vedere con l'esaustività né con lo "scrivere bene", con la chiarezza o con il talento: è un'operazione e non un'opera. Descrivere, insomma, implica una scelta, la stessa responsabilità del fotografo che sceglie un'inquadratura. Fra ciò che compare e ciò che non compare si gioca il senso morale di un'interpretazione. L'ambizione internazionalistica di "Linea d'ombra" rientra in questa pratica descrittiva, non esotizza snobisticamente: il senso dei dossier e degli "speciali" dedicati a India, Africa, Messico, Canada, Austria è la controprova che il miraggio di un universo "salvato" e "compattato" dalla tecnologia è in realtà uno sbriciolato coacervo di tensioni che "lavorano" sotto la coltre opaca e uniforme dell'omogeneizzazione culturale. Le voci che continuamo a raccogliere dal mondo (ma anche dal passato) - voci di narratori e intellettuali, voci in cui crediamo di riconoscere contiguità e confluenze di malesseri e inquietudini-non entrano nel cerchio delle pagine della rivista come "ospiti": sono loro a ospitare noi, sono loro a colmare lo spazio della nostra "marginalità", a creare una connessione fra destini condannati all'inferno dell'apparente intraducibilità di esperienze sempre più periferiche. In questo senso la "distanza" geografica ha ben poco peso. Né è determinante che quelle testimonianze siano più o meno ricche di "realtà" di quelle raccolte in ambito nazionale. Non si tratta infatti di celebrare la realtà contro una fantomatica non-realtà: si tratta piuttosto di lavorare come un "diario" di cultura o di culture, come un diario collettivo di esperienze in cui emerga la qualità di una voce, la necessità di una voce. Dovessimo misurare questo approccio in termini di distanze, quale paese è più lontano dal teatro delle "magnifiche sorti" occidentali del villaggio del bergamasco in cui una figlia ha vissuto da reclusa per vent'anni nella casa dei genitori? L'ubriacatura tecnologica di questo fine secolo ha i suoi bei fantasmi che dovrebbero - per quanto siano sgangherati e provinciali - far riflettere. La normalità - se ha ancora un senso alludere alla rotondità di una norma- non è mai stata tanto poco rassicurante come in questo ridicolo tardoilluminismo, tutto appiccicoso di ottimismo. Accennavo poco più su a una "disperata contraddizione". Bisognerebbe aggiungere anche una allibita sfiducia nei confronti del politico come terreno incongruo e fallimentare. Entro queste due rive fluttua l'instabile destino di chi si ostina a considerare la cultura come una fatica necessaria. A tutta prima pensare a un luogo, nella geografia sociale contemporanea, che sia di "Linea d'ombra" sembra ironicamente tragico. Forse anche arrogante. Sappiamo tuttavia-questo appare evidente dall'insistenza con cui si professa compatto il gruppo redazionale e ostinata la fedeltà dei lettori - sappiamo che in una geografia così fuor di squadra qual è quella su cui sono tracciate le nostre attuali esistenze un'ipotesi di identità articolata e complessa è un elemento di forza decisivo. In tal senso si rivela sempre più forte e operativo il criterio dell'ospitalità: che vale anche per forme diverse da quelle della scrittura narrativa e poetica.Un interesse sempre maggiore destano infatti il mondo dell'arte, dell'architettura e dell'urbanistica, della fotografia e naturalmente del cinema. E in tale direzione la rivista vuole lavorare nel 1996 a conferma di un'attenzione che si riconosce viva e disposta a giocare su terreni e temi vincolati alla marmorea ottusità dei linguaggi settoriali e degli specialismi. Un'ospitalità che si rispetti - nella doppia accezione, passiva e attiva - non può esigere il rigore formale di una casa borghese o il rigore professionale di un albergo a quattro stelle. Altrimenti il rischio è che non accada nulla. Sentiamo la necessità di proporre un punto di riferimento per modellare nuovi strumenti_critici. La mesta anarchia dei narratori italiani,quel loroprocedereondivago e dispersivo alla ricerca di mitologie e linguaggi variamente orientati verso il consenso, piuttosto che alla elaborazione di esperienze (etiche, estetiche) è già prezioso sintomo di un'assenza. Un'assenza di idee capaci di circolare intorno agli immediati dintorni di quelle che siamo soliti chiamare "opere". L'ospitalità di "Linea d'ombra" può essere "ingrata" ma deve senz'altro lavorare in questa direzione. Raccogliere segnali. Rispondere agli impulsi. Battere S.O.S. Giocare sul terreno dell'esemplarità. Perfino teorizzare. Fare in modo che si intuiscano piste, tracce, indizi. Indizi di valori. "Ancora una volta le circostanze hanno modificato le menti degli uomini con più forza dei propagandisti letterari propriamente detti" scriveva Aldous Huxley nel 1936 a proposito del divampare dei sentimenti nazionalistici, malgrado il successo di autori pacifisti come Remarque e H.G. Wells. L'urgenza di una critica più sensibile alle interferenze, più "descritti va" e discriminante, è anche dettata dalla consapevolezza che la migliore ospitalità resa agli autori è quella di ricondurli alle "circostanze". Fuori dalle "circostanze" si dimentica. Si perde il senso della prospettiva spaziale e temporale. Si disseccano le radici più autentiche del godimento. Giacché, per dirla con il Goethe degli Epigrammi veneziani: "Tutto ciò che ho provato l'ho condito/ con dolce rimembranza, con speranza: / con le spezie più amabili del mondo". IPERBOREA DAL NORD LA LUCE SelmaLagerlof KnutHamsun L'ANELLO SOTTLOASTELLA SOTTOLA RUBATO STELLA pp. 128-L. 16.000 D'AUTUNNO D'AUTUNNO Fantasmmi,aledizio- pp. 160· L. 20.000 ni,rivelaziomniiste- PremioNobel nel riosee salvifichien 1920,KnutHamsun unraccontdoiarmo- apreconquestorosferamagiceagotica manzop, rimaparte daleggerleaseraa, c- dellacosìdetta"tricantoalfuocoD. ella logiadelviandante", piùgrandenarratri- lafasepiùstruggente ce svedese,Nobel e riflessivdaellasua nel1909. parabolcareativa. JensPeterJacobsen SAGADIEGILL NIELSLYHNE ILMONCO pp.264· L. 24.000 SAGADIEGILL pp. 112- L. 16.000 Il romanzocheSteILMONCO SpedizionivichinfanZweigdefinivial ghe, duellie regni \Verther dellasuage- conquistatlia, ricernerazione cheha cadi principessrea• affascinatoper de- pite,tappetivolami, cennilettorie scrit- vestimagiches:toria toridi tuttaEuropa, e fiabasisovrappontra i qualiThomas gonoinquest'antica Manne Rilke. In 11•1 ll!l()RE..\ sagaislandeseospeI r ~ Il llPll t ,\ nuovatraduzione. safraepopeaemito. Via Palestro, 22 - 20121 Milano - Tel. (02) 781458 Fax (02) 798919
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