Pasolininonèunaccademicomateriaiismodialettico,mauntoccante "materialismo volgare"rivoltoal misticismo.Ecioè, la verità degli uomini è nella vita vegetativa, perché solo in questa è possibile ritrovareildivino. L'eroedeLa riC<ma, lacui unicapreoccupazione èquelladi buscarsiunpo' diciboperriempirsi lapancia,muoresuuna crocecinematografica,comeCristo. Lacapacitàdei burattinidi vederese stessidall'esterno,di autocriticarsi, non li salva però dalla conclusione tragica. Anche in Uccellacci e uccellini troviamo Totò e Ninetto, nei panni di due popolaniche vagano,senzameta,per lesconfinateperiferieurbane. Prendonocomecompagnodistradauncorvoparlante,cherappresenta il logorroico intellettualedi sinistra, lacoscienza "politicamente corretta"che interpretacriticamentema"non vive". l duevagabondi finirannocolmangiarequelcorvo troppocoltoe verboso.Evidentemente Pasolini si auto-ironizza in quel corvo: l'intellettuale che interpreta il mondo dall'esterno non sfugge alla tragedia, verrà "sacrificato" -come lo sarà Pasolini stesso, venti anni fa, in una periferiaromana.Mach iriflettevagiustamentesacrificatoperché iI suosguardo istituiscel'Uomo. Le allusioni a Velazquez in Che cosa sono le nuvole?, e in pa1ticolareaLasMeni11as,rimandanoaquestodrammadellacapacità riflessiva. Inquegli anni si parlavamoltodi Lesmo/sei leschosesdi Foucault 2,chesi apreappuntoconunlungocommentoa LasMeninas di Velazquez. Secondo Foucault, inquel quadro il mondo appare come oggetto di rappresentazione per un soggetto "sovrano" che guarda.iIqualeevadecosìdallascenadelmondoa luioffe,ta.Citando Velazquez,Pasolinici significaladistanzadellosguardoc,iticoche, riducendo lecose a proprioggetti, sacrifica I'animalitàe ladivinità degli uomini, obiettivandoli come rappresentanti dell'Uomo. In effetti,gli"oggetti"affettuosioffertiallosguardodeisguardi-sovrani, nel quadro di Velazquez, sono rappresentati "senza sentimento": l'Infanta di Spagna, ledamigelle, inani,appaionocome pietrificati, quasi dei burattini. Con Velazquez trapela lacrudeltà segretadella rappresentazione"umanista": che riduceiImondoaoggettoperuno sguardo-soggetto interpretante,locongelanellospietatostatutovisualedel I"'oggettività". I Pupi, come l'Infanta di Velazquez, sono vittimedellaVolontàsovrana,effettidell'umanismo "borghese". In Salò-Sade, alla finei libertinifascistisidecidonoaduccidere, con orrende sevizie, i loro prigionieri. Vediamo però i supplizi da lontano:a turno,ognunodei viveurs guarda lascena-in uncortile -da unafinestra, attraversounbinocoloda teatro.Alla fine,unodi loroha labellaideadi rovesciareilbinocolo,eguarda(noiguardiamo con lui)quelteatroatroceda unadistanzaabissale.Quelcannocchiale rovesciato,come ilcorvodi Uccellacci e uccellini, ilBurattinaiodel nostro fiImeccetera, allegorizzaloSguardooggettivante: larappresentazione umanista viene denunciata come un teatro sadico. In Velazquezancora losguardocriticodei sovraniparecogliereoggetti affettuosi,maormaiquestaestraneitàobiettivacoincideconI'oppressionee laviolenzapiùinumane.L'umanismo,che fadelleanimeedei corpi umani unospettacolodecoroso, svelasestessonelparadigma efferato sadiano-fascista, perché ha rinunciatoad avere pietà per la materiae lacarne-per labestiae ilburattinochesonoogni uomo. Pasolini sceglie la tragedia di Othello per costruire questa sua metafora dell'esistenza umana perché è un dramma di passione essuale, e perché Olhello è a suo modo una tragedia ermeneutica. DifattiJagotesseunaragnatelainterpretativacongiochidifazzoletti edi insinuazioni.Ce,to lepassionieroticheegelosefannointerpretare ilrealeinmododisto1to.Allora,comeinterpretarequestepassioniche fannointerpretarecosìmale?Se lagelosiaè unapassioneinterpretante,comedobbiamointerpretarequestapassioneinterpretante?Questa è ladomandacheponeespiicitamente,comeabbiamovisto,Othello. La rispostadelBurattinaiofailversoalle interpretazionicanonieh: degli