Linea d'ombra - anno XIV - n. 111 - gennaio 1996

34 l"IRl:LLA G0TTSCHlli: LOWE ~ Per grattarsi il mignolo. Per sposarsi l'anulare. Per insultare il meclio. Per viaggiare il pollice. Per leggere l'Lndicc. E in edicola L'Indice di questo mese. Assaporate il vero gusto della cultura. E non aCC'o11.tentalevidi un assaggio. Sull'ultimo numero troverete tulle le indicazioni per abbonarvi e scoprirete tlNDICE come ricevere lii regalo la tessera sconto /!alida in tutte le DEI LIBRI DEL MESE Librerie Messaf{f{erie. COME UN VECCHIO LIBRAIO. POPOLARE NETWORK: ABBIAMO VOLUTO LA BICI! 93.7 95.4 96,3 96,05 97,7 101,5 101,7 102,9 104 104,6 106,3 107,6 107,7 107,8 107,9 Firen1.e, Co,1/romdio flre.scia, Rndio Rre$cìn /lc'f,olr1re Bologna, Rndio Città del Capo \.onegli:mo, Trevi/'i.o, Radio IVlse81 Roma, Radio Cittt1 F11t11m Milano, Rndio Popolmf! Genova, Rndio Ge11011(lPopolare Verona, Rndio Popolare \lenmn Man1ova Varei-e Milano, Pavi.1, Ales/'i.andria, Nov:1ra, Vercelli Brescia, Bergamo Como, Cremona, Lecco Oergamo .. e a furia di pedalare tra tante vcrit~ì sco111ode, siamo diventali il primo Network di informnione inclipenclente. Tante rndio, una diversa dall'altra, che si collegano ogni giorno in un Network nazionale. Tanti noliziari trasmessi dalle 6,30 a mezza11011e che raggiungono ormai due terzi e.lei paese. Ci stiamo allargando. Più siamo e più velocemente faremo chiarezza Po olare , senzaartisti, perché, nella Repubblica, li avevano banditi. Fofi Solo che nella Repubblica non c'era la televisione. Noi, invece, abbiamo la televisione che sostituisce la Repubblica e sostituisce anche gli artisti. De Seta Ho l'impressione che questa visione "oltre" ci venga data, fittiziamente e falsamente, daquesto schermo. Altrimenti, non si spiegherebbe questa specie di culto che si sviluppa intorno a Castagna. Checos'è?Ciòche un tempo si elaborava nella fantasia, adessoci viene scodellato suIlo schermo e, quindi, tutta I' allività funzionale fantastica dell'uomo viene tarpata. È questo che sta succedendo. È anche per questo che èdifficile fare i film, èdifficile fare arte perché la realtà è di ventata più difficile da interpretare. Maresco Facciamo un salto indietro e torniamo agli anni Cinquanta. In questi giorni, per la prima volta ho visto i suoi documentari, quelli ambientati in Sicilia, che sono. secondo me. straordinari e anche il pubblico ha reagito allo stessomodo. Sono documentari che contengono unagrande testimonianza di un mondo che sta per sparire, ma anche, secondo me, una grande testimonianza di cinema, che poi credo si rifaccia alla scuola di grandi documentaristi come Flaherty, forse anche John Ford, c'è una grande pittura. In quegli anni, siamo negli anni Cinquanta, siamo in fasedi pre-boom.cominciava in Italia la fasedel benessere. Questi documentari erano in qualche modo anticipatori, erano avanti nel tempo rispetto aquella cheera la cultura cinematografica e la cultura in generale. Quale fu la reazione del pubblico e degli intellettuali e, in modo particolare, della sinistra? De Seta Purtroppo, questi documentari non furono mai distribuiti perché esisteva un sistema di sovvenzioni per cui sarebbero dovuti passarenei cinema e i produttori che li abbinavano a film che si presumevadi successo,come èstato nel casode Il tempo dei pesce spada che fu comprato da Marenotti, che aveva prodotto La donna più bel/ade/ mondo, ma poi nelle salenon passavano.Non rimaneva mai il tempo per questi dieci minuti di documentario. Quindi non furono mai conosciuti. Facevo molte proiezioni private; uscì qualche articolo di Chiarini, di Barbaro. Solo adesso vengono visti, lo dico con un po' d'amarezza, dopo quarantun anni. Sono tempi un po' lunghi. Maresco Uomini di cinema di quegli anni, gli altri registi. conoscevano questi documentari, Ii avevano visti? De Seta Sì, anche perché, in quell'epoca, molti di noi erano documentaristi: Pontecorvo, Vancini, Damiani, i fratelli Taviani, Maselli. Ci vedevamo, lavoravamo insieme. Però, adire la verità, i miei furono considerati un po' diversi perché mancava lo speakere furono tra i primi acolori. Ma non mi pare che siano stati notati in modo particolare. Ognuno faceva i suoi. Foti A me pare che la differenza tra il tuo cinema, e quello di pochi altri registi, in generale, rispetto al cinema dominante stavanel fatto che in loro c'era un progetto che cercava di congiungere i politico e l'estetico, e l'estetico era in subordine rispetto al politico. Mentre in te c'era questa differenza fondamentale di cercare di congiungere l'etico e l'estetico. Dal punto di vista critico, le uniche opere che riesco acomparare con le tue, anchesesonodiversissime, e procedono su un altro terreno, sono quelle di Rossellini. Non il Rossellini pedagogoe televisivo, ma il Ros ellini delle grandi opere di mezzo, Viaggio in Italia, Stromboli, Francesco, in cui l'immagine è al servizio, o è all'incrocio con una tensione di tipo etico o

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