UN IMPROBABILEINCA ALFREDBORYCECHENIQUEP,ERUVIANO COSMOPOLITA A curadi SilviaMeucci LAMASCHERADELCLOWN Fabio RodrfguezAmaya Dal suo esordio nel 1967 con i I sorprendente romanzo Unmunda paraJuliusfino al magistrale e recentissimo No me esperen en abril, Alfredo Bryce Echenique ha continuato a provocare e divertire i suoi fedeli e innumerevoli lettori di tutto il mondo. Franco Mogni lo introdusse in Italia nel 1973 con il racconto Prima del/ 'appuntamento con Linares, pub bi icato nella miglior antologia esistente di narrativa latinoamericana edita da Yallecchi; nel I 977Feltrinelli pubblicò, con la traduzione di Enrico Cicogna, Unmondo per Julius. Inseguito, su Bryce l'Italia ha mantenuto i I silenzio per vent'anni fino a oggi, quando l'esordiente casa editrice Omicron di Roma pubblica finalmente Dos seììoras conversan, opera del 1990 composta da tre romanzi brevi, raccolti sotto il titolo del primo:/ grandi uomini sono così e anche cosà (traduzione di Andrea Blarzino, pp. 279 L. 29.000). Bryce Echenique è uno degli autori latinoamericani più tradotti del momento. Della sua estesa opera ricordiamo i libri di racconti La felicidadja,ja, Huerto cerradoeMagdalenaperuana. Tra i romanzi: Un mondo per Julius, Tantas veces Pedro, La vida exagerada de Martfn Romaììa, La ultima mudanza de F elipe Carrillo, Dos seFioras con versan, El hombre que hablaba de Victoria de Cddiz, e I' u I timo romanzo No me esperen en abril (Non aspettatemi ad aprile, 1995). Nonostante siano già apparse a Barcellona nel 1993 le celebrate "antimemorie" sotto il titolo Permiso para vivir, il titolo del libro che lo scrittore peruviano deve ancora scrivere è forse La vita strampalata e gaudente di Alfredo Bryce Echenique; nato a Lima nel 1939, compie i suoi studi primari e secondari in collegi inglesi. Si laurea in Diritto e in Lettere presso l'Universidad Nacional de San Marcoscon una tesi su Henri de Montherlant, per un fallo di memoria. Come racconta in Domesticando el sueììo la tesi avrebbe dovuto essere su Maeterlinck. Risiede con nomadismo rallentato dal 1964 in Europa: Francia, Italia, Grecia e Germania. Tornato a Parigi, insegna nelle Università di Nanterre, La Sorbona e Yincennes. Nel 1980 è a Montpelliercome professore di Letteratura e Società latinoamericana presso l'universitàPaul Yaléry e infine arriva in Spagna,dove vive tuttora. Tra i suoi trisavoli, bisavoli, avi, nonni e genitori, troviamo, oltre che pari della corte d'Inghilterra, viceré della Grande Spagna, puttanieri, ministri, industriali, latifondisti, generali, pirati, banchieri, ladri, santi bevitori e persino presidenti della repubblica, tutti alla radice di questo serio scrittore, così serio che indossa una maschera da clown. Anche la sua letteratura è così seria che fa scompisciare i lettori. "Cuore appassionato dissimula la tua tristezza" dice una canzone popolare latino-americana: tale sembra essere sia il punto di partenza Alfredo BryceEcheniqueFotoGorcio Francis. che il file rouge di tutta la letteratura di Bryce. Questo raro personaggio, una sorta di improbabile inca con un cognome scozzese e un altro basco, mostra un incedere lento e metodico, una voce avvolgente, uno sguardo sornione e un eloquio lussureggiante, che alimentando un talento di prim'ordine, gli hanno permesso di comporre una ventina di libri tra romanzi, racconti, testi giornalistici e invenzioni di altro genere. Precisamente il mascheramento sorridente dell'esperienza umana intesa come tragica danno vita alla letteratura di Bryce, in cui il paradosso, il grottesco, la nostalgia, la tristezza, l'amore, il ridicolo appaiono a tutto campo a confronto con tenerezza, analisi profonda, dissacrazione e interrogativi sull'esistenza. Tale dissimulazione produce opere che ammantano l'orrore della meschinità umana con un rivestimento di calibrata ironia, suscitando contemporaneamente pianti e risate, utilizzando un linguaggio che rasenta la perfezione dei classici e si serve dello humour nero, così nero da trasformare in lapide il lettore. Leggere Bryce è divertente ma impone la sfida di chi si addentra nella insensatezza della vita contemporanea: amori impossibili ed eventi assurdi, sesso inappagabile, malattie immaginarie e nevrosi reali. Tutti i protagonisti della sua creazione diventano nel contesto letterario emblema di un'aristocrazia o borghesia di potere, tanto elitaria, decadente e abietta e tanto realmente ricreata nei suoi libri da risultare quasi finta. Lo scrittore però non si limita alla riproduzione di un paradossale scenario ma scava, si addentra con fermezza nelle profondità caotiche della Lima e del Perù della sua infanzia, così come dell'Europa della sua maturità, alla ricerca della realtà riproducibile come monito alla distruzione della società. Bryce sa densamente condire la propria materia letteraria di
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