VEDERE,LEGGERE,ASCOLTARE . 27 INVITO A MARTIN AMIS AlfonsoGeraci "'Dimmi una cosa. Hai ... come ... degli orari precisi in cui scrivi, ogni giorno? O scrivi solo quando ti va. O cosa ... ' Lui sospirò e fece, 'Vuoi proprio saperlo? ...Mi alzo alle sette e scrivo di filato fino alle dodici. Dalle dodici ali' una leggo poesia russa ... in traduzione, ahimè. Pranzo alla svelta, poi storia dell'arte fino alle tre. Poi filosofia perun' ora ... niente di tecnico, niente di difficile. Dal le quattro alle cinque: storia europea, iI 1848 e tutto il resto. Dalle cinque alle sei: perfeziono il mjo tedesco. Da questo momento fino a ora di cena, beh, ho voglia di rilassarmi e leggere quello che diavolo mi pare. Di solito Shakespeare'". Questo celebre scambio di battute-inMoney, 1984, traJohn Self, regista pubblicitario e tendenziale analfabeta di ritorno, e lo stesso Martin Amis, reclutato per ricucinare un copione insoddisfacente, è uno degli "scontri", frequenti nei romanzi di quest'ultimo, tra quanti non leggono e non se ne creano un complesso, e la minoranza dei "secchioni". I quali, occorre puntualizzare, ne escono quasi sempre male, e raramente risultano provvisti di una profondità tale da controbilanciare l'inferiore dotazione di senso pratico ("Questo Martin Amis vive come uno studente" borbotta Selt). Recentemente, però, i topi di biblioteca hanno segnato un sorprendente punto a loro favore proprio nel la persona del quarantaseienne scrittore inglese, che, per il suo nuovo romanzo, The Information, è riuscito a farsi pagare l'enormità di 500.000 sterline di anticipo. Resta da sperare che intorno a un simile exploit- che lo rivaluterebbe senz'altro agli occhi di John Self-si riesca anche nel nostro paese a montare una campagna pubblicitaria che imponga finalmente ali' attenzione generale un autore del quale la cu I tura italiana non si è sostanziai mente ancora accorta. Altrove, tuttavia, Amis è preso molto sul serio, e il pieghevole di The fnfonnation sfoggia una citazione di Saul Bellow che gli dà credito di aver scoperto "un nuovo modo di scrivere sulla vita moderna". Nuovo? In I like it here, scritto nel 1958 da Kingsley Amis, papà di Martin e romanziere di vaglia, recenteme~te sc~mpar~o, il galleseGarnet Bowen veniva tediato da un amenca~o mten~tonato a prender casa proprio nel Galles, fino a quando, 1mprovv1sa, giungeva l'illuminazione: "Ha mai sentito parlare del Partito Nazionalista Gallese? ... naturalmente ben poco arriva sui giornali inglesi adesso, perché i Gallesi si sono infiltrati in un sacco di posizioni-chiave della burocrazia ... TIPartito Nazionalista Gallese è un pa1tito rivoluzionario. Fino a ora non sono usciti granché allo scoperto: un po' di sabotaggio qua e là, un assalto a una stazione di polizia, qualche base della Raf distrutta, niente di più. Le autorità inglesi non possono farci niente ... giurie Gallesi e giudici Gallesi, lei mi capisce ... Controllano la stampa e la radio e la scuola e l'amministrazione locale e la Chiesa, ma i membri effettivi sono ancora pochi. Anche se a quanto pare sono cresciuti un bel po', negli ultimi cinque anni circa". MartinAmis.FotoStevePyke/ RetnoPictures/G. Neri. Ventisei anni separano l like it here da Money, ma lo stile della presa in giro è lo stesso. Alla fine l'americano, avendo sentito odor di "rossi" è più deciso che mai a trasferirsi: "Niente ... potrebbe ... fartl)i ... più ... piacere, signor mio. Se si arriva a sparare, sarà da tutte e due le parti. Ci può scommettere. Ho sempre sperato di avere l'occasione di mettere le mani su questi Comunisti bastardi, e q_uestasembra la volta buona ... Bene, orazie per la conversazione. E stata interessantissima". "' Più laconico è invece il tassista che intrattiene John Self ali' inizio di Money: "Datemene solo cento ... cento tipi come me ... faccio sparire tutti i negri e i portoricani da questa città di merda". Inutile continuare nell'elencazione delle somiglianze: del resto Martin ha sempre citato il padre come una sua "fonte". Eppure Saul Bellow ha ragione. La voce di Amis junior è effettivamente nuova, individuale e originale. Innanzitutto, come ha notato David Lodge, i I tono di Martin è in ultima analisi diverso da quello di Amispère, è più sgradevole ed estremo: "La sala odorava di cavolo bollito ... o, per la precisione, odorava come se qualcuno avesse mangiato sei stai e di asparagi, annaffiandole con dodici pinte di Guinness, e pisciato su pareti, soffitto e pavimento" (The Rachel Papers, 1973.) Di versa è, soprattutto, l'intenzione morale al la base dei lavori dei due Amis (come risulta non solo dal la fiction ma anche dal la rispettiva produzione di-carattere autobiografico e critico). Kingsley Amis era soprattutto un moralista, e in oltre quarant'anni di carriera era andato perfezionando una sua idiosincratica versione della Comedy ofmanners: pur evitando i manicheismi, si proponeva senz'altro di colpire determinati "bersagli", i cui costumi e il cui linguaggio castiga senza pietà. Particolarmente dura è sempre la denuncia di falsità e presunzione ... difetti verso i quali Martin dimostra spesso ben altra comprensione. Ad Amis il giovane riesce invece impossibile il distacco paterno nei confronti dei "cattivi" di turno ("Non mi interessa troppo disapprovare" ha dichiarato). Succede così che, in The lnformation, Gwynn Barry, lo scrittore dall'immeritatissimo successo mondiale che si fa riprendere dalla TV in pose zuccherose con la mog_lie(un_po' come il leader laburista Tony Blair) e fa parago111scemi tra letteratura e bricolage che vengono presi per profondi (nello stile di Peter Sellers nel film Oltre il giardino), abbia delle
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