una birreria ceca con alcuni amici di Igor Hajek, quella birreria aveva alle pareti scene di vita tzigana, ungherese e soprattutto, cosa che mi ha accompagnato per tutta l'Inghilterra, vi faceva un freddo tremendo, e quando fa freddo, per giunta in un ristorante, allora quella località diventa triste. Per tutto il soggiorno in Inghilterra ho avuto il desiderio di comprarmi della biancheria pesante fager, sotto i vestiti portavo addirittura il pigiama, ma continuavo ad avere freddo, tanto più quando mi veniva in mente che ero partito in aereo da Praga con un tempo stupendo, che faceva quasi caldo, e così avevo lasciato a casa tutte quelle varianti di mutande con le gambe lunghe e i maglioni pesanti, le sciarpe, i polsini, tutto quello che avrei dovuto portarmi dietro, l'avevo lasciato tutto a casa ... E i miei ospiti mi domandavano come andava in patria con la rivoluzione di velluto, ma io avevo freddo, sono diventato matto per il freddo, mi sono perfino ordinato una porzione di pesci all'agro, di aringhe marinate, bevevo birra in modo spropositato, ma neanche questo serviva a niente, ho bevuto anche vodka, vodka Gorbatschow ... e la sera ... sono stato ospite dell'università di Glasgow, nelle stanze per gli ospiti ... mi ero ammassato le coperte di tutti i letti e cercavo di dormire consolandomi ali' idea che quando sarei tornato a casa mi sarei messo tutta quella biancheria pesante che ora se ne stava improduttiva nell'armadio, un capo sopra l'altro a formare delle pile ... sotto la sensazione di questa mia felicità, che mi sarei seppellito sotto tutte le cose calde che non mi ero portato dietro, mi sono preso anche un Belaspon retard, e per giunta pure un Rohypnol. .. e piano piano, piano piano mi sono addormentato e tremavo all'idea di svegliarmi per il freddo! La domenica siamo partiti da Glasgow verso il nord, che il signor Culfk, un boemista, mi avrebbe portato a fare un viaggio verso i laghi ... ed era proprio quello che ci voleva, un freddo come sui Tatra, come sulla Snezka ... ma in macchina faceva caldo! E ci deve andare anche Lei! Se fossimo giovani, io almeno, dove andare in viaggio di nozze se non sui laghi scozzesi? Non avevo mai visto niente di così bello, villaggetti così belli, tanti fiori, un milione di pecore e di agnelli, e quelle colline, quello stupendo paesaggio mi ha fatto passare di colpo anche il freddo, io ho una passione per le pecore Ile e ho una passione anche per i rododendri, e quei colori poi, era come se li avesse visti e li avesse dipinti Henri Matisse, quei delicati colori pastello! Rododendri di tutti i colori e un colore più fresco dell'altro, e ogni casa, anche la più povera, piena di fiori e il gusto di decorare la propria abitazione, anche quella casupola con una sola stanza, che artefatto era! E poi quelle colline che la natura o mani umane hanno riempito di cespugli d'un giallo intenso, il signor Culfk mi ha detto che si chiamano ginestre spinose, quei cespugli gialli mi hanno lasciato il segno dei loro graffi sulla retina e nell'anima e nello spirito, ammesso che io ce l'abbia ... e quegli agnellini, ubbidienti alle mamme ... quando la statale divideva il fondo di un altro proprietario, allora era su quella linea divisoria di assicelle, di travetti abbastanza distanti gli uni dagli altri ... da rompersi una zampina ... ma che cosa non ti vedo? Pertutta la vita ho proceduto così! ... Non appena un agnellino tastando con lo zoccoletto capiva che avrebbe potuto rompersi una zampettina, indietreggiava, sapeva e conosceva il confine ... Faccio: C'è un milione di pecore qua, signor Culfk, che succede se viene una bella nevicata ... Fa lui: Ma qua c'è la corrente del Golfo, nevica solo uno due giorni ... Faccio: E se nevica di più ... E allora, ha detto il signor Culfk, i pecorai e i proprietari delle greggi devono andare coi cani da pastore sulle colline e sui monti, devono rialzare le pecorelle in modo che la neve non le soffochi ... vagano intere notti per i pendii e alzano le pecorelle con tutti gli agnelli svezzati e gli mettono