psicoanalisti. Cosa può dire uno psicoanalista ad u~ paziente-Othello?Che nonuccideDesdemonaperché loha tradito, maperchéegli hasempredesideratoucciderla.ForseperchéDesdemonaèbianca,èbella,appaitieneaungrandecasato,eOthelloènero, di umiliorigini.Othellocrededi esseregeloso,e inveceè invidioso, comeJago.EseJagosi lasciassepsicoanaIizzare,rivelerebbeprobabiImente una suagelosiaomosessuale neiconfronti diOthello, che amaDesdemonae non Iui:JagoècomeOthello ! Jagoè l'interpretazionediOthello.e viceversa.EOthello,questoJagochenonsisatale, qui assilla Totò con domande sul proprio desiderio (un Othello nevrotico più che geloso). Quando egli incalza "Perché desidero uccidereDesdemona?", ilburattinaio-psicoanalistarisponde"forse perchéDesdemonadesideraessereuccisada te". Per iIfreudiano, si tratta sempree solodi desiderio. "Il desiderio diOthello è quello di Desdemona;ildesideriodiDesdemonaèquellodi Othello."Nonc'è veraopposizionetravittimae carnefice: iIcarneficesognadiessere vittima,e lavittima,ahimè,compiace ilpropriocarnefice. n Burattinaio parla come uno psicoanalista perché manovra, dirige,manipola-registadelleanime. Apparealdi sopradelTeatro dei Pupi, cioè delle passioni e della vita, gelido e neutrale, come i gerarchisadicidel Salò-Sade.11 discorso interpretanteè undiscorso da Manipolatore: interpretare il desiderio soddisfa il desiderio di dominio suldesideriodell'altro. La sintassi interpretativaè sempre violenzadesiderante,nonGelasse11heit,abbandonocontemplativo.E Jago,manipolatoredelleinterpretazioni,èa suavoltamanipolatodal Burattinaio,valeadiredallepropriepassioni invidiose.Ma ilBurattinaio è anch'egli, a un certo livello, un burattino. Verrà anch'egli sacrificato. Comunque,allafineiduepupifinisconoall'ape1to.Finoadallora la loro vita era stata solo rappresentazione e sogno. Anche le loro passioni erano artifici dell'interpretazione, opera del Puparo. La naturainvecenonè interpretazione,restituiscelecosestesse."Ache servono?", chiede Othello ammirando le nuvole. Nella nostra vita socialeormai lecoseservonosempreaqualchecosa,sonostrumenti. Ma lenuvolenonservonoanulla:cisonoe basta.Nonsonosegni,non e' è nuIlada interpretare.Nellanostraepocadi pragmatismo, filosoficoe pratico, ci è difficile pensaredelle purecosesenzalogos, a un universosenzaComunicazione.Cacciatidalteatro,quandocioèidue pupinonservonopiùanulla,essiscopronolecose.Edèaquestopunto che unaeccessiva pietà invadecerti spettatori-siamo "punti". Conquestonon vogliodireche il filmettodiPasolinisiastrappalacrime.Non si trattadi quelI' eleos, pietà,che, secondo Aristotele, sentiamo (assieme al.fobos, all'angoscia) nei confronti dell'eroe tragico. Non è la compassione che l'opera edificante abilmente ci istilla,perstrapparcivirtuoselacrimecatartiche.Invecequestapietà è il nocciolo del punctum. di Barthes: "un'ondata più grande del sentimentoamoroso...laPietà3 ". Peresempio,quel ticdella ragazza del Decameron ci pungeva perché ci impietosivamo di lei: quello sbatteredipalpebrenonstudiatocifacevaslittaredallacomplicità,per lasuaastuziaerotica, verso latenerezza. Barthes parla nel casodelpuncrumdi una pietà pazza, infondo morbosa(quindinoncataitica:lacatarsiperA1istoteleeralacura,non lamalattia).EglievocalafolIiadiNietzsche:"[guardandol'immagine pungente, cingo] con lemiebraccia ciò che è 1110110, ciò che sta per morire, propriocomeNietzschequando, il3gennaio 1889, sigettò piangendoalcollodi uncavallomartoriato:impazzitoper laPietà4 ". Barthes insistesulla data precisa, "il 3 gennaio 1889"; su un luogo (Torino)e unfattoparticolari:lapazziaè unevento qui e ora, intrisa di reale.Edè importantecheoggettodi questapietàpsicoticanonsia unessere umano, ma ilcavallo di unvetturale. Lo stesso Barthes,primadi parlaredi Nietzschenel suo saggio, aveva evocato la bambola meccanica, imitazione perfetta di una
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