22 STORIE/ SAHGAL mettersi al lavoro pensava all'ariadive1titaeostiledel padre di Priya in occasione del loroprimoe unico incontro. "Laureato in matematica, vero? Al giorno d'oggi i poveracci che vengono dal basso hanno grandi aspirazioni". Nessuno rise. I due detenuti che erano suoi domestici stavano in piedi ai due lati di Moti, in attesa di nuovi ordini da parte del carceriere. Emanavano un odore di brillantina. Alcuni momenti della vita possono accrescere la propria esperienza con una velocità spaventosa, e in pochi secondi Moti capì che tra quelle pareti c'erano delle forze del la cui esistenza non aveva avuto il minimo sospetto. Una persona prudente, anche un ritardato mentale avrebbe evitato di mostrare la minima intraprendenza. Ma il destino aveva fatto cadere l'attenzione di Moti sul disegno di fiori e frutta color rosso acceso e arancio sul tappeto di cotone che stava sotto i suoi piedi. Priya gli aveva detto che era stato tessuto dai carcerati nella fabbrica della prigione. Un giardino di sorprendenti dettagli onirici colpì i suoi occhi e l'immagine di ladri e assassini alle prese con delle farfalle era così affascinante che si dimenticò di essere stato trascinato lì con la forza. Aveva iniziato a parlare del suo sincero amore per Priya,quando una raffica di colpi sulla testaesulle orecchie gli fece perdere l'equilibrio. Dalla sua bocca sgorgò del sangue. Lunghi rivoli colavano giù fino a raggiungere sul tappeto una rosa aperta. Moti tirò verso di sé una pratica ma un'ansia più recente cominciò a rodere dalla prima colonna di numeri. Gli era impossibile decifrare la sua bella e uniforme calligrafia simile a una ragnatela di fianco alle partite e ai prelevamenti. "Un ex dacoit è stato nominato presidente del la Great Eastern Bank",disseaShiv. "Che ne pensi?" "Quel Hari Lai che ha scontato dieci anni per rapina a mano armata" rispose Shiv ridendo, "Così gli sarà più facile collaborare a una rapina". E anche quel lo poteva essere vero. "Potrebbe essere una voce infondata", Moti aggrottò le sopracciglia verso la sua indecifrabile cal Iigrafia. "Perché dovrebbe essere una voce? Su che pianeta vivi? E perché te la prendi tanto a cuore?" "Un uomo come Hari Lai", Moti ripeté lentamente. "La nazione in marcia. Signorsì !" Non che la nomina di Hari Lai riguardasse direttamente lui,Shiv o le altre cinquanta persone al pianterreno con i loro colli curvi su montagne di carta. Tutto sarebbe continuato come prima fino a quando un Hari Lai sarebbe stato nominato anche là. Moti fissò la stanza come se un presidente dacoit con cravatta esotica e scarpe tirate a lucido fosse entrato nella stanza. Sentiva persino la musica di sottofondo. Shiv si allungò verso di lui e gli diede una pacca. "Cos'è che ti preoccupa, i soldi della banca?" Quello che aveva dato fastidio a Moti era l'idea nel complesso, ma ora che l'illegalità e il disordine erano cuciti in abiti rispettabili e parlavano con un accento rispettabile, il pericolo per il denaro gli sembrava una probabilità certa. Quella nomina era pura follia. Tre ore dopo raddrizzò il collo, spinse la sedia indietro e andò a pranzo alla bancarella dall'altro lato della strada. Avrebbe dovuto essere alquanto afflitto dai problemi economici, una serie continua di preoccupazioni, mai finite e superate come l'assalto mortale con cui il carceriere l'aveva punito. Il padre di Priya era abituato al l'astiosa obbedienza del penitenziario. Sottomettere i condannati era la sua professione e non credeva potessero esistere personalità non assoggettabili e forze invincibili. Perché Moti aveva maturato una forza invincibile a un certo punto del lungo assedio, quando sembrava che Priya non sarebbe mai divenuta sua, quando tornava a casa dal lavoro con la paura di essere assalito nel buio e viveva nel terrore di quello che dei sicari potessero fare a una casa con lo scoppio del conflitto di casta. E quando, al limite estremo delle