qualcosa sotto VIAGGI/ HRABAL 11 e le coprono ... per proteggerle ... nella bibbia Cristo è sempre un pastore di pecore ... E così, Aprilina, questo mio viaggio di nozze spirituale ha continuato ininterrottamente ad andare su di giri, non riuscivo a saziarmi di tutto quello che mi si offriva allo sguardo ... i villaggetti scabri ma bellissimi e adorni di fiori, le costruzioni, una natura cruda e stupenda, tappezzata di rododendri e con le esplosioni gialle delle ginestre spinose ... e come ha detto il signor Culfk, lassù, dove la corrente del Golfo fa una curva, crescono addirittura le palme ... e io non facevo che guardare i laghi azzurri collegati tra loro, verdi sulle sponde e freddi per l'aria che si solleva sopra le acque ... e le pecorelle si muovevano incerte Iungo la statale che adesso era diventata una strada normale, dove gli pneumatici strepitavano tra la ghiaia ... e così dopo trecento chilometri e passa siamo arrivati in un posto dove c'era un albergo e subito accanto scendeva rimbombando una cascata, un posto dove c'erano già delle macchine, e dove gli ospiti stavano per andare a pranzo oppure passeggiavano sulla riva del freddo lago azzurro e verde, nel quale si rispecchiavano i cieli imbevuti di freddo e di neve che cadeva a vento ... e io mi sono messo addosso tutto quello che avevo e sentivo freddo lo stesso, mi sono messo pure lo zaino verde marca JANSPORT che mi ha comprato una boemi sta nella capitale dove è nata Lei, Aprilina ... l'ho dimenticato il nome di quella boemi sta, ma mi verrà in mente, vedrà, nella prossima lettera mi verrà in mente ... ma sentivo talmente tanto freddo, che stavo davanti a quella cascata e avevo la sensazione, fisica e netta, che invece dello zainoJANSPORTlungo la colonna vertebrale mi scorresse quella cascata azzurra e fredda, adorna di goccioline ... e così abbiamo deciso che era meglio andare dentro l'albergo ... era un albergo strano, c'erano persone ricche, ma talmente immiserite ormai dalla vecchiaia e dalla malinconia e dalla depressione, che erano sì vestite in modo elegante e accurato, ma come lo sono i manichini nelle vetrine, gli uomini controllavano in continuazione se avevano in ordine i polsini della camicia e se la cravatta stava precisamente come deve stare ... e le donne si controllavano i capelli ossigenati, e guardavano preoccupate l'orologio per non farsi scappare l'ora del pranzo, e accavallavano le gambe sulle ginocchia ... e gli uomini controllavano in specchietti da borsetta che la cravatta non avesse deviato dal punto prestabilito ... e io e il signorCulfk ci siamo presi un aperitivo in onore dei poeti ... vede, Aprilina, che testa ho, il liquore con cui Verlaine si è ubriacato fino a morirne ... e dopo birra, e la birra era a sua volta in onore di Dublino, in onore di Joyce, la porter della Guinness, e per riscaldarci (quel freddo mi devastava l'anima ... per che cosa, per che cosa abbiamo lo spirito?), allora abbiamo preso l'apparecchio e abbiamo registrato una lunga, lunghissima intervista ... e bevevamo birra, la porter di Dublino, la birra a bassa fermentazione della Guinness, quella che nel bar di Ormond bevevano il papà di Stephen Dedalus e i suoi amici ... Già a Londra, o a Birmingham, mi avevano detto che la migliore porter della Guinness sta a Dublino, nelle birrerie intorno alla fabbrica di birra, è lì che vanno gli intenditori, perché le botti di porter della Guinness non reggono a un trasporto lungo ... e così il mio fotografo londinese mi ha invitato ad andare a Dublino insieme, per tutta una settimana berremo la porter della Guinness e intanto andremo in giro per Dublino, per tutte le vie e le strade e lungo il fiumiciattolo, dove hanno camminato Leopold Bloom e Stephen Dedalus, Ulisse e suo figlio Telemaco, e i loro amici e in generale ... Mentre tornavamo a Glasgow, la nostra strada era tappezzata come quando siamo andati verso i laghi, ma all'inverso. Andavamo solo per un'altra statale, ma il paesaggio era più bello, perché
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==