul mio conto. Poi una telefonata mi ha informato che mi avevano invitato al Club ceco e che prima mi avrebbero fatto fare un giro per vedere i monumenti storici di Londra ... Mi ha accompagnato il fotografo Kaplan con la sua fidanzata, una polacca che aveva fatto l'attrice in Boemia e che aveva una gran nostalgia di Praga, perché aveva lavorato al Reduta, ma parecchi anni fa ... Per prima cosa ci siamo fermati davanti all'università, dove tanto e tanto tempo fa Carlo Marx cominciò a scrivere il suo Capitale. Su una parete dell'università c'è un disco rosa, su cui ci sono scritti il nome e la data non solo della nascita, ma anche del soggiorno di Marx a Londra. Il mio desiderio però era di andare lungo l'itinerario che faceva il poeta T. S. Eliot e nei luoghi dove ha abitato e vissuto, perché ero già stato all'università di Oxford, dove Eliot aveva studiato, dove ho visitato non solo il College, ma anche la magnifica sala da pranzo a forma di vascello rovesciato. Aprilina, lì a Oxford, è stato il terzo giorno del mio soggiorno in Inghilterra, ho preso tanto di quel freddo, che non mi raccapezzavo più. Ero ospite del rettore della cattedra di boemistica, che mi ha invitato nella sala dei professori, c'erano delle poltrone e su quelle poltrone mi sono riscaldato, abbiamo perfino fatto una conferenza bevendoci su del whisky. Ogni professore aveva le chiavette di un armadio dove, come in un bar, c'erano delle mensoline su cui stavano in fila bottiglie di tutte le marche possibili. li rettore però ha preso una bottiglia senza nome e ha detto che quello lì certe distillerie lo fanno solo per sé e che anche lui riceve in dono quel whisky speciale. Ed era davvero eccellente, forse perché non aveva nome. Poi mi hanno portato a fare un giro per quell'enorme città universitaria, faceva un freddo tremendo, abbiamo cercato la finestra da dove un certo studente ogni sera verso il crepuscolo recitava al megafono la Terra desolata, ma non l'abbiamo trovata, e così per il freddo mi sono deciso e ho indicato ... Questa qua è la finestra e basta! E così ho abbreviato il mio supplizio oxfordiano. Poi siamo andati a cena. A tavola eravamo minimo in trenta e faceva anche piuttosto caldo, perché trenta persone emettono un po' di calore, di fatto attorno al tavolo erano sedute trenta stufe ad accumulazione con una temperatura di trentasei gradi Celsius ... e i cibi erano caldi, e io, siccome avevo già il raffreddore, allora mi sono riscaldato per bene con quei cibi caldi e l'acquavite ... E poi, Aprilina ... Sono stato ospite dell'università e ho dormito nella camera per gli ospiti illustri ... ma quando mi sono infilato sotto le coperte rimboccate, ho scoperto che le lenzuola erano gelate come l'impacco di Priessnitz che nella fabbrica di birra di Nymburk mi faceva Francin, mio padre, quando avevo la febbre a quaranta. E nell'edificio non c'era nessuno, non sapevo da che parte stavano le scale per la sala professori, dove avevamo avuto l'incontro e dove c'era l'armadietto con le mensoline piene di bottiglie di whisky in fila. E così sono rimasto steso, avevo paura a muovermi, mi ero coricato vestito, ma il freddo era superiore al mio pigiama, ai miei maglioncini, al mio giaccone ... e così tremavo ali' idea che il terzo giorno mi venisse la polmonite, ma ho superato anche questo ... La cosa principale è che ero stato a Oxford, dove ha studiato T. S. Eliot... E adesso a Londra stavo in macchina con i miei nuovi amici, che mi volevano bene, erano miei lettori, e così ci siamo fermati davanti a una casa in periferia, dove al primo piano c'era un disco rosa con sopra scritto che lì ha vissuto e abitato il poeta T. S. Eliot... Mi sono fatto fotografare tutto commosso e siamo tornati a piedi all'angolo della strada, e lì c'era la birreria dove il poeta andava col figliolo a farsi una birra ... E poi ci siamo inoltrati per delle strade fino a una certa banca, dove c'era un altro disco rosa con sopra scritto che in quella banca è andato al lavoro per quarant'anni il poeta T. S. Eliot... E poi siamo andati in macchina verso il Tamigi, lì, dove una volta c'era il teatro in cui ha vissuto e lavorato con la sua compagnia William Shakespeare, ma non molto tempo fa è stato demolito, i bulldozer hanno lavorato nonostante le proteste degli attori di tutto il mondo ... Richard Burton si è perfino sdraiato per terra davanti al bulldozer, ma lo hanno portato via ... e così sono rimasti solo i camerini originari nella minuscola piazzetta A. George, una birreria, dove al primo piano ci sono lunghe verande, dove anche adesso nei gloriosi giorni anniversari si rappresentano alcuni drammi di Shakespeare. Siamo entrati in quella birreria in legno, composita come se avessero messo assieme cinque U zlateho tygra, e ci siamo ordinati una porter del la Guinness, e faceva freddo quasi come nel letto per gli ospiti d'onore a Oxford ... e nella storica piazzetta che è rimasta adesso arrivavano i pullman e gli stranieri si fotografavano tutto. Mi hanno raccontato i miei amici che lì, nei vicini cantieri navali, lavorava un certo cittadino del nord dell 'Inghilterra, ma dopo un mese aveva constatato di aver perso dieci chili, e così stava ritornando al nord, da dove era venuto. Mi hanno indicato anche la collina sopra la città, oggi è un bellissimo parco, e che quel cittadino lì sulla strada incontrò un gatto, che invece andava a sud, da dove lui se ne stava andando, il gatto lo guardò in un modo tale, che quello smagrito cittadino decise di tornare indietro assieme al gatto ... cercò di nuovo fortuna sul Tamigi ... e insieme la trovarono, dopo neanche dieci anni assieme a quel gatto diventò un uomo ricco, è stato addirittura il sindaco più famoso della città di Londra ... Il signor Kaplan mi raccontava tutto con affetto, e ci siamo ordinati un'altra porter della Guinness, è una birra scura fino ali' orlo, con una schiuma quasi caffè alta un centimetro ... il signor Kaplan ha preso un fiammifero e

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