sue capacità, esaurì la sua forza senza essere più in grado di recuperarla, questa gli ritornò indietro come un mantello a ricoprirlo. Così, invece di finire pestato a sangue in un vicolo o morto nelle acque dello] umna, si ritrovò straordinariamente intatto in una colonia con Priya. I sicari dovevano aver abbandonato la loro ricerca.C'era stato tempo sufficiente perché la sete di vendetta si placasse e quando ci pensò a mente fredda arrivò alla saggia conclusione che non era necessario affrontare la morte ogni giorno. Ma c'era qualcos'altro che lo spaventava, il pensiero di perdere Priya nonostante continuassero a stare insieme, lei una dea marmorea nel deserto del loro matrimonio e lui per sempre indegno. L'uomo della bancarella toglieva dal l'olio scoppiettante alcune gelabies dorate e bollenti e le immergeva in uno sciroppo denso. Moti voltò loro le spalle e mangiò velocemente. Si strofinò del sale sulle dita per togliere l'unto e bevve per mandare via i I sapore del peperoncino. IIproblema di come passare il resto della pausa per iI pranzo era stato risolto molto prima con la lunga fila di negozi nei pressi della banca. Moti aveva imparato a trascorrere il suo tempo in città senza rivolgere lo sguardo ai passanti. Stava guardando i crespi e i broccati dei manichini di plastica in una vetrina quando gli venne in mente senza alcun nesso logico il tono di voce di Priya, la forma delle sue vocali e come aveva ritrovato la stessa rotondità e morbidezza in tutto iIsuo corpo fino al l'arco del piede. Era di ventato un promemoria decisamente doloroso delle sue origini superiori e dell'invalicabile confine che li divideva. Moti, che era in grado di capire quando si trovava di fronte a delle barriere, non si era nemmeno reso conto che ce ne fossero fra lui e Priya. Si era semplicemente proteso verso di lei in preda alla passione e lei gli era andata incontro. Era stato iIcarceriere a spiegare a Moti che andava contro la storia stessa e non semplicemente contro la furia di un uomo. Ogni volta che ci pensavaeratormentatodall'umiliazione.11 dolore era diventato continuo. C'erano delle zone reali del suo corpo in cui il dolore affondava come unghie nella carne. E sarebbe riuscito a distruggerle se di notte non fosse sopraggiunto qualcos'altro a distruggerle prima. La sensazione di imminente distruzione continuava a giungergli da diverse angolazioni. Lo ripeteva continuamente, accada quel che deve accadere, ma fa che non sia ora. Moti guardò assente un sari luccicante che ricopriva uno dei manichini di plastica. Chiuse gli occhi preso da un desiderio intenso e con fuso e il loto scintillò sulla sua testa. Un freddo lampo d'argento dardeggiava la base del la colonna vertebrale. Senti va le scosse per tutto il corpo. In mezzo al marciapiede, Delhi scomparve e la gioia vibrò e illuminò interamente il suo essere. Quando riprese i sensi si trovò con la fronte poggiata pesantemente contro la vetrina del negozio. li sari luccicante brillò attraverso l'impronta di sudore che la sua faccia aveva lasciato sul vetro. Cercò lentamente di asciugarla. Perché io, supplicò, cosa ho di tanto speciale? li massimo che si possa dire di me che sono un tipo innocuo. Lasciami il mio amore terreno. Dovranno pur esserci degli altri che vogliono il paradiso. Si trascinò indietro verso la bancarella e si sedette su una panca sventolandosi con il fazzoletto. Nel pomeriggio doveva preparare un estratto conto degli u Itimi tre mesi per un cliente da registri incredibi Imente disorganizzati. "La banca non preparava gli estratti conto una volta al mese?" chieseaShiv. "Puntualmente." "Be', perché non lo fa più?" "Non lo fa? E allora? Meno lavoro. È meglio lavorare per lo stato." Shiv si strofinò un robusto indice avanti e indietro sotto il naso. "Si lavora di più", lo corresse Moti "e come fa un cliente a sapere quanti soldi ha in banca?"
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